CONSIGLIO COMUNALE … BIANCONERO? [ADRIANO SITZIA]

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AULA CONSILIARE

Consiglio comunale, ore 21,10: il Presidente Cossu annuncia il risultato del voto sulla Variante ex-SIPSA, approvata da tutti i consiglieri presenti meno uno. La seduta dovrebbe proseguire regolarmente con l’esame degli altri punti all’odg. Senonché diversi consiglieri prendono la via dell’uscita, tanto che qualcuno chiede subito la verifica del numero legale. I presenti sono (ancora) 13. Dunque si può andare avanti. Questo almeno in teoria, perché, mentre anche qualche altro “rappresentante del popolo” si avvia all’uscita, chi disciplinatamente è rimasto e vorrebbe proseguire si trova a parlare solo ai Santi Evangelisti, gli unici costretti a restare.  Così alle 21,25 tutti a casa!
Non si conoscono le motivazioni di questo ennesimo esempio di grande e disinteressato impegno politico: stanchezza? Caldo? Stress? La difficoltà di affrontare un argomento indubbiamente impegnativo come questa variante  ex-SIPSA al PUC, che discussioni, dibattiti e obiezioni ne ha provocato e ancora ne provocherà? Problemi politici? Un consigliere ha polemicamente alluso anche al quarto di finale di Champions, Juve-Monaco. Chissà. Ma le motivazioni, quali esse siano, non sono poi così importanti né comunque giustificano simili comportamenti. E’ invece rilevante notare – e far notare – l’effimera durata di questa come di diverse altre riunioni di Consiglio: circa due ore effettive (ad essere larghi e generosi). Ed è “rimarchevole” soprattutto il comportamento di molti consiglieri della maggioranza di Centrosinistra, quella stessa che avrebbe dovuto dare una svolta alla politica e all’amministrazione cittadina. Ovviamente tutto ciò a parole perché nei fatti, nei comportamenti e nelle abitudini pare che non sia cambiato poi granché! Ora è vero che alcuni di questi nostri rappresentanti si fanno notare solo quando rispondono all’appello del Segretario generale, tanto che qualche buontempone ha proposto di sostituirli con sagome cartonate!  Ma è altrettanto vero che nessuno, neppure il medico di famiglia, li ha costretti a candidarsi e a farsi campagna promettendo ben altro impegno e contributo, né ora li costringe a stare in quell’aula quando vorrebbero essere altrove.
Tutto questo, fra l’altro, accade proprio quando stiamo recitando il “De profundis” in suffragio dell’aeroporto di Fenosu, ultimo  grave lutto di questa città e della sua mediocre politica. L’ultimo di una lunga serie! Ma, nonostante ciò, qui si continua a far finta di niente: l’orchestrina della politica oristanese continua imperturbabile a suonare i suoi soliti refrain. Speriamo che alle prossime elezioni, qualcuno si ricordi di tali memorabili concerti!