C’E’ STATO UN TEMPO IN CUI ORISTANO …: IL PARTITO DEI SARDI VUOLE IL SINDACO (ADRIANO SITZIA)

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Del Partito dei Sardi ebbi modo di vederne la consistenza per la prima volta tre anni fa all’Hostel Rodia. Da quel dì ad oggi – anzi ieri sera al Mistral 2 – le differenze sono davvero tante. Allora la sua componente oristanese era affidata, oltre che al consigliere regionale bosano Cherchi, anche a Peppino Marras e ai suoi NoiOr. Nel frattempo però, i noioristi alle scienze hanno preferito di nuovo la teologia – ovviamente cristiana e popolare – mentre il Partito dei Sardi a livello regionale è cresciuto di iscritti ma soprattutto di “onorevoli” – oggi sono cinque – acquisendo nell’ambito del Piddinistra di Pigliaru e soci un peso sempre maggiore. Un peso che ieri sera s’è percepito distintamente anche ad Oristano attraverso le forti parole dei suoi dirigenti, in particolare del leader Paolo Maninchedda.
Ha aperto le danze il segretario Frantziscu Sedda: “Oggi noi vogliamo risvegliare la memoria del grande passato di Oristano, sul quale si è poggiata una spessa coltre di cenere, che l’ha condannato all’oblio. Ma sotto la cenere arde ancora il fuoco dell’autodeterminazione sarda! Ricordiamoci il motto del re Barisone inciso sul suo sigillo regale: “Est vis Sardorum pariter regnum populorum”!
Parole decise quelle di Sedda, che proprio sull’attualizzazione del passato oristanese, della sua storia si è soffermato per trasmettere al numeroso pubblico di presenti – circa 150 persone, tra cui molti piddini e molti curiosi, interessati a saperne di più su questo nuovo e ancora poco conosciuto protagonista della politica oristanese – il presunto obiettivo finale del suo partito: l’indipendenza!
Parole e, soprattutto, obiettivi che hanno trovato sostegno anche in una voce finora piuttosto tiepida su questo, come, del resto, su tanti altri “impegnativi” versanti. Non lo indovinate? Sì, proprio lui, GT il Magnifico! Infatti il “
figlio di re”, com’egli stesso s’è definito rispondendo ai complimenti “romani” di un docente della LUISS per il progetto “Oristano est”, è salito ancora una volta sul pulpito – ricevendo pochissimi applausi nonostante l’esortazione di Maninchedda! – ed ha predicato da par suo. Quanti supplizi ha subito da sindaco h 24! Quanto tempo ha sottratto agli affetti più cari, alla famiglia, alla mamma novantaduenne! E che dire della sua quotidiana, durissima guerra contro le ingiustizie del sistema e a favore degli ultimi, dei disperati che giorno dopo giorno – persino alle tre di notte!!! – si accalcavano piangenti davanti al suo portone!? Una guerra – ha sottolineato GT – combattuta insieme ai suoi amici preti, “che quando servono ci sono sempre”, e alle associazioni di volontariato, che prima di lui – novello De Luca – invece non facevano altro che guardarsi in cagnesco. Che uomo! “Uomo”? Un erculeo semidio è!
Ovviamente non poteva mancare il suo richiamo agli alloctoni oristanesi, che tanto hanno dato alla città, così come l’altrettanto usuale elenco – corto! – dei successi e delle eccellenze della sua Amministrazione (bassa tassazione; debiti pagati vendendo le proprietà inutili; Oristano est; perfino il nuovo stemma della città, se il Consiglio farà in tempo a votarlo).
Ma – e qui sta la sorpresa – GT ieri s’è portato pure il violino per suonare dolci note “sarde” al suo “amico” Maninchedda: “
Sono veramente onorato di essere qui stasera come invitato (ma sarei venuto anche senza invito!) e soprattutto di aver sentito cose, che rappresentano ciò che io come Sindaco, assessore, insegnante e preside ho sempre fatto ed insegnato”. Gulp!!! GT, non solo santo martire del proletariato, ma – udite udite! – pure votato alla causa “sovranista”, candidandosi ad essere futuro padre della nazione sarda!!! D’altronde è o no “figlio di re”!?
