GIALLI ORISTANESI: IL MERCATO DI VIA MAZZINI (ADRIANO SITZIA)

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Non sparare sulla Croce Rossa” è ormai una frase di uso comune. Evidentemente, oltre alla storica viltà di prendersela con gli inermi, anche attaccare chi, neutrale e armato soltanto di un simbolo internazionalmente riconosciuto, porta aiuto alle sfortunate vittime di guerre, combattimenti, calamità, è entrato a far parte della civiltà contemporanea.
Ieri sera un conoscente mi diceva che “prendersela con GT e la sua Amministrazione è come sparare sulla Croce Rossa”! Forse è vero. Forse si sta persino esagerando, soprattutto contro questo primo cittadino, reo “soltanto” (sic!) di aver voluto fare il passo più lungo della sua gamba. Tuttavia, quando, giorno dopo giorno, si contemplano le “meraviglie” del suo amore per la città, questo sentimento di umana comprensione d’un tratto si trasforma in ardente desiderio di … “dirgliene quattro” (e sono pure poche!).
Così, per esempio, è accaduto stamane transitando in via Mazzini, dove da tempo sarebbero dovuti iniziare i lavori del Mercato civico, chiuso ormai dal 4 aprile scorso. Da allora sono trascorsi già 5 mesi e mezzo, quasi 170 giorni, ma di operai neppure l’ombra. Nel frattempo i commercianti sono costretti a lavorare in una struttura angusta, scomoda e con diverse problematiche. Nel frattempo la via Mazzini è sempre meno trafficata e, invece, sempre più marginale dal punto di vista commerciale.
Perché questa lentezza? Cos’è successo? Difficile saperlo. Dalle parti di piazza Eleonora il segreto è davvero segreto! Ma, visti i precedenti, il timore di un eccessivo allungamento dei tempi, con relativi disagi e danni per gli operatori mercatali, sembra tutt’altro che remoto.
Ovviamente la speranza è quella di essere subito, immediatamente smentiti e di poter vedere quanto prima l’apertura del cantiere. Certo l’oblio calato anche su quest’importante opera pubblica stride con la fretta e, soprattutto, la prosopopea con le quali questo progetto – niente più che una ristrutturazione con adeguamenti funzionali – è stato, ad inizio d’anno, pomposamente presentato, anzi lanciato!
A proposito del progetto, mi sembra doveroso ricordare che l’allora nascente associazione NoiOr, oggi ridottasi al solo gruppo consiliare (diventato, pare, UPICIOR o qualcosa del genere), aveva elaborato un’idea progettuale, che, diversamente dalla ristrutturazione, puntava a trasformare tutta l’area, parcheggio incluso, in un unico ma articolato grande spazio commercial-sociale polivalente, pensato al servizio delle produzioni, dei tesori alimentari e delle specialità culinarie della nostra ricca terra, nonché di quant’altro potesse trovarvi adeguata accoglienza e fruibilità; e, nel contempo, per dare al centro quell’ampio luogo aperto che oggi non c’è. Ciò senza togliere neppure un parcheggio, ma anzi aumentandone i posti.
Come andarono le cose? Beh, è presto detto: senza aver avuto mai la possibilità di discuterne con GT e soci, questo progetto è finito direttamente nel cestino o, forse, pure peggio! Tuttavia in tale specifico caso un ringraziamento molto speciale per come sono andate le cose, non si può non rivolgerlo agli eletti e al rappresentante in Giunta di NoiOr: l’encomiabile impegno profuso qui come in altre occasioni merita infatti adeguato riconoscimento. Evidentemente le idee, i programmi per certa politica sono buoni solo per far gazzosa elettorale. D’altronde le “case dell’acqua” sono lì a raccontarci i risultati di tale avventura politica, che ben altro avrebbe potuto, anzi dovuto dare alla città e al territorio. Per fortuna “il tempo non si ferma ad ammirare la gloria: se ne serve e passa oltre” (Francois-René de Chateaubriand).