FINALMENTE IL NOSTRO SINDACO CE L’HA FATTA: I GIARDINI DI VIA MESSINA INTITOLATI ALLA MEMORIA DI UMBERTO ERRIU. NEL FRATTEMPO IN PIAZZA ELEONORA … (ADRIANO SITZIA)

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Una bella cerimonia quella di stamattina nei giardini di via Messina, da oggi intitolati a Umberto Erriu, il ventiquattrenne carabiniere oristanese, ucciso il 20 aprile 1988 a Castel Maggiore insieme al collega Cataldo Stasi, da quelli della “Uno bianca”. La proposta di intitolazione di uno spazio ad Umberto in quello che è il suo quartiere, il Sacro Cuore, è venuta proprio da alcuni amici, che dai social l’hanno fatta giungere – primavera 2015 – fino ai piani alti degli Scolopi. Qui tuttavia, nonostante una mozione presentata da Mauro Solinas, l’iter è stato, come al solito, molto lungo, fino ad arrivare a conclusione quando la consiliatura è ormai conclusa, e, soprattutto, a pochi giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per l’elezione di Sindaco e Consiglio! Vabbé, lasciamo stare.
Il Sindaco, nel suo fortunatamente breve  discorso ufficiale, ricordando lo “sforzo fatto da tutti – sii? – per dedicare uno spazio in memoria di Umberto”, ha voluto sottolineare alcuni tratti di Umberto, “cresciu mannu e bonu”, atleta esemplare quanto valido, forgiato nella vicinissima pista del Campo CONI, portacolori dell’Atletica Oristano. GT s’è poi soffermato sulla presenza di alcune classi della Primaria: “ai ragazzi va trasmessa la cultura della legalità e del senso dello Stato proprio facendogli conoscere questi fulgidi esempi di coraggio fino al sacrificio della vita”.
Sulla figura di Umberto “milite esemplare, ragazzo coraggioso e determinato come la gente sarda” s’è particolarmente soffermato il gen. Paolo Nardone, Comandante della Legione Carabinieri della Sardegna, che lo conobbe giovanissimo al suo primo incarico a Genova. L’alto ufficiale ha poi parlato dei “simboli presenti qui stamattina: i giovanissimi atleti del Gruppo sportivo Carabinieri, che hanno l’età di Umberto e di Cataldo, e i ragazzi della scuola, l’investimento più importante che noi possiamo e dobbiamo fare, al di là delle parole, perché sono il nostro futuro”.
La benedizione di SE Mons. Arcivescovo, l’omaggio dei bambini e l’esecuzione del “Silenzio” hanno concluso la cerimonia, alla quale ha fatto da preziosa cornice anche un numeroso pubblico, soprattutto del quartiere, venuto a testimoniare l’affetto verso un suo figlio prematuramente e tragicamente scomparso, e che, per la trascuratezza di troppi amministratori, rischiava l’oblio.

NEL FRATTEMPO IN PIAZZA ELEONORA …
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si potevano conoscere le news su chi interpreta da par suo il servizio alla comunità: mi riferisco, ovviamente, ai nostri valenti politici, impegnati ai vari tavoli del poker con i loro bluff, assi nella manica, carte false, liste civiche vere o presunte, candidature a Sindaco probabili e improbabili, brevi convivenze, rotture, divorzi, apparentamenti, in un caotico turbinio di effimere situazioni. Così, mentre in qualche spazio pubblicitario facevano la loro comparsa manifesti di qualche innamorato di Oristano, ecco i “poveri” Evangelisti osservare attoniti la nascita di nuove civiche – l’ultima è “Oristano che lavora” , beata! -, le fumate grigie del Tavolo del Piddinistra, con sette(manca solo Biancaneve)  candidati a Sindaco ancora in lizza e, forse, un ottavo, un consigliere comunale del PD, pronto a farsi avanti perché forte anch’egli di una civica (appunto “Oristano che lavora”); la miracolosa riapparizione nello scenario politico del Partito Sardo d’Azione, che, dopo aver abbandonato Martinez – coerentemente allergico ai simboli partitici – ha pure lui trovato – momentaneamente? – posto nella bella tavolata del Piddinistra; la stasi del Centrodestra, che, persi (forse) Giuliano Uras e Salvatore Ledda, comincia, riunione dopo riunione, a guardarsi dentro con preoccupazione (quattro liste sembrano poche); fino all’Aventino del Partito dei Sardi, ancora imbronciato dopo il traumatico (?) scontro con l’irriducibile PD.
In tutto questo convulso agitarsi colpisce il silenzio dello spopolato pianeta identitario, rimasto – pare – anche senza satelliti, e finito in un’orbita ancora non ben definita.
Così, mentre Martinez continua per la sua strada, a godere di questa situazione è senz’altro il nemico che tutta la vecchia politica – a parole! – vorrebbe battere: il Movimento Cinque Stelle. Senza problemi di “big” (sic!) da accontentare o di alleanze da stringere per mettere in piedi più o meno stabili coalizioni, senza i complicati baratti delle trattative politiche, i “grillini”, dopo l’inattesa concessione delle Comunarie, si preparano alla battaglia tranquilli e riposati, ma soprattutto rinfrancati e, forse, addirittura esaltati dalla evidente constatazione che a far propaganda per loro ci stanno pensando proprio i presunti competitors con le loro tragicomiche vicende … intestinali. Che sia una storia già scritta? Mah!