Per fortuna Paolo Maninchedda ci ha subito riportato alla politica seria, con uno dei suoi soliti interventi di alto livello, con cui dimostra ogni giorno di più di essere tra i pochissimi politici sardi contemporanei veramente di razza!
Ad Oristano noi stiamo portando una proposta politica che non c’era: la Sardegna può autogovernarsi, essere uno Stato diverso dall’attuale! Noi portiamo in questa campagna elettorale il tema-problema dello Stato in cui ora siamo, e lo mettiamo in discussione in tutti i suoi tanti aspetti negativi per la Sardegna: decreto 118, sanità, sport locale, scuola, cultura!!!”, ha rimarcato l’assessore regionale, insistendo poi sulla necessità per i Sardi di alzare la testa e di guardare lontano, all’Europa, alla migliore modernità. “Dobbiamo superare quella politica che non risolve i problemi chiamando a farlo le eccellenze, innanzitutto le tante eccellenze sarde, oggi però lontane dalla Sardegna, dove non sono apprezzate, ma, come troppe volte in passato, si affida a forestieri, quasi sempre neppure eccellenze!”. Ogni riferimento a Moirano, il direttore generale ligure della sanità sarda, era ovviamente casuale!
Maninchedda però ha voluto dare anche una scossa al suo partito qui in città: “
Non dobbiamo aspettare i tempi del PD, non dobbiamo attendere che il PD, finite le sue traversie interne, ci scodelli un candidato a Sindaco: dobbiamo credere in noi stessi e proporlo noi, anche passando per le primarie, che non ci fanno nessuna paura!”.
Parole da leader che hanno infiammato i presenti e forse anche quei reduci democratici, che pure loro vogliono le primarie.
Dopo gli interventi dei dottori Marco Obinu, Francesco Dettori e Nicola Miculan, a chiudere la serata è stato il consigliere regionale dott. Augusto Cherchi. Anch’egli si è soffermato sulla difficile situazione della sanità sarda e sulla pessima soluzione della ASL unica, non condivisa dal PdS. Ha detto fra l’altro Cherchi: “
l’Asl unica è stato un grave errore, che, a parte i costi in costante ed inarrestabile aumento, ci creerà notevoli problemi negli anni futuri. La nostra idea era molto diversa. Ancora non c’è un dirigente per quanto riguarda l’azienda per le urgenze, altra scelta sbagliata. In più in questo settore si è insistito troppo e male sull’elisoccorso, istituendo tre basi, due a nord (Olbia, per non lasciare scoperta la Gallura e, in particolare, La Maddalena) e Alghero, e, ovviamente, la base di Cagliari, ma lasciando scoperto tutto il Centro Sardegna, nella solita visione dell’isola come una ciambella, tutto agli estremi e niente al centro. Eppure Fenosu è pienamente operativo, giorno e notte! Perché dunque La Maddalena sì e Carloforte no?”, si è chiesto Cherchi chiudendo il suo intervento che egli stesso ha definito “uno sfogo”!
Breve notazione finale: ieri sera non è passata inosservata l’assenza dell’ex consigliere ed assessore regionale Gian Valerio Sanna, che negli ultimi tempi non aveva nascosto le sue simpatie ed il rapporto privilegiato con Maninchedda lavorando nel contempo e con altri soggetti politici (UDC e Idee rinnovabili su tutti) per costruire una vasta aggregazione civico-centrista in vista delle Comunali. E’ noto a tutti che questa formula è tramontata proprio per la repentina defezione del partito di Maninchedda, che ha nuovamente scelto il PD come partner privilegiato! Una scelta di campo che, va detto, se per un verso sta innegabilmente favorendo la crescita ed il radicamento del PdS nei territori, per l’altro però sta condizionando la nascita di quella vasta aggregazione identitaria, ormai indispensabile per il futuro della politica isolana e della stessa Sardegna. Un’aggregazione che, nonostante l’assenza del PdS, molto probabilmente si presenterà anche alle Comunali di Oristano.
Sulla mancanza di un minimo comun denominatore tra le forze identitarie sarde occorrerà nei mesi futuri aprire una discussione ed un franco confronto.
Nel frattempo attendiamo le ormai vicine Comunali, nelle quali il Partito dei Sardi promette di essere grande protagonista con una lista che, si sente dire, è particolarmente agguerrita. Ai cittadini ovviamente l’ardua sentenza.