NEL MEZZO DEL MANDATO DI NOSTRA AMMINISTRAZIONE MI RITROVAI PER UNA SELVA OSCURA CHE’ LA DIRITTA VIA ERA SMARRITA!

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DanteTendas
Oristano è una città che – come ha dichiarato il Sindaco – sta vivendo un momento di crisi profonda, ma che dalla crisi può uscire trovando le energie per rilanciarsi”.  Già, appunto le energie “migliori!”, che così, stando al Primo cittadino, sono state “liberate”: “Nei primi due anni e mezzo di amministrazione … ispirati da lealtà istituzionale abbiamo lavorato da subito seguendo il criterio della continuità amministrativa (sic! Boh!) per sciogliere i tanti i nodi che paralizzavano la città. Siamo riusciti a definire e portare a soluzione molti problemi che pesavano come un macigno”, segue elenco, che, a ben vedere, riguarda solo opere progettate ed avviate se non ultimate dalle precedenti amministrazioni. Ma “di suo” questa amministrazione che ha prodotto? “Abbiamo lavorato per garantire la coesione sociale finanziando con fondi del bilancio comunale numerosi interventi di sostegno alle fasce che più vivono la difficoltà della crisi per complessivi. Abbiamo impegnato 650 mila euro in un momento in cui la Regione faceva mancare il tradizionale finanziamento per le povertà estreme. Abbiamo anche iniziato una riconversione della città verso una sana gestione urbanistica e ambientale approvando definitivamente il Piano del Litorale di Torregrande, completando il lavoro di progettazione indispensabile per avviare le lottizzazioni delle zone C2RU di Sa Rodia e Silì, affidando gli incarichi per il Piano Particolareggiato del Centro Storico e per il Piano Urbano per la Mobilità, le cui prime bozze ci verranno consegnate in questi giorni, predisponendo il Paes, recentemente approvato dalle competenti strutture comunitarie, avviando la campagna “Oristano verso rifiuti zero” che può contare sul nuovo appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che garantisce minor spesa e maggiori servizi per i cittadini, realizzando un primo lotto di Orti urbani”. A questo bisogna aggiungere Mondo Ichnusa, acquisizione dell’ex vivaio del Rimedio (ca. 8 ha) destinato (quando?) a grande parco periurbano, assunzione a tempo indeterminato di altri due assistenti sociali – ora sono sei -, il bando per il Palazzetto, e i 4.200.000 euro di mutui contratti per lavori in città (scuole, mercato di via Mazzini, strade, manutenzione ecc.) previsti nel 2015, e poi ancora il regolamento insegne e pubblicità, le strade vicinali con relativo regolamento, le nuove iniziative mercatali (spazio Smart, Silì), la riduzione del costo scuolabus da 7 a 3 euro mensili – caspita! – per coloro che non avrebbero avuto diritto al servizio gratuito, ecc. A questo elenco sarebbe facile facile contrapporne un altro, altrettanto ricco, con tutto ciò che in questi 30 mesi non è stato fatto o è stato fatto male (i bandi di gara presentati, ritirati, rifatti, andati deserti; la via Vittorio Veneto, una delle più trafficate della città, ridotta ad un pericoloso percorso per motocross; la piscina; il Palatharros; i trasporti pubblici urbani, sempre costantemente vuoti; l’area ex Case Minime; l’Antiquarium sottoutilizzato; una politica culturale che si stenta a capire in cosa consista, ammesso che ci sia mai stata; ma anche la mancata trattativa con la Regione per rimodulare i fondi destinati all’inutile Palazzetto oppure l’assurda decisione di ubicare un parcheggio multipiano in via Mariano IV, cioè in pieno centro città, senza neppure attendere la discussione del piano di mobilità urbana, ecc. ecc. ecc. ed ecc.). Ma, francamente, il problema oristanese non è certamente quello degli elenchi. Il problema è essenzialmente politico e riguarda in prima battuta il modo con cui l’Amministrazione Tendas ed il suo vertice hanno gestito questi 30 mesi. Facciamo appunto un bilancio politico: il Sindaco parla di Amministrazione di Centrosinistra. OK, domanda: ma dov’è andato a finire il Centrosinistra? Risposta: è scomparso! E quale è stato il rapporto tra questa Amministrazione e le componenti politico-associative di questo defunto Centrosinistra? Risposta: nullo! Che fine ha fatto il tavolo di Centrosinistra cittadino? Risposta: ? Vale la pena citare l’art. 49 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Questo articolo viene sempre invocato proprio per sottolineare la fondamentale centralità dell’associazionismo politico. Invece da tempo e in maniera sempre più accentuata prevale “materialmente” un’altra tendenza, così riassumibile: ”Tutti gli eletti e i nominati hanno diritto di fare nel loro contesto ciò che vogliono, concorrendo con metodo esclusivo a determinare il corso della politica, fino alla scadenza del loro mandato”. E’ una riscrittura che trova proprio nelle dirigenze del Partito “cellophane” per definizione, quello democratico, il suo più agguerrito sostenitore. L’esempio viene proprio dal Sindaco di Oristano, che attorno ai palazzi comunali ha eretto un solido recinto, guardandosi bene dal tenere aperto un canale di confronto e di collaborazione con chi in primis, e cioè partiti e associazioni, trenta mesi fa lo ha fatto eleggere, e invece spingendo per le assemblee popolari dove poter esibire i successi e dare sfogo agli sterili mugugni di qualche cittadino, premiato così con il suo inutile quarto d’ora di celebrità.
