BUON COMPLEANNO NOIOR? NO. MEGLIO VOLTAR PAGINA [ADRIANO SITZIA]

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Ci sono anniversari piccoli e anniversari grandi; ci sono anniversari belli e, purtroppo, anche anniversari brutti. Quello di domani, almeno per qualcuno, sarà un anniversario piccolo quanto brutto: la nascita, quattro anni fa, di “NoiOr”. L’intuizione di base – se così si può definire – era di creare un’associazione culturale, un gruppo di lavoro che permettesse di fare anche politica (nel senso più ampio e, soprattutto, nobile della parola) fuori dagli angusti e sterili recinti di una forma-partito, in maniera spontanea e volontaristica, con le porte (e le finestre) aperte, precipuamente a favore della nostra trascurata città. Un’idea associativa questa figlia della constatazione, assai amara, dell’estraneità della politica politicante rispetto agli interessi legittimi della città e di chi la abita; e frutto, prodotto di una politica “utile” soltanto a chi la fa a determinati livelli, di una politica “partigiana” esteriormente, e invece sempre pronta, secondo le convenienze persino contingenti, a “farsi piacere” (e a farti piacere) tutto, etiam ciò che è, o dovrebbe essere, lontano dai suoi (e, soprattutto, tuoi) riferimenti ideologici, culturali e programmatici. Un’idea buona questa di “NoiOr” e, almeno qui da noi, in anticipo sui tempi, e, dunque, con potenzialità di crescita. Tutto ciò a patto che chi vi era coinvolto ci avesse creduto davvero, e, quindi, investito. Insomma occorreva rischiare in proprio e, ovviamente, senza … “garanzie”. Invece, purtroppo, questo non è accaduto! Così, esattamente tre anni dopo, l’avventura dell’associazione si è conclusa senza infamia ma anche senza lode alcuna. D’altronde per qualcuno “NoiOr” è stato nient’altro che un autobus. Perciò, una volta giunto alla sua “fermata”, ne è subito sceso ad aspettare la successiva coincidenza per una nuova destinazione. Certo, ci sta, e anzi, come si usa dire, “fa parte del gioco”! Il problema, per nulla piccolo, è che a furia di “giocare” ci si è tranquillamente “giocati” la stessa credibilità della politica, con tutte le gravi quanto immaginabili conseguenze. Francamente, fa uno sgradevole effetto sentire certi politicanti prendersela con il crescente disinteresse, con il ripiegamento nel privato, con la mancanza di partecipazione, con l’astensionismo dei cittadini, di cui essi stessi sono una delle cause. Infatti il crollo di considerazione e di popolarità della politica italiana, non è dovuto soltanto alla mancanza di risultati, all’inefficienza gestionale, ai costi eccessivi, ai vitalizi ed accessori, alla vanitosa presunzione di qualche suo attore, quanto soprattutto al suo essere “chiusa”, ridotta a piccoli nuclei, molto “esclusivi”, che decidono (spesso male) tutto e su tutto, in primis di incarichi e carriere. Mi hai sostenuto? Bene, grazie. Vai pure. Ci vediamo alle prossime elezioni. Eja, ciao ciao politica! Addio “NoiOr”! P. s.: diffidate delle imitazioni (e di sempre possibili remake)!!!