L’INVASIONE VANDALICA

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La Street Art, con il suo modo a volte invadente di conquistare l’attenzione delle persone, ha dato luogo ad un interminabile dibattito non solo e non tanto sui suoi contenuti, quanto soprattutto sulla sua liceità. Arte o semplice e gratuito vandalismo? Invero, in molti casi ci si trova di fronte ad opere notevoli per originalità, creatività, tecnica e fantasia, in grado poi di dare nuova vita a spazi o edifici abbandonati a se stessi e/o diroccati. Spesso poi alla base di queste opere c’è una vera e propria ideologia, come critica alla società odierna e ai suoi totem, piuttosto che  all’economia, alle disuguaglianze, alla stessa politica; oppure c’è la volontà di una riconquista – anche se soltanto simbolica – di luoghi “brutalizzati” dalla modernità e poi lasciati a se stessi, o, al contrario, di edificazioni modernamente orrende e fuori contesto. C’è poi chi più semplicemente vuole far conoscere a quanta più gente possibile la propria arte, le proprie creazioni. E alcuni di questi artisti hanno meritatamente raggiunto importanza e fama.
Tuttavia in troppi altri casi risulta davvero arduo individuare in pasticci come quello della foto, qualcosa di anche lontanamente artistico. Invece non si può non esprimere solidarietà ai legittimi proprietari di quel “povero” muro, di quella sfortunata facciata, solo pochi giorni prima rimessa in buono stato e tinteggiata, che una mattina hanno trovato la spiacevole sorpresa della insensata e forse pure sadica deturpazione da parte dei soliti ignoti. Il tutto, ovviamente, senza poter far nulla.
A questo punto, mettendo da parte le varie spiegazioni del fenomeno, che anche qui in città si sentono in giro (abitudine al brutto e al disordine, noia, il piacere della trasgressione, persino la scarsa conoscenza della storia dell’arte ecc.) si pone invece la banale domanda: ha ancora senso “sprecare” soldi, magari faticosamente risparmiati, per curare l’aspetto, l’estetica degli edifici, che poi, subito dopo, saranno quasi sicuramente oggetto delle attenzioni pseudo-artistiche di questi “macchiaioli”?