PD ORISTANESE: ERRARE E PERSEVERARE [ADRIANO SITZIA]

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Quando, già nel 2010, in occasione del percorso elettorale delle Provinciali, pochissimi esponenti del Partito Democratico segnalarono problemi, carenze, comportamenti discutibili e rischi insiti in una situazione interna difficile, il generale conveniente silenzio interno, ammantato di finta condivisione, coprì tutto come il tappeto fa con la polvere. Poi cominciarono le uscite, le fughe o comunque un disimpegno man mano crescente di iscritti, di dirigenti, giovani e meno giovani. La segreteria provinciale e i suoi “santi protettori” invece ridevano beandosi del fatto che così potevano fare ancor di più e più tranquillamente i loro comodi ed eliminare anche gli ultimi avversari interni rimasti, senza neppure premurarsi di nascondere le armi. Ai “santi protettori” è andata molto bene, mentre però, per qualche loro fedele quell’atteso “profumo di santità” è stato spazzato via dal … maestrale.
Beh, oggi, a soli quattro anni di distanza, non si sente altro che lamenti, lagnanze, piagnistei anche da chi allora se ne stette colpevolmente muto, preferendo il comodo “struzzismo” ad una azione certo rischiosa ma anche generosa di deciso contrasto a quella classe dirigente per costruire un’alternativa seria, che oggi avrebbe potuto dare a questo malridotto partito dirigenti all’altezza, amministratori validi e una base convinta e motivata.
Adesso però lamentarsi non serve a nulla. E’ invece utile apprendere da questa brutta pagina di politica gli insegnamenti che comunque ci sono venuti, per arrivare a soluzioni diverse, che diano nuova linfa ad una politica locale, che definire pessima equivale ad essere davvero “gentili”: infatti è sufficiente assistere ad una seduta del Consiglio comunale, con quella maggioranza piena di fantasmi pure senza lenzuolo, per rendersi conto dello stato dell’arte. Con diversi attori e un diverso spirito anche l’attuale Sindaco, che purtroppo poco ha fatto e sta facendo per migliorare la qualità amministrativa e il clima politico dentro i cocci del Centrosinistra, quasi certamente avrebbe avuto o sarebbe stato costretto ad avere comportamenti e atteggiamenti diversi.
Oggi veniamo a conoscenza delle dimissioni dal gruppo consiliare del PD, di ben due consiglieri dei sei eletti: la “new entry” Marco Piras, peraltro da tempo fuori dal PD dopo le note – e brutte – vicende della soppressione politica di Gian Valerio Sanna; e Mariangela Massenti. In queste dimissioni c’è tutto il dramma che sta vivendo questo partito: un dramma fatto di sordità, di incomunicabilità interna, di totale incapacità per quanto riguarda ascolto reciproco, dialogo e mediazione, di correntismo spinto e, all’interno di questo, di un’esasperata ricerca di spazi individuali. Tutto ciò alla fine incide pesantemente anche sui rapporti personali, in un clima sempre e solo da O. K. Corral.
In tutto ciò la politica dove sta? Che c’azzecca? Risposta: niente!
Vediamo di fare in modo di ritrovarla questa benedetta politica. Facciamo almeno un tentativo. E chi c’è meglio del Primo cittadino per fare questo tentativo? Dai, Guido Tendas, che aspetti? Basta con il chiedere scusa:  prendi l’iniziativa politica! Il tempo stringe.

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