ABBANOA E IL MISTERO DELL’ACQUA … SARDA: OPINIONI A CONFRONTO

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Di Abbanoa si sta nuovamente parlando: male, tanto per non cambiare. Infatti l’ultima trovata, quella del deposito cauzionale obbligatorio contro le morosità, ha riacceso i riflettori su questa grossa società che fin dalla sua costituzione ai tempi di Soru è stata costantemente nell’occhio del ciclone, sulle sue difficoltà finanziarie e sui suoi conti.
Per cercare di capirci qualcosa, impresa questa titanica, vi proponiamo una serie di interventi e di comunicati di politici e di amministratori, che della società con sede legale a Nuoro si stanno “occupando”.
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PAOLO MANINCHEDDA “COME SI FA INFORMAZIONE IN SARDEGNA? MALE. IL CASO DI ABBANOA” (www.sardegnaeliberta.it, 9 novembre): “Come mi colloco io come Assessore rispetto ad Abbanoa? In una posizione responsabile e di severa vigilanza.
Nessuna società è perfetta. Abbanoa sa che le si chiede conto dei suoi errori quotidianamente. Sa di dover migliorare.
Ogni volta che leggo un articolo sulla stampa con accenti critici, chiedo conto di tutto alla società. Mai risparmiato nulla.
Ho cercato di rimediare a una ipocrisia della Regione Sardegna che ha fatto nascere la società e non l’ha capitalizzata dal 2002. Questa Giunta ha capitalizzato la società.
Ho lavorato a cambiare il management senza interferenze politiche. Non conoscevo Ramazzotti: è stato selezionato dall’advisor. Non lo frequento oggi. Lui fa il suo lavoro, io il mio e il mio è valutare i risultati.
Ho lavorato a migliorare i rapporti con i sindacati.
Ho obbligato la società a rispettare il piano Deloitte. Sollecito ogni giorno il nuovo Piano d’Ambito, l’aggiornamento delle tariffe e i conguagli in modo che ognuno paghi solo il giusto al momento giusto e niente di più.
Mi confronto tutti i giorni con le banche.
Difendo le migliaia di posti di lavoro legati a Abbanoa.
Difendo le imprese che col loro lavoro e con i loro soldi hanno supplito in questi anni all’ipocrisia della Regione Sardegna.
Cerco soluzioni per i Comuni (in particolare sul fognario e sulle acque meteoriche). Stiamo contraendo un mutuo per mettere a posto reti fatte male  e mal funzionanti, cercando in tutti i modi di non caricare questi investimenti sulla tariffa.
Appena insediato sono stato ascoltato dall’autorità giudiziaria e non è mai una bella esperienza. Ho chiesto all’Avvocatura dello Stato di difendere Abbanoa di fronte al Tribunale di Cagliari contro la richiesta di fallimento. Ce l’abbiamo fatta, ma abbiamo un obbligo: Abbanoa deve incassare il giusto ricavo per l’acqua erogata secondo il prezzo fissato (sulla base delle disposizioni dell’autorità per l’acqua) dall’Ato. Non un euro in più ma neanche un euro in meno. La magistratura da un lato sollecita la Regione a vigilare sull’efficienza dell’azienda, sugli incassi, sull’esigibilità dei suoi crediti,  dall’altro dà sospensive a chi viene slacciato perché moroso. Insomma, c’è di che perdere la testa.
Mediamente due volte alla settimana leggo indiscrezioni su nuove indagini, su nuovi interrogatori. Ogni volta che escono queste indiscrezioni, devo rifare pazientemente il giro delle banche per convincerle a consolidare il debito della società e lo faccio in silenzio tenendo per me quello che penso del sistema Italia. Io sono Penelope di giorno e altri sono Penelope di notte. Quanto resisterò? Non lo so. Lo dico ai lavoratori di Abbanoa, lo dico alle imprese: ogni uomo ha energie a scadenza. Contro l’irrazionalità e l’irresponsabilità bisogna unire le forze.
C’è chi vuole l’acqua gratis per tutti ma non si assume la responsabilità di dirlo apertamente. La si vuole? Lo si dica; si mettano a bilancio 350 milioni di euro all’anno, li si tolga alle imprese, ai servizi, alla sanità e si regali l’acqua a tutti. Ma lo si dica, non ci si nasconda.
Per queste ragioni, in virtù di questo lavoro duro, costante, quotidiano, ho a memoria dati disponibili per tutti, ma non cercati da chi dovrebbe fare informazione. E allora oggi, in occasione dell’ennesimo articolo della Nuova Sardegna, con numeri e valutazioni incredibilmente campati per aria,  li riporto a futura memoria, più per difendere i tanti onesti che pagano l’acqua che per convincere chi vuole vendere due copie in più.
Il momento di “partenza” è riferito alla sommatoria dei precedenti gestori (esaf, govossai, siinos, sim) e dei comuni (120 gestioni in economia). I dati di arrivo, invece, sono riferiti a risultati a regime già dal 2014. Allora, cominciamo a dire quel che i giornali non scrivono.

