ORISTANO, GT E LA QUALITA’ DELLA VITA [ADRIANO SITZIA]

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Stamane è apparsa sul Sole 24 ore l’annuale classifica relativa alla qualità della vita nelle 110 province italiane, quest’anno ancor più precisa e dettagliata con l’aggiunta di sei nuove categorie. Una graduatoria molto attesa, soprattutto dai politici, pronti a rivendicare i successi o a scaricare sui predecessori – o sulla mala sorte – i fiaschi. Ed ecco infatti GT pronto a cogliere al balzo quest’occasione per fare l’ennesima, millesima dichiarazione alla stampa – eppure c’è qualche giornalista che sostiene che ne fa troppo poche!!! – e festeggiare l’avanzamento del nostro territorio dal 59° al 1°, no, no, allora al 10°, neanche, bensì al … 55° posto (m******!) con un clamoroso + 4, che, come vedremo, indica nient’altro che stagnazione. Ed ecco lo storico commento di GT: “Certi indicatori, che vanno dal reddito alla cultura, dall’ambiente alla sicurezza e al tempo libero, ci collocano davanti a territori solitamente considerati luoghi-simbolo della qualità della vita come Ferrara. L’avanzamento di 4 posizioni … è un risultato che ci lusinga e che ci sprona a fare sempre meglio, perché, in linea con gli impegni assunti in questi anni, Oristano diventi sempre più una città vivibile … la debolezza del nostro tessuto economico, accompagnato dalla crisi di questi anni, ci relega in posizioni di rincalzo … Come sempre le statistiche vanno lette con attenzione e i dati vanno analizzati con serietà. Leggiamo dati incoraggianti, ma anche altri che confermano le difficoltà di un territorio che patisce l’onda lunga della crisi. Tuttavia i continui riconoscimenti a livello nazionale e internazionale in alcuni settori, ad esempio in materia ambientale, sull’ecosistema urbano, sulla raccolta differenziata e sulla sicurezza, indicano una tendenza positiva che ci fa pensare che evidentemente in questo territorio qualcosa sta cambiando in meglio” (da linkoristano.it).

Come d’obbligo, diamo ascolto al nostro beneamato Primo cittadino, e analizziamo “con serietà” questi dati. Subito un dubbio: ma non sarà che l’avanzamento di ben quattro – diconsi quattro!!! – posizioni sia dovuto soprattutto all’arretramento – questo sì clamoroso – di altre quattro province sarde che, nel 2015, ci precedevano nettamente: Cagliari, scesa dal 39° al 57° posto; Olbia-Tempio, crollata dal 6° (!!!) al 59° posto; l’Ogliastra scesa dal 50° al 67° posto e Nuoro, che perde ben 28 posizioni, scivolando dal 40° fino al 71° posto??? Una domanda legittima, proprio alla luce della sostanziale stasi, dell’immobilismo di Oristano e, soprattutto, di quella che i curatori di tale classifica hanno definito “ristrutturazione” delle valutazioni che “un po’ distorce il confronto con i risultati della scorsa edizione”.
Veniamo comunque all’analisi particolareggiata, cominciando dalle note liete, in particolare la sicurezza: Oristano infatti segna il minor tasso di scippi e borseggi, è seconda per quanto riguarda la minor percentuale di furti in appartamento, quarta per quella del minor numero di truffe e frodi, e va bene anche per furti d’auto e rapine (in entrambe le classifiche raggiunge l’11° posto). Ottima è anche la performance relativa ai protesti pro capite, in cui prende il secondo posto, mentre spicca pure la quinta posizione nella classifica degli affitti meno cari!!! Un altro quinto posto riguarda il clima, più esattamente l’escursione termica. Si tratta, come si può facilmente osservare, di classifiche su cui l’azione dell’attuale amministrazione – o, meglio, di tutte le amministrazioni del territorio – c’entra come cavolo a merenda! Invece vanno ascritti anche a merito di chi amministra l’8° posto nella “pagella ecologica”, e, soprattutto, il 18° nel capitolo “spese sociali pro capite”.

GT sottolinea d’andar fiero del fatto che Oristano avrebbe superato realtà come Ferrara per quanto riguarda anche reddito, cultura e tempo libero. Vediamo allora come vanno le cose in questi settori. Per ciò che riguarda il settore “money”, la classifica dell’importo medio degli assegni pensionistici vede Ferrara al 44° posto, Oristano al 99°; quella dei depositi bancari, Ferrara al 34° posto, Oristano al 96°; quella del patrimonio immobiliare residenziale Ferrara al 59° e Oristano addirittura ultima (!!!). Per quanto concerne la spesa familiare per consumi di beni durevoli Ferrara sopravanza Oristano di 34 posti (rispettivamente 48° e 82°). Dulcis in fundo il PIL pro capite: Ferrara occupa il 48° posto, Oristano l’85°. Tuttavia nella tabella riassuntiva “Reddito, risparmi e consumi”, Oristano è 58esima, mentre Ferrara è 61esima, così come in quella generale Oristano è 55esima e Ferrara 58esima. Ma nelle valutazioni d’insieme rientrano, per quanto riguarda il reddito sia il valore dei protesti per abitante, sia i canoni medi di locazione, che vedono Oristano superare nettamente in classifica Ferrara, mentre per quella generale le notevoli performance oristanesi soprattutto nel settore sicurezza. Ecco perché i dati vanno letti e interpretati tabella per tabella e non soltanto dalle classifiche d’insieme.

Cultura (da ex assessore “competente” GT non può non citarsi) e tempo libero. Qui gli indicatori possono essere diversi. Vediamoli. Per quanto riguarda gli spettacoli e, in particolare, gli ingressi totali ogni 1000 abitanti, Ferrara occupa il 17° posto, Oristano il 93° (77 posti sotto!!!); mentre per la spesa dei turisti stranieri Ferrara prende il 56° posto e Oristano il 92° (36 posti sotto!!!). L’indice di sportività mette Ferrara al 53° posto e Oristano al 91°. Invece la distanza si riduce per quanto riguarda il numero di sale cinematografiche (Ferrara sta all’89° posto, Oristano al 99°), mentre addirittura, quanto a numero di librerie, Oristano supera Ferrara (rispettivamente 77° e 85° posto). Ma anche in questi casi le amministrazioni c’entrano davvero poco e comunque i numeri in entrambe le realtà sono poco esaltanti! Colpisce semmai vedere una realtà anche storicamente importante, come Ferrara, vegetare in queste posizioni non proprio d’avanguardia. Sicuramente però qualcuno dovrebbe correggere le proprie valutazioni.
Per quanto riguarda i dati economici, e prescindendo da Ferrara, la debolezza di Oristano è puntualmente confermata un po’ da tutti gli indicatori. Così come impressiona negativamente il 103° posto per quanto riguarda le start up innovative, il 94° posto per numero brevetti, l’81° posto per quanto riguarda la propensione ad investire, così come i dati demografici, inclusi quelli (densità demografica) apparentemente positivi! Altri numeri (giustizia, sanità ecc.) andrebbero messi a fuoco ed analizzati a fondo.
In conclusione, a ben guardare l’ottimismo elettoral-propagandistico del Sindaco non mi sembra trovare nei dati molti concreti “appigli”. Invece il sostanziale arretramento delle realtà sarde in questa classifica dovrebbe ulteriormente spingerci ad aprire gli occhi sulla condizione attuale della Sardegna e sulle sue prospettive. Le potenzialità ci sono: bisogna però trovare i modi per “liberarle”. Modi che, ovviamente, non possono essere gli stessi del passato (e del presente)!