I BALLOTTAGGI CHE SBALLOTTANO IL PD (ADRIANO SITZIA)

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Urne

I risultati dei ballottaggi di ieri, premettendo che si tratta pur sempre di Amministrative e non di politiche, sembrano però darci un’idea piuttosto chiara almeno della tendenza del momento. Una tendenza che vede accanto alla sempre maggiore rassegnata disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e, ovviamente, della sua scarsa capacità amministrativa, crescere anche il malcontento, per così dire, attivo. La prima, la disaffezione, è ben evidente dal dato sull’affluenza, scesa al 50,54 %, ma con crolli clamorosi come il 35, 96 % di Napoli (- 18 % rispetto al I turno), il 36, 20 % di Caserta (addirittura – 35 %!!!), il 45, 87 % di Crotone (anche qui un pesante – 25 rispetto al I turno), il 47,43 di Trieste, il 49,38 % di Savona, lo stesso 50,14 % di Roma e il 51,80 di Milano. In pratica un cittadino su due non sta più andando a votare.
Invece il malcontento attivo si è manifestato in alcune clamorose bocciature di candidati del Partito Democratico, soprattutto a favore del Movimento 5 Stelle, ma anche del Centrodestra. Il risultato più eclatante, al di là del quasi annunciato trionfo romano della “grillina” Raggi sull’incolore renziano Giacchetti, è quello di Torino dove è – definitivamente? – tramontata la stella di Piero Fassino, politico comunista di lungo corso, a favore della pentastellata Chiara Appendino espressione della nuova borghesia torinese post-FIAT. Del resto il contrasto vecchio-nuovo mai è stato così evidente anche sotto il profilo dell’immagine e dell’aspetto fisico!
Ma, in questo senso, io non trascurerei neppure il dato, per certi versi molto simile a Torino, registratosi proprio in Sardegna a Carbonia. Qui il favorito candidato di PD e centrosinistra Casti, già vincitore del primo turno, è stato clamorosamente bocciato al ballottaggio dalla candidata 5 Stelle, Paola Massidda: 9200 voti contro 5748. Che si tratti di una “strepitosa” bocciatura del candidato PD, lo dimostrano proprio i dati numerici: la Massidda, che al primo turno aveva conseguito 3688 voti, è balzata a ben 9200, praticamente il triplo, mentre Casti, che ne aveva preso 6074, è addirittura sceso a 5748!!! Proprio parlando con un conoscente residente in quella città, ho potuto percepire chiaramente la grande delusione nei confronti dell’Amministrazione uscente e la voglia di voltare pagina. Ma è altresì diffuso il malcontento nei confronti di un grigio governo regionale, sempre a guida PD, che, nonostante la prevalenza dei cervelloni tecnici, non riesce in alcun modo ad incidere sulla difficilissima situazione sarda, a parte qualche percentuale da prefisso telefonico sbandierata a mo’ di grande risultato!
Si diceva del Centrodestra, che, se appare sempre più debole, riesce comunque qua e là a dare ancora qualche sussulto di vitalità. Così a Trieste, con la vittoria dello storico Sindaco Di Piazza, che riconquista il Comune dopo cinque anni di PD. Così a Pordenone, così a Grosseto, così a Olbia, dove un altro storico Sindaco berlusconiano, Settimo Nizzi, si riprende la fascia tricolore, superando Careddu del PD. Da sottolineare soprattutto i risultati del Friuli, regione, la cui presidente è la mitica Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Partito Democratico, salita velocemente agli altari proprio grazie alla new wave renziana. Che sia un voto anche o forse proprio contro questa “personaggia” politica? Beh, il futuro ce lo dirà.
Prospettive? Intanto adesso, oltre alla solita fragorosa musica delle solite sterili polemiche interne al PD (per la serie chi smacchierà il giaguaro?), ci attende la dura battaglia referendaria, in cui il coro politico e massmediatico renziano dovrà dare e darà il massimo per ottenebrare la testa degli Italiani e fargli vedere le “meravigliose” novità di questa riforma, magari con qualche altra “promozione” commerciale (bonus, premi partita ecc.). Questa fase è dunque molto importante. Poi si vedrà.
L’anno prossimo si voterà anche per il Comune di Oristano. Il quadro politico cittadino attualmente è di difficile lettura. Gli unici dati certi sono la modestissima qualità dell’Amministrazione PD, guidata dal comunque mitico GT, e la frantumazione in decine di gruppi e gruppetti dei vecchi soggetti politici locali. Gruppi e gruppetti quasi tutti intenti a “trasformarsi” da “politici” in “civici”. Del resto come dargli torto: questa è l’epoca del lifting! Ma a questa città per provare a costruirsi un futuro non basta certo qualche minestrina riscaldata! Ci vuole ben altro, sia dal punto di vista amministrativo sia da quello politico e “civico”! Ci vuole una politica in grado di incidere, dando innanzitutto una precisa direzione alla città ed al suo territorio, una direzione che è sempre mancata. Solo così avremo delle possibilità di guadagnarci un credibile futuro per noi e per le sempre meno numerose nuove generazioni.