HARAKIRI?

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Hara-Kiri

Abituati come siamo alle tumultuose vicende delle nostre amministrazioni comunali, la notizia delle dimissioni – una volta tanto vere! – di un consigliere comunale – Valerio Spanu (PD) -, ancorché della Maggioranza (quale?), non ci hanno colpito né sorpreso più di tanto. Del resto già sei mesi fa lo stesso Spanu aveva polemicamente abbandonato – anche queste dimissioni vere! – la presidenza della Commissione bilancio, dimostrando di essere tra gli Aventiniani comunali, quello più duro e determinato! Del resto Valerio Spanu politicamente è molto vicino all’ex segretario provinciale del PD, Gianni Sanna, il quale, subito dopo la estemporanea emozione per la vittoria del Centrosinistra alle Comunali, aveva – novello Cadorna – cominciato con le interessate “spallate” a Sindaco e Giunta, mai di suo gradimento! Del resto, il partito di Spanu, il mitico PD oristanese, o, meglio, quel che ne rimane, fin dall’inizio del mandato di Tendas è stato con un piede, ops una parte, in maggioranza, e con l’altro piede (parte), all’opposizione, tanto che le opposizioni – quelle ufficiali – ad un certo punto si sono perfino lamentate: “O PD, qui si bara, le opposizioni siamo noi!”, pare che abbiano urlato ai democratici, citando – incredibile! – proprio un sindaco comunista, Peppone Bottazzi! Del resto l’incontro tra i sindaci Tendas e Mandis (l’erede di Gianni Sanna), che evidentemente in “comune” hanno solo la fascia tricolore, la tessera di partito e l’ultima lettera del cognome, pare sia stato inutile, rimanendo ognuno sulle sue posizioni! Del resto, … del resto … lasciamo perdere. In città ormai da mesi si rincorrono rumors, voci, sussurri di pourparler, di incontri, di progetti politici, con lo sguardo rivolto al futuro, sempre meno lontano, del dopo-Tendas! Ora, non sappiamo se queste improvvise, ma non inattese, dimissioni di Spanu, segnino davvero l’inizio ufficiale delle danze. Sappiamo però una cosa: da questa politica chiusa e impermeabile, verticistica, supponente quanto inefficiente e inadeguata, si stanno allontanando tanti tanti cittadini, in numero preoccupante. Le molte elezioni degli ultimi anni, sotto questo aspetto, sono inequivocabili. Cittadini, tanti, troppi cittadini che non si sentono più rappresentati da questa politica, dal “sistema”, da questi politici della post-politica, che non vi si riconoscono più, ma che, in buona parte, non rinunceranno a farsi sentire. Come? Dove? Di fronte a tutto ciò si continua a far finta di niente; si continua con questo pessimo andazzo di giochi, giochini, scaricabarile, equilibri ed equilibrismi, cencelli, cencellini e cencelletti.

A Oristano le aspettative nel Centrosinistra come sperabile vera novità amministrativa e politica, erano, tra i cittadini, davvero tante! Il risultato è, dopo due anni e mezzo di povera politica, il probabile ennesimo harakiri. Un harakiri dalle conseguenze imprevedibili e che la politica oggi invece non dovrebbe permettere e permettersi! Ma tali – ahinoi! – sono coloro che oggi ci rappresentano, anzi si rappresentano!