LA “RETE URBANA” DI ORISTANO HA MOLTI BUCHI [ADRIANO SITZIA]

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01032016858La nuova legge di riordino del sistema delle amministrazioni locali sarde continua in sede applicativa a suscitare molte perplessità e dubbi, quando non manifesto scetticismo. La riunione di due giorni fa, indetta dal Sindaco di Oristano GT per tentare di avviare la costituzione della locale “Rete urbana”, definita nell’articolo due comma 1 lettera d della recente legge (in pratica un’unione di comuni “costituita da una città media almeno un Comune contermine, ovvero da due comuni contermini aventi complessivamente più di 50.000 abitanti”), ne è stata l’ennesima prova. Né la presenza dell’assessore regionale agli enti locali, Cristiano Erriu, già Sindaco di Santadi e presidente dell’ANCI Sardegna (!!!), – a quanto si dice, vicino all’on. Fadda -, è servita a rasserenare l’uggioso cielo oristanese. Del resto una legge come questa, contorta, partorita dopo lunghe e difficili trattative nel tentativo di salvare quante più capre e cavoli possibili, dunque piena di ombre e vuoti, non può non suscitare prudenza in chi è costretto ad attenervisi in tempi strettissimi e senza esser messo neppure nelle condizioni di capire quale sia il percorso migliore per la propria comunità. E se GT, come al solito attento a non irritare i suoi colonnelli cagliaritani, l’ha messa in termini di opportunità, quasi tutti gli altri intervenuti, con l’eccezione dell’assessore oristanese Uda, hanno invece messo l’accento su dubbi, problematiche, punti interrogativi. Lo stesso consigliere regionale oristanese PD Mario Tendas, che pure questa “riforma” ha votato, non ha potuto mancare di sottolineare, quantunque con diplomatica prosa, la difficoltà di calare questa legge ed i suoi nuovi organismi dentro un sistema di per sé già complicato ed articolato quale quello esistente, fatto di PLUS, di nuovi GAL, di unioni già esistenti, di ASL, di distretti sanitari, di consorzi, di gestioni consorziate, di ambiti e chi più ne ha più ne metta. Allo stesso modo il sindaco di Cabras Carrus ha parlato di scarsa chiarezza nelle cose, chiedendosi – senza ricevere risposta – come funzioneranno queste “reti”, come fare sistema se si mettono assieme comuni con interessi non collimanti, e che fine farà tutto ciò che oggi c’è o è in itinere.
Secondo Carrus sarebbe necessaria una proroga dei termini – metà marzo per la “rete urbana” – , indispensabile ad approfondire tutte le complesse tematiche in campo per poi giungere a scelte ben ponderate. Del resto non si sta decidendo dove andare a cena per San Silvestro!
Altre frecciate contro l’attuale riforma e contro la carenza regionale nell’accompagnare gli enti locali in questa delicata fase di transizione, sono venute dagli amministratori locali e dai dirigenti via via intervenuti. Il consigliere comunale oristanese Salvatore Ledda in questo senso è stato molto esplicito, ricevendo come risposta dall’assessore Erriu il titolo di “scettico”. Altri Sindaci, tra cui quello di Santa Giusta, Antonello Figus, e quello di San Vero Tedeschi, oltre a rimarcare i famosi tempi strettissimi, hanno anche espresso una certa riluttanza ad uscire dalle loro Unioni, dove i rapporti di collaborazione progettuale e di gestione unificata di servizi e risorse, si sono ormai col tempo consolidati. Di più: Figus, ricordando tutto il suo percorso nell’Unione di Comuni dei Fenici, di cui è presidente, ha sostenuto che la dimensione ottimale di un’Unione non dovrebbe superare i 22/5.000 abitanti e comprendere soltanto Comuni vicini, in cui le affinità di situazioni e di interessi superino di gran lunga le differenze (o le diffidenze?). L’alternativa alla “rete urbana” di Tendas, secondo Figus, potrebbe essere quella di tenere in vita le attuali Unioni costituendo nel contempo un organismo superiore nel quale sarebbe compreso anche il Comune di Oristano. Ora, a parte il fatto che l’attuale legge non sembra prevedere “consulte” di questa sorta, un organismo del genere, in grado di coordinare l’azione degli enti del territorio, ci rimanda a quella che era la provincia. Forse prima di gettare via l’acqua sporca i nostri illuminati riformisti avrebbero dovuto perlomeno guardare che cosa c’era dentro la bacinella.
Comunque, per quanto riguarda la proposta Tendas di “rete urbana” – un altro gallone nella sua divisa? – le tante assenze constatate dallo stesso Sindaco – “avevo invitato nove (sic!!!) consiglieri regionali e ce n’è solo uno!?” – e le parole dei presenti hanno suonato come campane a morto! Del resto, come ben hanno scritto Petretto e Carta nella “Nuova”, in “sabbie mobili come queste si potrebbe persino affondare”. A GT non resta che l’assessorato all’agricoltura.