ORISTANO, POLITICA CULTURALE: MISSING! [ADRIANO SITZIA]

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Ormai diversi lustri fa, quando si parlava di Sinistra veniva quasi spontaneo l’accostamento alla parola “cultura”. Così anche come modo di dire “egemonia culturale della Sinistra” è passato direttamente – e acriticamente – al gergo politico ancor oggi in uso. Va però dato merito a questa parte politica di essersi occupata ed impadronita di questo fondamentale ambito, colpevolmente trascurato dalle altre grandi famiglie ideologiche, ancora troppo bloccate attorno ad un’idea elitaria e snob della cultura e di chi la fa. Così per antonomasia quando si parlava e si parla di “sinistra” si pensa subito all’intellettuale (organico od “eretico”), ma anche al cineasta o al cantautore, benché poi di eccellenti ed importanti “intellettuali”, cineasti e musicisti se ne trovino anche di altre estrazioni ideologiche.
Anche qui da noi va riconosciuto che le prime Amministrazioni di Centrosinistra in città, guidata da Mariano Scarpa, e in Provincia, con la presidenza di Gian Valerio Sanna, si sono impegnate parecchio nel rilancio culturale dell’Oristanese. E’ sufficiente pensare al Museo, in quegli anni diventato importante punto di riferimento regionale, alla Pinacoteca comunale, alla ambizioso progetto dell’ISTAR, al patrocinio di numerosi e importanti appuntamenti storico-culturali, alla stessa Università, ma anche ad una serie di notevoli concerti di musica leggera e jazz.
Come sono cambiate le cose nel corso degli anni!!! Infatti con l’attuale Amministrazione comunale di Centrosinistra, la parola “cultura” è praticamente scomparsa dal vocabolario politico oristanese fin dal programma elettorale, che – almeno nella versione “short” (14 pagine più la copertina … “arancione”) – non dedica a questo aspetto neppure un “paragrafetto”. Del resto ancora non s’è capito se questa Giunta abbia o no una sua “politica culturale”, o almeno una sua idea di “cultura”. L’esempio potrebbe essere proprio il programma del “Settembre oristanese”, edizione 2015: appare un lungo elenco di date privo di un filo conduttore, senza neppure quegli eventi “clou”, che in anni passati riempivano di “gente” per esempio il parcheggio di via Mariano, e invece con tanti micro-eventi soprattutto sportivi, che, certo, in città “accontentano” (!!!) un po’ tutti, e che, però, difficilmente otterranno importanti riscontri di partecipazione. E’ vero: i bilanci sono tragicamente scarsi! Ma molti in città ormai pensano che anche le idee di questa Amministrazione siano piuttosto “scarse”. Del resto l’Oristanese da tempo s’è abituato, anzi rassegnato all’idea che, se, per esempio, vuole godersi un buon concerto o ascoltare qualche conferenza di rilievo, deve “emigrare”, a volte persino a pochi chilometri di distanza, in piccoli e piccolissimi centri, dove però esistono “interessi” e capacità organizzative evidentemente diversi.