IL VUOTO!!! [ADRIANO SITZIA]

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Sogno o son desto”? Domanda legittima di fronte all’incredibile responso delle urne emiliane, ieri “riempite” – si fa per dire – dalle schede elettorali delle Regionali. Infatti, se anche soltanto pochi mesi fa uno ci avesse predetto un’affluenza del 37,67 % – sì proprio così!!! – o ci avesse preconizzato l’elezione del Presidente della regione con meno del 50 % dei voti, gli avremmo dato del tocco! E invece è accaduto! E quella che per qualcuno era addirittura la Bulgaria italiana, ha voltato le spalle alla politica e, soprattutto, alla Sinistra “agoramane”!

Vediamo qualche numero: affluenza complessiva 37,67 %, con punte del 40 – esagerati! – solo a Bologna e Ravenna. La provincia dove s’è votato di meno è quella di Rimini con il 33,45!!! Ricordiamo che alle Europee del maggio scorso, l’Emilia s’era confermata una regione elettoralmente ancora virtuosa con un’affluenza del 70,00 %, mentre alle Regionali 2010 quest’ultima aveva raggiunto il 68,00 %.

Per quanto riguarda la partecipazione al voto, le cose non sono andate molto meglio in Calabria: 44,07 % rispetto al 45,8% delle Europee di maggio e al 59,26 % delle ultime Regionali, quelle del 2010. Il calo è sicuramente meno netto, ma il trend negativo è puntualmente confermato.

Tirando le somme, verrebbe quasi da dire – con rabbia! – che ormai a votare ci va solo chi ha interesse a farlo!

I risultati premiano (sic!) il PD, che vince sia in Emilia – scontato! – con Bonaccini, sia in Calabria (Oliverio), qui favorito anche dalle solite divisioni del/dei (?) Centrodestra. Non c’è dubbio che meno persone votano più vince il PD, per la gioia dell’ “evangelista” mediatico Matteo, che infatti da subito non è riuscito a trattenere la sua twitteriana soddisfazione. Il Centrodestra appare decisamente in crisi, così come M5S, che in ogni elezione amministrativa, sconta palesemente – fin troppo! – la sua debolezza strutturale. Peraltro ormai, la protesta e lo scontento si stanno allontanando sempre di più dalle urne, togliendo a Grillo e soci la principale fonte di consenso.

Prodi ieri ha dichiarato: “E’ un filo che ci lega alla democrazia. … Salvo casi straordinari, il voto è uno strumento efficace di democrazia”. Ovviamente, l’ex premier, grande protagonista – ahinoi! – della Seconda repubblica si riferiva alla democrazia rappresentativa. Ma il problema, a questo punto, è un altro ed è molto serio: chi rappresenta questa nostra democrazia rappresentativa?

Dovrebbe ormai essere giunto il momento di avviare un serio dibattito in proposito, per trovare i giusti rimedi e ripartire quanto prima. Sono proprio gli astensionisti a chiederlo. Ma la cara vecchia politica, di destra come di sinistra e di centro, continua a vivere beatamente nel suo castello ben murato e a giocare la sua partita nella sua scacchiera (vedasi Comune di Oristano)! Cioè il vuoto!!!