CITTA’ SENZA BARRIERE? (ADRIANO SITZIA)

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Alcuni anni fa – se non ricordo male 2010 e 2011 – anche ad Oristano, promotore tra gli altri proprio il locale Partito Democratico, erano state organizzate alcune “Giornate senza barriere”, per sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla scarsa fruibilità della città soprattutto – ma non soltanto! – da parte delle persone con capacità motorie limitate per via degli innumerevoli insidiosi ostacoli sparsi un po’ ovunque a mo’ di trappole. Fu un’iniziativa lodevole e importante, che rispondeva alle continue lamentele che tanti cittadini facevano nei confronti di una città pianeggiante ma, nei fatti, piena di “salite”: gradini e gradoni, marciapiedi in pessimo stato, auto parcheggiate male, segnaletica invadente, radici sporgenti, accessi difficili, percorsi riservati praticamente inesistenti ecc. ecc. Poi nel 2012 arriva quella che per Oristano e per l’Oristanese avrebbe dovuto essere la svolta: la vittoria elettorale del PD e del suo candidato sindaco GT, che ne era autorevole esponente.
Da quel fausto dì le “Giornate senza barriere”, a quanto mi consta, non sono state più organizzate: d’altronde che senso aveva organizzarle se chi ne costituiva l’anima, ora sedeva al governo della città!?
Giugno 2012 – 31 luglio 2016: sono trascorsi esattamente 49 mesi. Un tempo dunque sufficiente almeno per attivare gli interventi più urgenti ed iniziare una diffusa azione di miglioramento della fruibilità pedonale di Oristano. «In città ci sono una serie di storture che sono facili da risolvere – disse nel 2011 un dirigente cittadino del PD, poi divenuto amministratore – e non è solo un problema di barriere fisiche e denari. È un problema di cultura e di chi ci governa». Facili da risolvere? E’ un problema di chi ci governa? Ok, perfetto, cinque anni dopo sono pronto a sottoscrivere questa sua dichiarazione, perché di miglioramenti “made in PD” se ne sono visti davvero pochini! Domanda: come mai così pochi dal momento che per la maggior parte si trattava di “problemi facili da risolvere” ma non risolti perché chi governava prima se n’era fregato?
Ma c’è di più! In questi quattro anni Oristano ha davvero cambiato volto e “rischia” pure di cambiare nome: si chiamerà Transennopoli! La città infatti s’è riempita, per i più svariati motivi, di transenne, alcune delle quali ci sono da mesi quando non da anni! Uno dei più recenti e vistosi transennamenti, quello all’angolo tra via Sant’Antonio e via Diego Contini, circonda un alto muro di cinta che incorpora anche un piccolo tratto delle vecchie mura medievali e che ha dato inequivocabili segnali di cedimento. Cose che capitano certo, niente da dire. Questa barriera però ostruisce il tratto iniziale del marciapiede di via Contini, rendendo piuttosto pericoloso per i pedoni quel pezzo di strada di per sé molto trafficato. Inoltre, se le auto sostano dall’altro lato, possono involontariamente rendere difficile il passaggio di mezzi più grossi diretti verso piazza Roma, tra cui – come è già successo! – gli autoveicoli di soccorso (ambulanze, Vigili del fuoco ecc.).
Domanda: tenendo conto che questa ennesima esposizione di transenne è comparsa a giugno, quanto tempo dovrà trascorrere prima che si intervenga a mettere in sicurezza quel muro? Poche settimane? Qualche mese? Fino alle prossime Comunali?
Signori miei, più fatti e meno dichiarazioni!