OR COMUNALI 2017: COALIZIONI A TUTTI I COSTI (ADRIANO SITZIA)

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Urna

Tra i luoghi comuni, che puntualmente riaffiorano ad ogni tornata elettorale comunale, ve ne sono soprattutto due che riscontrano particolare favore tra gli addetti ai lavori e che vengono citati quasi come mantra o articoli di legge anche dalle persone comuni:
a – più candidati e più liste ci sono più voti si prendono;
b – alle Comunali conta la persona, non il partito e ancor meno il progetto politico.
Ora se il primo argomento, di per sé banale, appare ancorato se non altro ad una certa razionalità di fondo riferita all’attuale legge elettorale – anche se nessun medico ci costringe a seguirlo! -, invece l’altro dettame è figlio di una certa “cultura” politica, solo apparentemente saggia e assennata. Perché solo apparentemente? Perché è la stessa “cultura” che – purtroppo! – ha reso il sistema delle preferenze perlomeno “sospetto” e dunque oggetto di fondate ostilità; ed è la stessa “cultura” che ha permesso, in mancanza di specifiche norme sul limite del numero di mandati e sulle incompatibilità ed ineleggibilità, la sopravvivenza politica pluridecennale di molta classe politica locale. La stessa classe politica che, qui da noi, ha le sue concrete responsabilità – forse la parola migliore è “colpe” – per quanto riguarda la crisi e l’immobilismo economico, i fallimenti, i ritardi, le troppe “fenosurie” di Oristano e del suo territorio. La stessa che finora non è stata capace di dare un futuro ad Oristano ed al suo territorio. Ora, questa stessa “cultura”, nonostante appunto passati e presenti fallimenti amministrativi, sta nuovamente avendo un ruolo preminente nella fondamentale fase pre-elettorale. Lo dimostrano le notizie o, meglio, le indiscrezioni che, a ritmo sempre più veloce, “filtrano” sulle grandi o piccole manovre delle nascenti “coalizioni”.
Riassumendo il quadro attuale, a parte i “grillini” che attendono con ansia la certificazione di M5S nazionale, Martinez, che nonostante la sua esuberanza, non riesce a focalizzare attorno alla sua candidatura quell’interesse politico che forse s’aspettava, e in attesa di capire se verrà o meno costruito quel polo “identitario” più volte annunciato, si sta andando verso la più convenzionale contrapposizione tra il “Centrosinistra”, ora divenuto “Piddinistra/o”, erede del grande patrimonio di consenso costruito in questi cinque – lunghissimi! – anni da GT, e il probabile “rassemblement” del Centrodestra, non si sa ancora se proprio tale oppure celato dietro “civiche” di circostanza. Ad oggi il conteggio delle liste da i due “blocchi” quasi alla pari – forse 5 – 4 per il “Piddinistra” – ma si fanno sempre più insistenti le voci di incontri, trattative, riunioni per congiungere al Centrodestra anche i reduci del tentativo di “Centro civico”, cioè UDC e “Idee rinnovabili”, rimasti soli dopo il clamoroso – eja! – “ritorno” del “Partito dei Sardi” sui suoi passi regionali per proseguire nella nobile quanto faticosa missione di “convertire la Sinistra alla causa sovranista”!!! In questo modo la squadra già composta da FI, Riformatori, Fratelli d’Italia, Fortza Paris, si arricchirebbe sicuramente di almeno due liste, se non di tre. Da parte sua, il “Piddinistra” dovrebbe contare su PD, PdS, NoiOr – ancora!? -, Cittadini per l’Italia e su una lista che farebbe riferimento a Stefano Spada, possibile candidato a sindaco, ma si parla – sogno o realtà? – almeno di un altro soggetto. C’è però da capire che impatto avranno sulla già ridotta platea degli reduci “democratici” oristanesi sia la recente scissione post-congressuale dei “bersaniani” sia l’esito finale delle primarie per la segreteria nazionale: infatti anche su questo versante non mancano i rumors circa alcune recentissime “uscite” e su altre figure di spicco con la valigia già pronta per maggio.
Ma il dato di maggior interesse riguarda il tipo di coalizioni e le loro finalità, cioè la proposta politica che sarà offerta agli Oristanesi. In entrambi i casi l’obbedienza ad una logica puramente contabile, quella del “più siamo più voti prendiamo” di cui sopra, il cui unico obiettivo è vincere e conquistare il Comune. Il rischio concreto dunque è quello di mettere in secondo piano l’aspetto amministrativo per il quale non può mancare una concreta base programmatica e progettuale.
Del resto il PD oristanese ha, per bocca del suo segretario cittadino, già chiarito quali siano i suoi intendimenti prossimi venturi: “continuità amministrativa” con la Giunta uscente guidata – ricordiamolo – dall’irraggiungibile GT. Roba da brividi certo ma d’altronde non può che essere così.
Per fortuna mancano ancora diverse riprese al gong finale, e qualche sorpresa può sempre accadere. O no?