Bollette e reclami
Abbanoa emette  1,5 milioni di bollette in un anno; su queste si registrano 10.500 reclami, pari allo 0,7%. I reclami ammontano allo 0,7%, spero sia chiaro.
Nove associazioni dei consumatori su dieci stanno partecipando alla cosiddetta conciliazione volontaria, cioè all’esame in contraddittorio con il Cliente, davanti a due conciliatori, delle bollette contestate. Il 95% delle posizioni affrontate ha trovato soluzione conciliativa. Il 90% del contenzioso riguarda elaborazioni sbagliate per errore nei dati ereditati dai Comuni o per mancati aggiornamenti e ritardate fatturazioni. Venticinque comuni hanno richiesto negli ultimi mesi la presenza di Abbanoa in assemblee pubbliche, per l’esame e la risoluzione dei problemi sulla bollettazione. In tutti i casi sono stati raggiunti accordi per la conciliazione collettiva dove ricorrono le condizioni. Entro la fine dell’anno saranno potenziati i servizi alla clientela raddoppiando gli addetti, soprattutto sul servizio call center e sul servizio reclami.

Clienti, contatori, letture e evasori
Il 60% degli utenti paga regolarmente l’acqua. Il restante 40% si divide in tante categorie: c’è chi rateizza e paga le rate, chi rateizza e paga solo la prima rata, chi non paga e pretende di non pagare.
Fino a qualche tempo fa la veridicità dei dati in anagrafica (cliente, cf, contatore, consumi, ecc) era pari a zero. Oggi è passata (dato certificato) all’ 85%.
Il censimento delle utenze è passato da 0 (zero) a 600.000 posizioni con visita domiciliare. Le letture certificate in data certa sono passate da 20.000 l’anno a 1,5 milioni all’anno (due letture per utenza con accertamento fotografico del contatore). Le fatturazioni certificate, con consumi solo reali senza nessuna stima, sono passate dal 25% al 100% del fatturato. Il recupero crediti è passato da zero a oltre 200 milioni di euro affidati a legali e a società specializzate, ma attenzione, per debiti maggiori di 10.000,00 euro, quindi non rispetto ai modesti consumi di una famiglia normale che riceve bollette per circa 210,00 euro all’anno. Il ceto medio sardo, quello fatto dai pensionati, dagli impiegati, dai lavoratori dipendenti, paga l’acqua. I benestanti, quelli delle seconde case, dei condomini al mare, quelli proprietari di alberghi tendono a non voler pagare.

Qualità dell’acqua
Indagini indipendenti hanno certificato che oltre il 65% dei sardi preferisce l’acqua della rete. I comuni nei quali si manifestano rilevanti problemi sono esattamente quelli che negli anni NON hanno effettuato investimenti adeguati per risolvere strutturalmente i problemi. Le somme necessarie per risolvere i problemi infrastrutturali delle reti e degli impianti in Sardegna sono pari a 1,4 Miliardi di euro in 15 anni.  Io non cerco colpevoli e invece cerco i soldi per fare tutto questo, ma sarebbe paradossale che si desse la colpa delle disfunzioni infrastrutturali a chi è arrivato per ultimo.

Deposito cauzionale
Bisogna essere consapevoli che mediamente ogni anno Abbanoa chiude 26.000 utenze per cessazioni o per volture. Queste chiusure generano un mancato incasso e un contenzioso per circa 9 milioni di euro all’anno, perché non vi è un saldo simultaneo al momento della cessazione. Questo è un problema generale di tutti i gestori italiani. L’Autorità per l’energia, il Gas e l’Acqua ha reso obbligatorio il deposito cauzionale  per consentire ai gestori di recuperare questi crediti ed evitare che essi vengano caricati sugli altri utenti virtuosi.  Ne sono esenti le famiglie a basso reddito e gli utenti che hanno la domiciliazione bancaria delle bollette. Gridare allo scandalo vuol dire pretendere che si vada avanti con l’andazzo per cui i virtuosi pagano i debiti dei viziosi e questo andazzo non può e non deve andare avanti.