In questo suo sforzo populistico il Primo cittadino ha però trovato proprio negli amministratori dei complici insostituibili, fidati ed efficienti. Del resto che dire di certi consiglieri comunali- per fortuna una minoranza ancora limitata – che, entrati là dentro, sembrano essere assurti al rango di Padri della Patria, con tanto di lunga, cangiante coda sempre esposta a ventaglio e l’avviso “Non toccare!”? E sì che, non so quanto scherzosamente, un consigliere di maggioranza, in un momento di sincerità, se n’è uscito con una sorta di battuta, che suonava più o meno così: per il futuro sono ottimista; infatti se è vero che questo è il Consiglio più scalcinato di sempre, allora non può che migliorare! E il Partito Democratico? Tacere bisogna e andare avanti!
Questo discorso ci porta a quello che è un altro grande limite della politica oristanese, limite che tanto danneggia la città ed il suo territorio: la mancanza di vere leadership politiche, che uniscano carisma, autorevolezza e riconosciuta capacità. La scomparsa prima di Natale del senatore Abis, forse l’ultimo vero politico oristanese, ha riaperto il dibattito sul livello in generale non proprio eccelso della dirigenza politica locale e sul/sui “perché” di questo ormai annoso limite. Le risposte ovviamente possono essere varie, complesse e anche assai diverse tra loro. Non è dunque questo lo spazio per affrontare una tematica così articolata. Ma certo è che, per esempio, vedere un Sindaco, il quale dovrebbe essere la voce della comunità e – nel caso di un capoluogo come Oristano – dell’intero territorio, non intervenire con polso e autorità su questioni vitali per la città come il porto, Abbanoa – ok alle azioni legali, ma, caro Sindaco, per noi l’acqua è una ricchezza, anzi la ricchezza! – l’Università (altro che dispute ridicole sulla presidenza del Consorzio UNO!), la situazione della sanità (classifica 2014 di “Italia oggi” relativamente alla qualità del sistema salute: Oristano al 109° posto – leggasi penultimo! – in Italia su 110 province!!!), piuttosto che sulla progressiva riduzione dei servizi pubblici nel territorio (recentissimi sono la “silenziosa” chiusura della Prefettura e il ridimensionamento dei servizi postali) ecc. ecc.; o vedere … un Sindaco fare l’assessore al personale e alla cultura, ma non intervenire in più ampi consessi, per portarvi con voce ferma e sicura la questione Oristano, la questione del ruolo di questa città, relegata sempre a fare la parte di Cenerentola, e del suo territorio innanzitutto nell’ambito regionale, non fa sperare in niente di buono.
Allora come concludere? Beh, con la speranza che quei “raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle” comincino finalmente ad illuminare anche questa nostra oscura città; e che quel viandante smarrito che è la politica oristanese – Sindaco incluso –  riesca a scansare lonze, leoni e lupe varie, magari grazie al soccorso di qualcuno nato se non “sub Iulio” almeno sotto una buona stella, e che gli rechi in dono una mappa dettagliata del percorso e della meta finale con gli strumenti necessari per arrivarci, tra i quali anche quello di recuperare un minimo di dialogo politico con ciò che ad Oristano ancora c’è di Centrosinistra.
Da parte nostra, BUON 2015 A TUTTI!