IL DISAGIO DEI PADRI SEPARATI TOGLIE IL SONNO A “NOIOR” [ADRIANO SITZIA]

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La quotidianità spegne la fiamma della passione”, così la famosa Belen ha giustificato i recenti problemi nel rapporto con il “suo” Stefano, specificando che lei ha invece bisogno del “guizzo”. La triste realtà di questa nostra ordinaria modernità sociale, priva di “guizzi” ma ricca di problemi, sono le molte, forse troppe, famiglie – di diritto o di fatto – che si sfasciano, i figli tanto contesi quanto affettivamente trascurati, gli attriti per gli “alimenti”, la casa, le cure mediche ecc., fino ai casi più gravi dove dalle parole scritte nelle carte bollate si passa tragicamente ai fatti (di sangue). Stando a dati Istat relativi al 2012, in Italia ogni 1000 matrimoni 311 finiscono con una separazione e 174 con il divorzio.
Dentro questo micidiale frullatore ci finiscono i buoni come i cattivi coniugi, i genitori bravi e quelli meno bravi, i figli piccoli e quelli più grandi, le persone responsabili e i o le “menefrego”, uscendone a volte con le ossa rotte, e molto spesso con problemi psicologici, esistenziali e pratici di non facile soluzione.
Il fenomeno invero non è neppure ancora ben conosciuto nella sua completezza e drammaticità, innanzitutto perché mancano banche dati necessarie a monitorare costantemente l’evolversi della situazione. Il presidente dell’Associazione “Figli Negati” Ceccarelli ha recentemente e giustamente proposto la creazione per esempio di un database nazionale dei genitori separati e di uno dedicato specificamente alle denunce per sottrazione di minore, fenomeno quest’ultimo direttamente collegato ai diritti genitoriali di ciascun coniuge, spesso e anche impunemente disattesi.
In molti casi poi, ad essere vittime dimenticate sono proprio i padri, sia per una nostra atavica e consolidata tendenza mammofila, sia perché la situazione economica ed occupazionale è sempre più tragica, con stipendi generalmente bassi e comunque inadeguati già in condizioni normali a far fronte a un costo della vita molto pesante, figuriamoci poi quando, perso l’alloggio, si deve però continuare a mantenere prole e spesso pure la “ex”! E infatti alcune stime disponibili parlano di almeno 150000 padri oggi in condizioni di totale indigenza. Un numero che dovrebbe far riflettere e che ha spinto prima alcune associazioni, tra la cui la Caritas, e poi perfino qualche grosso Comune ad intervenire. Tra questi ultimi è da segnalare Roma, che da poco tempo ha inaugurato la “Casa dei papà”, struttura d’accoglienza dotata di due residence in due distinti punti della città, in grado di ospitare fino a 30 padri in temporanea difficoltà socio-economica, per un periodo massimo di 12 mesi (rinnovabile per altri 12 dopo valutazione congiunta con i Servizi Sociali).
Ora di questo grave fenomeno di disagio sociale si dovrà occupare anche il nostro attivissimo Consiglio comunale, già oberato di tutta la gran mole di progetti della Giunta e della sua instancabile maggioranza. Questo grazie ad una interpellanza proposta – nella sorpresa generale!!! – proprio dal gruppo “NoiOr”, noto per il suo termodinamico silenzio e per l’obbedienza cieca e assoluta a Sua Maestà il Sindaco. I consiglieri di “NoiOr”, ancora indecisi se transitare o meno nel movimento sovranista meglio noto come “Partito dei Sardi” (a volte però scritto con diversa grafia), ma sempre fedeli al motto “Nec in somno quies”, facendo riferimento al PLUS che prevede una somma proprio per due “case dei papà”, chiedono a Sindaco e Assessore competente se e quando questo progetto si farà, se sono stati attivati canali di coinvolgimento con altre strutture e associazioni e se non sia il caso di prevedere un intervento diretto del Comune almeno nelle situazioni più serie.
Una buona iniziativa questa dei consiglieri “NoiOr”, che costringerà la città e i suoi rappresentanti politici a parlare finalmente di problemi veri, da “carne viva”. Infatti qui da noi, nonostante una crisi nerissima e infinita, che, nel silenzio dei più, comincia anche a mietere vittime, sembra che i problemi siano altri. A conferma di ciò, proprio oggi si può leggere quasi un’intera pagina di quotidiano dedicata ai cani abbandonati, al canile che non si farà e agli amici dei gatti. Domanda: e gli esseri umani? “C’è tempo, c’è tempo, c’è tempo, c’è tempo  per questo mare infinito di gente …