L’ISOLA CHE NON C’E’ PIU’? (ADRIANO SITZIA)

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Signor Sindaco, non c’è stato molto cuore nelle sue parole“, così il consigliere Massimiliano Sanna ha iniziato la replica alla risposta del Sindaco alla interpellanza presentata insieme a Solinas e Falconi sull’esclusione dai fondi RAS del progetto relativo ai centri-pilota ex Isola di Mogoro e Oristano. Una risposta, quella di GT, che, in effetti, è apparsa un po’ a tutti confusa, se non proprio farraginosa. Ma tutta questa vicenda appare in sé ingarbugliata e problematica. Tentiamo allora di riassumere i fatti. La determinazione regionale n. 2919 del 17 novembre 2015 ha per oggetto: “la concessione in comodato dei beni appartenenti al patrimonio disponibile della Regione e dei contributi agli investimenti per la progettazione e/o la realizzazione di opere necessarie alla loro rifunzionalizzazione”, dopo una selezione delle proposte presentate da parte degli enti locali interessati. Il Comune di Oristano decide di parteciparvi con tre progetti, relativi ad altrettanti immobili di proprietà regionale: appunto il prestigioso centro-pilota ex ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, operativo dal 1957 al 2006), realizzato negli Anni 80 in via Cagliari di fronte a via Messina, e che da una ventina d’anni ospita laboratorio e sala espositiva della cooperativa CMA (Ceramica Maestri d’Arte); un vecchio stabilimento per la produzione di manufatti ceramici sito in via Olbia, di fronte alla via Carloforte, utilizzato per diversi anni dalla stessa CMA; e lo stabile di via Carpaccio già sede per trent’anni della Biblioteca comunale, oltre che del Centro Servizi Culturali-UNLA, che ne occupa ancora il primo piano, nonostante le precarie condizioni dello stesso.
Pare che la scelta di partecipare a questo bando, almeno per ciò che riguarda l’ex ISOLA, abbia segnato un, peraltro non insolito per questa Amministrazione, cambio di strategia, dopo che in estate erano stati avviati (proficui?) contatti tra la stessa, l’Assessorato regionale all’artigianato e anche il Comune di Assemini miranti a rilanciare il settore della ceramica con un progetto di ampio respiro. Comunque, dopo il passaggio in Consiglio comunale, GT e soci riescono a rispettare la scadenza di presentazione, fissata a metà dicembre, fiduciosi in un positivo esito della pratica. In particolare proprio la partnership (subalterna) con il Comune di Mogoro, per quanto riguarda il progetto relativo ai centri pilota ex-ISOLA, sembrava offrire ulteriori garanzie in questo senso.
Ma, quando c’è di mezzo GT, raramente le pentole hanno anche i coperchi. E così, a ridosso di San Silvestro, mentre il primo cittadino stava preparando lo spumante per festeggiare il “nuovo” 2016, la Regione gli stappa una bottiglia sul naso, pubblicando la graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento. Il risultato di Oristano è un clamoroso 0 su 3, record regionale dei fiaschi!
Tuttavia una cosi’ eclatante bocciatura non poteva passare inosservata neppure nella sonnacchiosa Oristano. E infatti tanto la CMA con l’Associazione “Artimanos”, quanto parte della politica locale notano qualcosa che non va, almeno per quanto riguarda il progetto dei centri ex ISOLA. Del resto il primo a reagire è lo stesso Comune di Mogoro, che contesta carte alla mano la motivazione della R.A.S., secondo cui il suo centro-pilota non era piu’ di proprietà regionale, bensi’ comunale.
E Oristano? Beh, qui la vicenda assume davvero i contorni del giallo. Infatti la Regione sostiene che la struttura di via Cagliari non è più disponibile in quanto già concessa all’Ente foreste dopo una richiesta informale (sic!) di utilizzo temporaneo. Questo accordo verbale tra Ente foreste e Regione viene poi messo nero su bianco, ma soltanto il 19 gennaio 2016, cioè esattamente un mese dopo la scadenza del bando. Peraltro i lavori di pulizia e manutenzione del solo primo piano – quello libero perché inutilizzato – della piramide da parte dello stesso Ente foreste erano già iniziati mesi prima, in attesa della disponibilità della sede di Campulongu-Massama, la cui ristrutturazione (del costo di un paio di milioni di euro) andrà avanti ancora per diverso tempo.
La domanda è fin troppo banale: come mai l’assegnazione provvisoria e parziale di una struttura, in seguito ad accordi verbali per motivi probabilmente di necessità ed urgenza, è o sarebbe poi diventata qualcos’altro, forse addirittura – ma questo è da chiarire – un cambio di destinazione dell’edificio, peraltro vincolato ad uso artigianale dalla stessa Regione?
Altra domanda banale: GT che ha fatto? Come si è mosso? Quali azioni ha posto in essere per rispondere a questo ennesimo “fuoco amico” contro la sua città?
