COMUNARIE M5S ORISTANO: CADAU CANDIDATA A SINDACO (ADRIANO SITZIA)

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Dunque M5S sarà della partita anche ad Oristano. Ieri, infatti, a soli 23 giorni dalla fatidica scadenza e, soprattutto, dopo settimane di – e in – attesa, che hanno messo a dura prova la pazienza e le stesse coronarie dei militanti locali, si sono svolte le cosiddette “comunarie” per la scelta del candidato a sindaco. L’ha spuntata di stretta misura Patrizia Cadau, candidata di tre meetup (“Giudicato d’Arborea”, “Polis” e “Progetto a 5 stelle”), su Lucia Tomasi, proposta da “Oristano in movimento”. Il risultato finale è stato di 31 a 28.
Il dato indubitabilmente positivo sta nel fatto che l’offerta politica si arricchisce in città di una nuova proposta senza – finalmente! – le ormai “famose” liste civiche, ma con un solo simbolo ed una sola lista di partito. E questo, per chi, come me, auspica una politica fatta di partiti/movimenti “veri” e che si presentino come tali, senza trucchi olografici, toupet e belletti vari, è un elemento importante.
Rimangono però tanti dubbi su questa presunta novità democratica delle urne online. E non mi riferisco al numero dei votanti – secondo taluni davvero esiguo – proprio perché, trattandosi non di “primarie” bensì di una votazione riservata esclusivamente agli iscritti, oggi ad Oristano avere 59 militanti certificati, attivi ed operativi è un patrimonio, anzi un “lusso” che pochissime altre formazioni politiche possono … permettersi. Tuttavia, proprio perché si trattava di un voto interno, sorge quasi immediata la domanda: perché il seggio online quando ci si poteva incontrare fisicamente, ci si poteva confrontare vis-a-vis e, alla fine, se necessario, anche contare? Quali ansie, quali timori demofobici spingono a preferire un asettico monitor, una fredda tastiera ad un confronto in carne ed ossa e, magari, pure appassionato? La paura di prevaricazioni, di prepotenze o quella di diventare come il PD? Forse l’assemblearismo è considerato vecchio e pericoloso? La democrazia del XXI secolo è davvero questa? Ancora: perché solo quando è arrivato l’ordine “superiore”? Dove sta o, meglio, fin dove può giungere l’autonomia dei rappresentanti locali – se tali davvero sono – del movimento? E su quali basi, convinzioni, motivi, ragioni il militante ha fatto la sua scelta? Esistono forse due programmi M5S per la città così diversi da non essere riducibili a sintesi? Ci sono due diverse squadre tra loro tanto incompatibili? C’è stata una qualche forma di campagna elettorale, persino senza conoscere la data del voto? Ecc. ecc.
Insomma, ripeto, tanti interrogativi. Evidentemente prima di aggiornare all’ultima versione, purtroppo sembra non open source, il nostro software democratico, sarebbe opportuno disporre, se non di un libretto di istruzioni, almeno di qualche spiegazione. Ma – ne sono sicuro – gli amici di M5S ci daranno in tempi brevissimi tutte le necessarie risposte, se non altro perché anch’essi, come tutti gli altri vestiti di bianca toga, dovranno “cercare voti”. E non solo sul web.