GUIDO L’AGRICOLTURA [ADRIANO SITZIA]

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GT

Mamma, voglio questo!!! Mammaaaaahhhhhh”, quante volte avete sentito questa perentoria richiesta di un bimbo, invaghitosi di qualcosa, alla sua scazzata genitrice, per nulla interessata ad accontentarlo? Già, è una frase familiare, soprattutto dentro i centri commerciali e nei periodi di festa. Beh, la stessa suona molto simile all’invocazione con cui nell’ultimo periodo il nostro beneamato Sindaco, con il suo inconfondibile timbro vocale, va chiedendo alla Regione: “Mamma R.A.S.? Ci sei? Voglio l’assessorato all’agricoltura. Mamma? Voglio l’assessorato all’agricoltura”. Ma la grande Mamma sarda, usa a fare figli e figliastri – il termine da usare sarebbe però un altro – di Oristano è notoriamente matrigna, per cui non sorprende la tagliente risposta dell’assessore Paci venerdì scorso in quel di Oristano (assemblea PD sulla programmazione strategica territoriale): “Fizigheddu meu, deu penzau ka bolliasta s’assessori oristanesu”. E come dargli torto! Dopo averci gentilmente regalato mezzo milione – ovviamente Nuoro ha preso di più! – per il Consorzio universitario, a Mammetta Regione giustamente girano: “moi puru s’assessorau oisi! Eh, chini seu? Babbu Natalli?”.

In realtà questa richiesta di GT, fatta così, estemporaneamente, e, quel che è peggio, scollegata da qualunque proposta o visione d’insieme, da una qualche idea di riassetto della struttura regionale e di una sua redistribuzione tra i territori, magari sulla base delle locali vocazioni economiche, produttive e culturali, non può che suscitare un sorriso. Un sorriso amaro però, in quanto – se ce ne fosse ancora bisogno – mostra il poco esaltante livello generale della politica oristanese, sempre più supinamente ancillare rispetto agli interessi esterni. Del resto, da un Sindaco che, quando addirittura non si dichiara indulgente verso le ragioni alla base dei tanti tagli e chiusure (effettive e annunciate) di amministrazioni e servizi nel nostro territorio, comunque afferma che non rientra nelle sue competenze il processo riformistico e “razionalizzante” (sic!) attualmente in discussione, beh!, che vogliamo attenderci? La rivoluzione … tolemaica? Davvero una strana idea di democrazia, di partecipazione e di politica ha questo nostro primo cittadino, che in prima persona deve occuparsi soltanto ed esclusivamente di ciò che sta dentro i confini comunali. Il resto? “Ah, ma non è di mia competenza!” Come non è di tua competenza? Non sei un cittadino? Non sei un politico? Ma, scusa, caro GT, se Matteo il lumaio riformatore si fosse attenuto a questa tua “regola”, oggi l’Italia e, soprattutto il tuo partito, non avrebbero alla guida quel politico che tutto il mondo ci invidia. Su, dai, Sindaco, facci sognare: vai al di là delle tue competenze! Vedrai che l’assessorato regionale alle illusioni prima o poi ce lo daranno!