Chiesa e acqua
Chiederò ad Abbanoa un report sulle utenze diocesane e parrocchiali, sui pagamenti fatti, sugli errori, sui contenziosi. Mi auguro di non trovarmi di fronte a un nuovo caso Ici.

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COMUNICATO STAMPA DI ABBANOA 11 NOVEMBRE 2014: FALSE VOCI SUL FALLIMENTO: SI GIOCA CON LA SORTE DELLA PIU’ GRANDE IMPRESA DELL’ISOLA

Non si sono ancora rassegnate le forze che in passato speravano nel fallimento di Abbanoa per aprire la strada alla privatizzazione. Da diverso tempo e con diverse provenienze, va avanti una campagna irresponsabile di disinformazione sul reale stato finanziario dell’Azienda.
C’è chi non si arrende all’idea che anche in Sardegna, come avviene già in altre realtà, ci sia un grande operatore pubblico interamente partecipato dagli Enti Locali, che gestisca un servizio fondamentale e delicato. E’ il servizio che ogni giorno potabilizza e distribuisce l’acqua nelle case e nelle aziende isolane, raccoglie gli scarichi fognari e depura i reflui restituendoli in natura senza alcun danno all’ambiente. Tutto questo pur avendo ereditato dalle gestioni precedenti, oltre ad un carico di debiti,  una realtà di impianti e reti fatiscenti (non solo è critica la situazione degli reti fognarie, ma la rete idrica perde più del 50% dell’acqua prodotta dai potabilizzatori con un costo di energia di 50 milioni l’anno), con pesanti difficoltà gestionali (52 mila interventi di riparazione effettuati dal pronto intervento ogni anno).
“Ora i conti sono finalmente in ordine”,  spiega l’amministratore unico, Alessandro Ramazzotti: “ed i continui miglioramenti sono certificati dagli organismi di controllo interni ed esterni all’Azienda. Si è avviato un programma di assunzioni per il completamento degli organici ed a breve, attraverso un stretto rapporto con le scuole e le Università, attiveremo degli stage per giovani diplomati e laureati. Inoltre abbiamo lanciato una sfida per mettere in cantiere 500milioni di risorse economiche già  disponibili che servono per ammodernare il sistema impiantistico, ma che rappresentano anche una grande occasione di rilancio per l’economia sarda, proponendo lavori a tante imprese che vuol dire non solo garanzia degli attuali livelli occupazionali, ma anche nuovi posti di lavoro”.
E’ in atto un tentativo per vanificare questi risultati, questi progetti e questi sforzi da parte di tutti coloro che hanno interesse a non voltare pagina. A cominciare da chi ha lavorato con lo strumento del fallimento evidentemente per aprire la strada a un operatore speculativo privato; chi ha tratto beneficio, nei decenni, dall’immobilismo e dalla rendita di posizione su appalti, incarichi, servizi e collaudi; chi ha approfittato, in tutti questi anni, delle zone d’ombra dell’evasione e dell’elusione per non pagare un servizio che la maggior parte dei sardi paga regolarmente. E’ inoltre inqualificabile il tentativo di alimentare ed esasperare la protesta al fine di raccogliere deleghe, mandati alle liti,  o l’atteggiamento di chi cerca rendite di posizione politica cavalcando argomenti illusori come l’acqua gratis per tutti omettendo di dire che in natura l’acqua è gratis, è invece il servizio che si paga.
“Credo che la buona politica debba farsi carico di una battaglia che rivendica anche per la Sardegna la gestione pubblica ed efficiente del Servizio Idrico, dentro un sistema di regole certe ed uguali per tutti, applicate con atti trasparenti e sotto lo stretto controllo dei Sindaci che ne sono gli azionisti”, continua l’amministratore unico, Alessandro Ramazzotti: “Abbanoa è la più grande impresa industriale dell’Isola che dà lavoro diretto e indiretto a quasi 3mila persone gestendo quattrocento impianti tra potabilizzatori e depuratori, 13mila chilometri di reti e 1800 impianti di sollevamento. Grazie al sostegno della Giunta regionale, sono stati messi in ordine i conti (il bilancio del 2013 si è finalmente chiuso in attivo) e si è avviata una profonda riorganizzazione che prevede il rafforzamento del gruppo dirigente ed una politica del personale, condivisa con le organizzazioni sindacali, che premi il merito e l’impegno. L’ambizione è di avere un’Azienda efficiente, attenta al servizio al cittadino, in stretto rapporto con i territori, che garantisca una gestione di qualità in tutti i luoghi della Sardegna e che possa rappresentare l’esempio di eccellenza nella gestione di un servizio fondamentale come quello idrico, ma anche  un tratto distintivo di una Regione che fa una scommessa sulla qualità dell’impresa pubblica e che la vince”.
