ISTAR: UN ALTRO FALLIMENTO DELLA POLITICA ORISTANESE? [ADRIANO SITZIA]

0
421

27052015571

Emette i primi vagiti ma sta già pensando in grande”, così Agostino Deriu nel numero di aprile-maggio 1997 di “Sardegna fieristica”, inizia l’articolo “Tutto sull’albero deradicato” dedicato alla nascita dell’ISTAR, l’Istituto storico per la ricerca e la documentazione sul giudicato d’Arborea ed il marchesato di Oristano. “L’Istar -prosegue Deriu – è la prima istituzione creata nell’isola da un ente locale – ed una tra le pochissime in Italia – alla luce della legge 142/90. La sua nascita ha comportato il superamento di numerosi problemi burocratici e amministrativi: tuttavia, essa marcia già speditamente e si pone come un modello cui in futuro sarà possibile fare riferimento per iniziative analoghe”. Segue poi l’elenco di scopi, obiettivi ed ambiti operativi dell’Istituto – roba da far invidia alle più celebrate Accademie – innanzitutto storico-scientifici inerenti alla ricostruzione della storia della città e del Giudicato (convegni, pubblicazioni di atti, edizioni critiche di fonti e di una collana specialistica sulla storia arborense, rapporti di collaborazione con istituzioni culturali, archivi ed università ecc.); e, insieme, divulgativi, in particolare nell’ambito delle scuole primarie e secondarie per una corretta conoscenza della storia medievale sarda (ancor oggi poco presente nei manuali e nei programmi scolastici) e con l’istituzione – addirittura! – di una Biblioteca specializzata sul Medioevo europeo e sardo. “Cosicché – conclude Deriu – se tutto andrà per il meglio, nuovi fasci di luce illumineranno quell’importantissima pagina della nostra storia”.
A leggere oggi queste parole, magari ricordandosi di quanto, in quel periodo, si sentiva dire a proposito dell’Istar – remember l’ambizione di essere ciò che per Nuoro era (ed è) l’ISRE!!! -, non si riesce a non provare una triste quanto imbarazzata amarezza. Infatti, ‘sti famosi “fasci di luce” da diversi anni sono affiochiti, certo per il solito comportamento matrignesco della Regione, che non vuol più dare nemmeno quel misero contributo di 50000 euro, ma anche nel ben noto oblio locale, dietro la cui impenetrabile caligine si nascondono i molti fallimenti della politica oristanese. Ieri sera, in Consiglio comunale, GT, illustrando gli atti contabili dell’Istituto, presentati con notevole ritardo a motivo dell’incertezza finanziaria in cui ancora versa, ha di fatto messo il timbro ufficiale sulla imminente fine dell’ISTAR in quanto tale. Lo ha fatto, come suo solito, riparandosi dietro lo scudo della recente normativa che ingiungerebbe ai Comuni l’uscita dalle società partecipate “non strategiche”, e prendendosela con la consueta ingiustizia regionale, che, nel caso specifico, agli enti culturali nuoresi da 10 e a quelli oristanesi 0,1!!! Già, il solito, rifritto complotto contro Oristano (vedasi Fenosu)!!! Comunque, ha assicurato GT, l’obiettivo di studio ed approfondimento della storia oristanese non verrà mai meno!!! In che modo? E’ un segreto!!! Un segreto come le miscele della Lavazza! Un segreto come pure la sua attività, la sua azione in qualità di assessore comunale alla cultura in questi tre lunghi anni, dal momento che finora non c’è la minima traccia di una qualche politica culturale del Comune. Eppure, per rimanere in tema, le serie difficoltà dell’ISTAR, così come dell’Antiquarium Arborense, la cui parabola operativa è pericolosamente simile a quella dell’istituto storico, avrebbero dovuto portare questa Amministrazione a cercare percorsi alternativi, altre vie operative per implementare questo settore, fondamentale per Oristano! E invece silenzio!!!
Il vittimistico paragone con Nuoro, fatto ieri da GT, peraltro, non ci pare un granché come scialuppa di salvataggio per Sindaco ed “amici”. Se Nuoro riesce – sempre!!! – ad avere molto più di Oristano, qualche ragione deve pur esserci. Anzi, più esattamente, qualche ragione politica, di scarso peso politico, di insufficiente capacità, da parte della locale politica, di rappresentare “bene” il territorio. Soltanto dopo aver riflettuto molto seriamente su questo aspetto, potremo parlare di altrui “complotti”!!!