NOTERELLE D’UNO DEI QUATTROCENTOCINQUANTA (ADRIANO SITZIA)

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In questi giorni una domanda che mi sono spesso posto è stata questa: ma nel blog ora che posso scrivere? Infatti, dal momento che ho scelto di candidarmi, è evidente che il piccolo spazio web da me curato, proprio perché luogo aperto di dibattito e, per quanto umanamente possibile, non schierato, non può più ospitare i miei interventi politici. Sarebbero infatti troppo partigiani e troppo “esposti” alle nefaste influenze di una pugna elettorale quanto mai incerta e difficile, come questa. Del resto, quando si è impegnati direttamente e personalmente, o, come dicono i politicanti, “mettendoci la faccia”, è difficile rimanere razionalmente equilibrati e deadrenalinizzarsi. E poi la politica e il mondo non finiscono certo l’11 giugno 2017!!! Ci sarà un “dopo”, spero anche per questo blog.
Allora? Beh, alla fine mi son detto: perché non provare a parlare di elezioni e di campagna elettorale, descrivendone momenti, caratteristiche, novità, limiti, curiosità, impressioni, o istantanee? Ok, dai, ci provo.
Allora, comincio dall’offerta politica per l’11 giugno: sei candidati a sindaco, venti liste, circa quattrocentocinquanta candidati (esattamente 454). Sebbene questa volta la fatidica quota 500 non sia stata raggiunta, 454 è comunque una “bella” platea di concorrenti. Se l’affluenza sarà la stessa di cinque anni fa (68,9 %, circa 19000 votanti) – a dire il vero, risultato un po’ difficile da raggiungere – allora avremo un candidato ogni 41,8 elettori votanti! Ancora una volta dunque tanta frammentazione e dispersione del voto, che, come al solito, favorirà le rendite di posizione di chi è sostenuto da una consolidata base elettorale rispetto a tutti gli altri. Ma tant’è, si tratta di un fenomeno forse inevitabile, visti i tempi, le circostanze (e, non ultimo, il sistema elettorale vigente)! Infatti la politica da molti è vista alla stregua di un qualunque gioco a premi o lotteria: ci provo, male che vada ci rimetto qualche euro, ma se vinco …! Del resto la morte delle ideologie – soppiantate quando va bene da un relativismo flessibile e onnivoro, quando va male da un vuoto totale – la quasi completa scomparsa dei partiti “novecenteschi”, il boom di movimenti leaderizzati cosiddetti “populisti” – abili a maneggiare le reazioni emozionali trasferendole in slogan di facile presa – il proliferare del “civismo” elettorale in tutte le sue variopinte espressioni, offrono terreno fertilissimo alla crescita incontrollata dello spontaneismo avventuristico, spesso capace solo di essere “contro” – e per se stessi –  e di ripetere all’infinito luoghi comuni di facile apprendimento e “buoni per tutte le occasioni”. Se poi qualcuno riesce pure a candidarsi contemporaneamente in due liste di due opposte coalizioni, beh, evidentemente ci … siamo.
Altra grande novità in queste Comunali biancorosse sarà la doppia preferenza di genere. A questo proposito, tenendo conto di tutte le leggende metropolitane che stanno già circolando su questo tipo di espressione del voto, voglio precisare che la legge di riferimento, la n. 215 del 23 novembre 2012 (“Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”), art. 2, c. 1 lettera d), ha così modificato l’art. 73, c. 3, del Testo Unico degli Enti Locali-TUEL, relativo all’elezione del Consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore ai 15000 abitanti: “Ciascun elettore può altresì esprimere, nelle apposite righe stampate sotto (?) il medesimo contrassegno, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza”. Riassumendo, si può esprimere una preferenza come al solito, oppure due purché si tratti di candidati della stessa lista ma di diverso sesso (uomo+donna o donna+uomo). Tutto il resto non è ammesso.
Ora questa discutibilissima novità – ennesimo capolavoro dell’italica ingegneria elettorale – ormai anche visibilmente “tangibile” in alcuni “teneri” santini matrimoniali fatti circolare, non sta certo mancando di suscitare curiosità – in qualcuno anche apprensione – per possibili sorprese. Staremo a vedere. Resta però assai discutibile l’applicazione in materia elettorale del solito giochetto per cui si fa rientrare dalla finestra ciò che era stato cacciato dalla porta, e cioè le preferenze multiple, che, per chi ha buona memoria, erano viste, insieme al proporzionale, come il grande male della politica italiana, con le loro “cordate” elettorali e la possibilità di controllo del voto. Scusate ma che altro sarebbero questi “matrimoni” o “unioni di fatto” che vediamo adesso celebrati in pompa magna con tanto di partecipazioni!? Due cuori e una poltrona, ops, capanna!? Mah!
Acc …, scusate, mi sono dilungato troppo.
Alla prossima puntata.