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MAURO PILI DA FACEBOOK, PAGINA “MAURO PILI TRE”, 11 NOVEMBRE 2014:
“La tassa sull’acqua è fuori legge sotto ogni punto di vista. L’opposizione a questo nuovo balzello sarà totale e in tutte le sedi. Abbanoa deve revocare immediatamente quella che si configura come un prelievo forzoso destituito di ogni fondamento giuridico. E’ falso che ci sia una norma nazionale in tal senso e la stessa autorità garante non ha mai reso obbligatorio tale deposito e laddove lo rende “possibile” prevede determinate condizioni che certamente non riguardano la Sardegna. Le bollette con il deposito cauzionale sono illegittime perché costituiscono un atto unilateralmente imposto che, in quanto posteriore alla stipula del contratto di erogazione del servizio idrico, risulta essere in palese violazione delle normative contrattuali vigenti e, comunque, viola il disposto del codice civile in materia. A questo si aggiunge che l’Unione Europea proibisce la richiesta di cauzione alle società che agiscono in condizioni di monopolio qual è appunto Abbanoa S.p.a. L’addebito costituisce a tutti gli effetti di un’imposizione di pagamento indebita e illegittima posto che non è fondata su alcun presupposto normativo perché si produrrebbe un ingiusto guadagno. In alcun provvedimento dell’Autorità Garante per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico è previsto l’obbligo a tale prelievo forzoso ai danni dei cittadini ma, al più, è consentita solamente la possibilità che ciò possa, eventualmente, verificarsi al concorrere di ipotesi eccezionali e, comunque, al contrario di quanto avvenuto nel caso di specie, nel rispetto delle norme vigenti e del Codice civile (che, come detto, vieta la modifica unilaterale di un contratto di servizio). Per questi motivi l’opposizione sarà durissima a questa nuova vessazione ai danni dei cittadini sardi. Prima con l’istanza di revoca e contestualmente con il ricorso all’autorità giudiziaria”.
Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili annunciando l’avvio di una grande mobilitazione giudiziaria che ha già avuto oltre tremila adesioni sulla pagina dedicata su facebook e migliaia di ricorsi già scaricati dai link predisposti sul web.
“E’ una tassa fuori legge – ha detto Pili – che deve essere revocata immediatamente per non costringere i sardi ad un’azione giudiziaria collettiva fondata su sentenze già emesse in diversi tribunali che bocciano senza appello questa vera e propria appropriazione indebita del denaro dei cittadini. Abbanoa deve procedere immediatamente alla rimozione, revoca e/o annullamento della bollette emesse perché illegittime. E l’istanza di revoca in sede di autotutela è solo l’inizio di questa nostra mobilitazione perché sono già pronti i ricorsi ai tribunali competenti, comprese le azioni risarcitorie, a tutela dell’interesse dei cittadini all’uso del bene primario della vita qual’è appunto l’acqua”.
“ Questa nuova tassa sull’acqua è solo un tentativo maldestro di fare cassa alle spalle di un servizio pubblico che continua a nascondere il malgoverno dell’acqua da parte di chi, destra e sinistra, non ha mai voluto sanare il debito pregresso della gestione Esaf e lo ha scaricato su bollette e appropriazioni indebite come il deposito cauzionale. Tutto questo – ha concluso Pili – sarà contrastato a tutti i livelli”.

La pagina dedicata su Facebook

https://www.facebook.com/…/NO-ALLA-TASSA-…/1509040459349559…

il link per scaricare il ricorso

https://www.facebook.com/…/NO-ALLA-TASSA-…/1509040459349559…