PRESENTAZIONE AD ORISTANO DEL LIBRO ” LA CRISI UN’OPPORTUNITA’ ” (ADRIANO SITZIA)

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Fato, destino crudele, buona o cattiva sorte, quante volte abbiamo usato queste parole e frasi scontate per descrivere parabole di vita, ascese e cadute di tante persone, vicine e lontane, celebri o anonime. Ecco, ieri sera, nell’Aula Magna del Centro Diocesano di Teologia, proprio di vite vissute bene o male si è parlato. L’occasione è venuta con la presentazione, a cura del Consultorio familiare, del libro “La crisi un’opportunità”, uscito quest’anno per i tipi delle Edizioni Paoline, nella collana “Psicologia e personalità”. E’ stato proprio l’autore, il dott. Giuliano Guerra, psicoterapeuta, presidente dell’associazione “Il Bosco delle Emozioni”, a parlarne, proponendo una chiave di lettura certo non fatalistica, anzi positiva delle possibilità che la vita offre a ciascuno di noi, quando, inevitabilmente, si trova di fronte quello scoglio che si chiama “crisi”. Guerra lo ha fatto muovendo da ciò che questa brutta parola significa in termini di “salto”: un salto che può essere in avanti oppure nel baratro. Da qui una serie di “storie vere” prese dal suo ormai vasto bagaglio di esperienze sia professionali sia private, e partendo dalla constatazione che appunto le crisi sono inevitabili: prima o poi arrivano, molto spesso improvvisamente, altre volte invece quasi annunciate. La “capacità di reazione” di ciascuno dipende da come siamo e stiamo dentro, dal “avere o meno consapevolezza che oltre alla dimensione umana, materiale, carnale, abbiamo quella spirituale, che, recuperata, ci darà la forza, l’energia per trovare la via d’uscita anche dalla più difficile delle situazioni”, intraprendendo percorsi costruttivi e positivi per sé e per gli altri. Così è accaduto a fratel Arturo Paoli, un sacerdote missionario marginalizzato dalla stessa Chiesa, che però proprio con questa “crisi” ha trovato la sua via di fede e di santità. Così è accaduto ad un conoscente di Guerra, un bravo imprenditore bresciano con interessi anche in Asia, colpito dall’improvvisa, lancinante perdita del suo unico figlio, che, dopo un periodo di smarrimento, lo ha portato a guardarsi attorno e a guardare gli altri come se fossero figli suoi, impegnandosi per loro e riscoprendo così il desiderio di rifarsi una vita. Così è accaduto allo scienziato Victor Frankl, neurologo e psichiatra viennese di origine ebraica, passato attraverso la terribile esperienza dei campi di concentramento nazisti di Dachau e Auschwitz, e che proprio da questo tragico passaggio ha saputo estrapolare fondamentali indicazioni per lo sviluppo della sua metodologia nota come “logoterapia” o “analisi esistenziale”, opposta a quelle degli altri illustri colleghi viennesi Freud e Adler. Così è accaduto a don Calabria, che, nonostante le sofferenze fisiche, agli altri ha sempre saputo donare il meglio di sé. Così invece non è accaduto a tanti altri: ad un suo paziente e apprezzato fornaio, messo quasi sul lastrico dalla crisi economica, da uno Stato esoso e dai ladri; ad un amico di lunga data annientato da una sfortunata relazione, in cui è finito per la disperata ricerca di affetto e di stima, dando tutto senza ricevere niente, per poi consumarsi lentamente e dolorosamente fino all’inevitabile, tragica conclusione; o ad un’insegnante preda della paura di perdere tutto, ecc. ecc. Immaturità, conflitti irrisolti, vuoti affettivi, mancanza di autostima, incapacità di chiedere aiuto ecc. sono spesso alla base di queste “sconfitte” esistenziali di fronte al nemico che chiamiamo crisi. In fin dei conti, come scrisse secoli addietro Giordano Bruno, “siamo noi la causa di noi stessi”. 

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Come uscirne? Sia Guerra sia il suo collega Giancarlo Ovini, l’altro relatore intervenuto alla presentazione, hanno indicato diversi percorsi, che passano attraverso la meditazione, lo sviluppo dell’immaginazione, la contemplazione, la preghiera. In particolare però si sono soffermati su quello, definito con linguaggio musicale, “salto dell’ottava”, e che però fa riferimento agli andamenti ciclici dell’energia tanto macrocosmica quanto microcosmica: così quando siamo in un momento di stallo, dopo aver raggiunto determinati obiettivi o quando gli stessi proprio non riusciamo a raggiungerli nonostante sforzi e impegno, prima che le energie si affievoliscano, la fiamma si spenga, la crisi e lo scoramento ci divorino, “dobbiamo rilanciare o ripartendo con nuove motivazioni oppure lanciandoci verso un altro, diverso obiettivo”.