ALTERNATIVE ALLA “VECCHIA” POLITICA CERCASI [ADRIANO SITZIA]

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Mentre nostro signore dell’incubo, alias GT, e i suoi soci sono giunti in dirittura d’arrivo, è entrata ormai nel vivo la corsa alla loro successione. Così Radio Piazza Eleonora può trasmettere h 24 indiscrezioni più o meno precise e più o meno attendibili su vecchi e nuovi protagonisti della politica locale.
In questi giorni, attendendo di saperne di più sulla “Capitale Oristano” di Martinez (appuntamento mercoledì alle 18,30 al Palace Hotel), la sua gracchiante voce s’è soffermata soprattutto su due aree politiche in città decisamente “nuove”: quella “pentastellata” e quella “identitaria”.
Per quanto riguarda i “grillini”, i due meetup oristanesi, dopo un lungo periodo di incomunicabilità, pare che stiano facendo prove tecniche di reciproca trasmissione, seppur tra diffidenze e frizioni. L’ostacolo principale ora sarebbe proprio quello dell’indicazione del candidato a sindaco, dal momento che entrambi i gruppi avevano già individuato al loro interno le persone “giuste”, come del resto era apparso sulla stampa locale. In ballo c’è la concessione da parte dell’M5S nazionale dell’uso del simbolo, vero, indispensabile valore aggiunto per questa lista.
L’auspicio è che l’M5S alle prossime Comunali ci sia, in quanto comunque grande novità nello statico panorama politico locale, anzi vera e propria “rottura” rispetto al passato. Certo questa divisione interna in una parte politica ancora in fase di strutturazione e consolidamento, lascia molto perplessi proprio sulla sua affidabilità, già traballante per diverse traversie amministrative, probabilmente dovute all’inesperienza di gran parte della sua classe dirigente. Ma, come dice il saggio, se sei nervoso già di prima mattina …
Nell’ambito “identitario” la radio segue con interesse l’attività sotto traccia del Partito dei Sardi, guidato con piglio leaderistico dall’infaticabile assessore regionale Maninchedda. Ma alcune sue recenti trasmissioni sono state dedicate anche ad “Unidos”, il movimento che fa riferimento al parlamentare Mauro Pili.
Stando ai soliti rumors di cui la pettegola radio si nutre avidamente, il Partito dei Sardi potrebbe aver individuato proprio nell’ex assessore e ex consigliere regionale Gian Valerio Sanna il punto di riferimento locale per avviare un progetto di crescita e radicamento territoriale. Pare infatti che nell’ultimo periodo il rapporto di collaborazione tra Maninchedda e Sanna sia diventato molto più di uno scambio di pareri tra ex “popolari”. D’altronde il prestigio di cui l’ex presidente della Provincia ancora gode, insieme alla sua competenza ed abilità politica, ne fanno un profilo molto interessante anche per livelli più alti di quello comunale.
Per ciò che invece concerne “Unidos” il discorso è più complesso, nel senso che a questo movimento si sarebbero avvicinati o starebbero per farlo, indipendentemente l’uno dall’altro, alcuni gruppi locali, che vi avrebbero trovato quei riferimenti inequivocabilmente, orgogliosamente e concretamente identitari, totalmente assenti nelle succursali sarde dei partiti romani. In particolare il discorso pronunciato da Pili alla convention regionale domenica 11 dicembre alla fiera di Cagliari ha destato ottima impressione in molti di loro, spingendoli al grande passo.
Ovviamente non c’è ancora niente di concluso, per cui se ne parlerà nelle prossime settimane. Ma, secondo la radio, appare probabile la presentazione di una lista di “Unidos” già alle Comunali 2017!
Se le cose stessero davvero così, quella prospettiva della costituzione in città di un vero e proprio polo identitario, capace di unire anche altri soggetti politici meno “romanizzati”, utopica solo fino a poco tempo fa, diventerebbe invece una concreta possibilità. E potrebbe costituire anche una competitiva alternativa ai blocchi tradizionali e allo stesso M5S! Del resto proprio Maninchedda in un recente intervento pubblicato in “Sardegna e libertà”, e intitolato “Dieci notizie che non avete trovato sui giornali”, senza mezzi termini ha vaticinato: “…È sempre più praticabile uno schieramento alla prossime regionali nel quale un’ampia coalizione non esprima simboli di partiti italiani, ma sigle civiche sarde che facciano riferimento a diverse correnti di pensiero europee e a diverse alleanze politiche italiane e europee. Pensare in questo modo avvicinerebbe la Sardegna all’America rivoluzionaria del Settecento, dove l’interesse nazionale unì ceti e persone divisi invece nella concezione del mondo. Le prossime elezioni amministrative a Oristano potrebbero essere un ottimo laboratorio di coalizioni nazionali sarde. Dobbiamo crederci? Chissà!
Intanto ascoltiamo la radio.