Intanto va registrata la dichiarazione di uno dei consiglieri regionali del territorio eletti nello stesso partito del Sindaco, cioè quello “democratico”, sentito in proposito dal giornalista Enrico Carta: “Sono stati premiati progetti credibili – ha sostenuto l’onorevole – e il fatto che siano state finanziate proposte di comuni amministrati da ogni colore politico non fa che dimostrare come la regione abbia ragionato al di fuori di logiche clientelari. L’oristanese incassa 15 milioni di euro e questo significa che la fase progettuale è stata di alto livello“. In queste parole colpisce soprattutto il passaggio “sono stati premiati progetti credibili” e “la fase progettuale è stata di alto livello“. Come a dire che in qualche Comune escluso è mancato un alto livello progettuale? Sarà mica una velata critica a qualcuno? Boh!
Ma arriviamo alla risposta in Consiglio di un impetuoso GT: “Rispondo io perché ho seguito personalmente tutta la vicenda. Il Comune di Oristano ha fatto quello che ha fatto il Comune di Mogoro. Mogoro era capofila del progetto, per cui formalmente doveva provvedere, così come ha fatto, a ricorrere. A Mogoro è stata data una risposta cosi’ come una risposta è stata data a Oristano, che è quella che conoscete: quell’immobile era occupato per una parte, temporaneamente, dall’Ente foreste. Il contratto biennale di comodato d’uso scade nel mese di aprile; probabilmente verrà rinnovato di qualche mese perché il motivo che aveva dato adito a questo contratto di comodato d’uso gratuito da parte degli enti locali all’Ente foreste era determinato dalla ristrutturazione del locali a Campulongu. La Giunta regionale non ha ancora recepito i risultati della commissione. Formalmente noi, cioè il Comune di Mogoro, abbiamo contestato questa cosa. E noi da questo punto di vista ci siamo fermati qui. Quando uscirà la delibera della Giunta regionale, valuteremo se ci sono i motivi per fare ricorso oppure no.
L’Artimanos presenterà un ricorso? Noi supporteremo tutte le azioni che intendono non inventarsi qualche cosa ma fare chiarezza su questo stabile.
Io ho parlato con gli assessori competenti degli Enti locali e del turismo. Se anche non ci escludono, noi non siamo in graduatoria utile per avere i finanziamenti, per cui stiamo attivando un’interlocuzione con l’assessorato al turismo. Infatti c’è una delibera regionale molto recente, del 2013 (Istituzione e disciplina della rete dei centri della tradizione artigiana …) specifica per questo ambito. Finora questa delibera, attuativa di quella del 2008 che prevedeva il trasferimento di tali beni ai Comuni, non ha avuto seguito, ma l’assessore competente, Francesco Morandi, sentito in proposito, sarebbe intenzionato a riprenderla in mano. Questo progetto per noi è valido, per cui potrà essere recuperato in altro modo che non sia quella graduatoria. La strada che noi riteniamo più produttiva è quella di una trattativa con l’assessorato al turismo”.
Quesito: ci avete capito qualcosa? Ora, a parte il garbuglio di date e di riferimenti, tra cui quello al “famoso” comodato d’uso Regione – Ente foreste, stipulato per la durata di due anni e però in scadenza ad aprile (!!!), ciò che – come al solito – non si riesce a intendere è la strategia di GT! Infatti per un verso sembra quasi di capire che su questo bando la nostra Giunta non facesse poi soverchio affidamento, tanto che, in tempi precedenti, s’erano battute altre strade, probabilmente migliori, avviando contatti con l’assessore regionale al turismo e artigianato (il cui capo di gabinetto fra l’altro è l’oristanese Franco Cuccu), ora subito ripresi. Nello stesso tempo però, una volta pubblicato il suddetto bando, GT (o chi per lui) forse ha cambiato idea decidendo di parteciparvi – il Consiglio comunale ha approvato la delibera giusto in tempo per rientrare nei termini! – e attivando una partnership con Mogoro, in quanto unico altro Comune dell’ex (?) provincia ad avere un centro-pilota, cosi’ da guadagnare più chance di finanziamento. Allora però sarebbe interessante conoscere – ma il Sindaco non lo ha detto – perché sarebbe mutata la strategia e quando e con quali obiettiviè stato avviato il discorso progettuale con Mogoro .
Altro dubbio rimasto senza risposta: prima della partecipazione alla selezione, questa Amministrazione era a conoscenza della concessione in comodato d’uso all’Ente foreste? E se si’, in che termini?
Last but not least, ci sono gli altri due progetti bocciati. Domande: perché, puita, come mai sono stati bocciati? E che fine hanno fatto?
Voglio chiarezza, signor Sindaco. Qui si ride e non c’è tanto da ridere! Ho visto quei bandi come sono stati preparati e i progetti da parte della nostra Amministrazione. Vergognoso! Voglio chiarezza”, ha concluso il consigliere Sanna in un concitato dialogo con il Sindaco. Ecco, forse mai come in questo caso un po’ di sana chiarezza sarebbe davvero auspicabile.