CONVEGNO SU ALBA MARCOLI IERI ALL’HOSPITALIS [ADRIANO SITZIA]

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Interessante incontro quello tenutosi ieri sera all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano per ricordare la figura e l’opera della psicologa oristanese Alba Marcoli, venuta a mancare l’anno scorso, e per presentare il suo ultimo libro, portato a termine poco tempo prima della scomparsa, e intitolato “La nonna è ancora morta? Genitori e bambini davanti ai lutti della vita” (edizioni Mondadori). Al convegno, presentato e moderato dalla dottoressa Amelia Mulas davanti a una bella cornice di attenti ascoltatori, sono intervenuti il vicesindaco di Oristano Giuseppina Uda, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale; la dottoressa Germana Gasbarri, collega, collaboratrice ma soprattutto grande amica di Alba Marcoli, che, commossa, ne ha tratteggiato la figura, esaltandone impegno, disponibilità, generosità, mitezza e passione per il suo lavoro e per le persone da lei seguite e considerate come figli; la dottoressa Maria Rosaria Monaco, direttrice dell’UOC di psicologia clinica dell’AO “Guido Salvini” di Garbagnate, ma soprattutto “allieva” e poi stretta collaboratrice di Alba Marcoli, che invece ha illustrato alcuni aspetti del metodo di lavoro della sua collega, soffermandosi sull’importanza delle fiabe, che la Marcoli scriveva traducendovi concrete esperienze di vita e poi leggeva ai “diretti interessati” per far capire a loro la possibilità di un diverso punto di vista relazionale, così da superare lo sterile “pensiero saturo”, rendendolo (nuovamente) aperto e disponibile; infine la dottoressa Lorenza Maria Borin, dirigente medico presso il reparto di ematologia del “San Gerardo” di Monza, che ha parlato dell’ultimo progetto portato avanti da Alba Marcoli, chiamato “Emanuela”, al quale è dedicata la seconda parte di “La nonna è ancora morta?”. “Con questo progetto” – ha esordito la Borin – “si tenta di affrontare tutte le problematiche psicologiche e relazionali che insorgono in una famiglia, allorquando uno dei genitori si scopre all’improvviso malato di malattie molto difficili come la leucemia. In particolare il problema principale che i genitori si pongono riguarda l’atteggiamento nei confronti dei loro bambini, se tacere per proteggerli, per tenerli al sicuro dalla paura, oppure informarli, e come informarli, ricordando sempre che i bambini ci guardano e capiscono sempre quando accade qualcosa di nuovo”.
La serata si è conclusa con la lettura, da parte di Silvia Bolis, altro medico dell’ospedale brianzolo coinvolto nel progetto “Emanuela”, di una delle favole di Alba Marcoli.