ORISTANO: PROVE TECNICHE DI GROSSE KOALITION? [ADRIANO SITZIA]

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Mentre a Marceddì sir Winston Pigliaru festeggia la “grande” vittoria romana, ossia aver ottenuto per i nostri pescatori quello che le altre marinerie sarde avevano già avuto anni addietro (e sempre in attesa – breve o lunga? – di una promessa riperimetrazione dell’area del poligono); mentre Lady Catherine s’appunta un’altra medaglia al valore politico per la riuscita operazione “Casa Gramsci monumento nazionale”; mentre l’Unione Europea approva leggi e trattati– ultimo quello di libero scambio con il Canada – dei quali in Italia nessuno parla e men che meno informa (!!!) nonostante la loro “pesante” rilevanza; mentre GT lancia qualunquemente lo spot “Carta de Logu per tutti”; mentre accade tutto questo e tanto altro, ad Oristano sono entrate nel vivo anche le “grandi manovre” (sic!) preelettorali. Infatti oltre alle discese in campo adesso “ufficiali” di Filippo Martinez e di Gianni Ledda; oltre agli M5S, agli indipendentisti di Meloni, che stanno lavorando a liste e programma; oltre, ovviamente, al PD, che però è “zavorrato” dalle vicende del suo attuale sindaco, il prof. GT, finalmente anche nel centro e nelle destre, ossia la parte tradizionalmente più “pesante” del sistema politico-elettorale cittadino, qualcosa di concreto pian piano sta venendo a galla. Quel segreto lavorio diplomatico che, tra accelerazioni, pause di riflessione e stop, dura ormai da almeno due anni, sembra proprio che stia approdando a qualcosa di più concreto. L’idea principe sarebbe quella di una sorta di “grosse koalition” o, se volete, di “larghe intese” in salsa arborense, innanzitutto per impedire che la città finisca nelle mani di qualche cartello elettorale populista, per esempio i pentastellati ma, forse, anche lo stesso Martinez, il cui smarcamento rischia di erodere proprio quel bacino elettorale moderato che in città determina da sempre vittorie e sconfitte elettorali. Pare anzi che proprio la discesa in campo dell’artista e regista oristanese abbia cominciato a turbare i sonni di chi pensava di dover affrontare soltanto schieramenti tradizionali o, al più, M5S. Il timore potrebbe essere avvalorato da un certo malcontento serpeggiante soprattutto in quell’elettorato che, finora, aveva puntellato i rappresentanti – a destra soprattutto, ma anche a sinistra -della politica tradizionale, e che però, preoccupato per una crisi senza fine e “interclassista”, sta confusamente cercando alternative più valide. In più non mancano le voci secondo cui dietro Martinez ci sarebbero alcuni ingombranti politici dell’armata moderata, alla ricerca di … “nuovi stimoli”.
Proprio per fare il punto della situazione, nella mattinata di sabato 22 ottobre si è ritrovata attorno ad un tavolo praticamente tutta l’opposizione che siede in Consiglio comunale, da Forza Italia all’UDC, più i Sardisti, l’ex assessore e consigliere regionale Gian Valerio Sanna, e altri rappresentanti di formazioni moderate non rappresentate in quel di Piazza Eleonora. Un incontro certo interlocutorio ma che sembra aver fatto emergere posizioni divergenti sia sulla sostenibilità elettorale e, poi, politica di una così ampia e variopinta coalizione, nata per di più “contro” e non “per”, sia sulle prospettive politiche più generali, che vedono qualche forza politica guardare con attenzione ad altri scenari.
Invece sembra che stia per naufragare definitivamente il tentativo, forse velleitario per una realtà come quella oristanese, restia alle novità, di mettere in piedi un progetto identitario, cioè di tutte quelle forze che vorrebbero – forse che sì forse che no? – una rappresentanza politica effettivamente sarda, sganciata da partiti e dinamiche politiche – carriere incluse! – “tiberine”. Secondo qualcuno questo per ora insuccesso si dovrebbe alla mancanza di quel carismatico trait d’union, in grado cioè di catalizzare l’attenzione e l’interesse di gruppi molto distanti tra loro; invece per altri proprio il fatto che un simile progetto sia stato proposto da “single” ne ha tarpato le ali. Staremo a vedere.