A MENTE FREDDA … OGGI E’ UN ALTRO GIORNO (ADRIANO SITZIA)

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delusione

Parlare lucidamente di risultati elettorali quando si è direttamente coinvolti, non è mai facile. E ancor più difficile lo diventa se il risultato personale è stato alquanto deludente! Infatti amarezza, rabbia, irrazionalità emotiva, soprattutto nelle ore immediatamente successive al fatal verdetto, la fanno da padrone, affollando la mente di brutti pensieri. L’esperienza mi ha insegnato che occorre far sbollire tutta questa pressione esplosiva, evitando pure la ricerca, sezione per sezione, dei soliti “infamoni” e sons of a bitch, ai quali bisogna comunque sempre augurare ogni … bene. Del resto non serve a nulla, se non a farsi ancor di più il sangue amaro. E costoro non si meritano simili … attenzioni.
Dunque c
he cosa dire di queste Comunali, che già avevo qualificato con l’aggettivo “strane”? Beh, intanto credo che si debba mettere mano – finalmente! – all’attuale legge elettorale. Prima cosa da fare: l’abolizione del voto disgiunto!!! Ogni volta è un casino!!! Elettori, già di per sé, confusi e, per di più disinformati o presuntuosamente disattenti, si inventano le soluzioni più … cervellotiche, mettendo nelle peggiori condizioni chi poi i loro voti deve interpretare e, possibilmente, non annullare. E non ti soccorre neppure la, peraltro scabra, casistica istituzionale disponibile, perché il cittadino – quello in carne ed ossa e non quello che ha in mente il legislatore! – ha una fantasia davvero sfrenata!!! Tutto questo costa ogni volta ore di discussioni, di tensione, di contrapposizioni, di letture persino diametralmente opposte, nel tentativo disperato di rispondere al quesito: “ma chi/che cazzo voleva votare questo qui???”. Aggiungiamoci grafie non sempre leggibili (lo stampatello maiuscolo per qualcuno è tabù), manie di grandezza o, al contrario, passione per la miniatura, occhiali dimenticati, mano poco ferma, fretta, precipitazione ecc. ecc. e la frittata è servita: rientro a casa dal seggio alle 9 e mezza del mattino, dopo oltre dieci ore di spoglio (722 schede)!!! Non servono ulteriori parole!
Altro aspetto importante, che, però, passa regolarmente in secondo piano rispetto ai risultati, è il calo della partecipazione al voto: 2000 votanti in meno rispetto al 2012. E’ un’emorragia costante, alla quale però la politica non vuole porre rimedio alcuno, anche perché, come nel caso del crollo della militanza partitica, meno si è, meglio si controlla! A mio avviso, solo la presenza di novità percepite come tali – soprattutto Martinez e Annamaria Uras e, ma con impatto minore, M5S e Partito dei Sardi – ha impedito che tale calo si trasformasse in crollo!
Il risultato? Beh, dire che la vittoria del Centrodestra fosse nell’aria, equivale alla scoperta dell’acqua calda. Oristano è città tradizionalmente “bianca”, non ama le tinte forti, i rischi, gli esperimenti da laboratorio. E’ sempre meglio una semplice ma sicura – ancorché riscaldata – minestrina! Aggiungiamoci la candidatura di una persona seria, esperta, rassicurante, noto e stimato professionista, come Andrea Lutzu (quasi 5000 voti e 29,55%); aggiungiamoci i risultati dell’amministrazione uscente, la simpatia del suo sindaco, e, persino, il suo puerilmente scoppiettante sprint finale, dopo quattro anni e mezzo di polemiche a vuoto e di vuoto polemico; aggiungiamoci i confusi anche se generosi tentativi di alcune parti della politica locale di trovare soluzioni alternative, purtroppo o falliti o annacquatisi in scolorite coalizioni; ed ecco servito il risultato! Un ritorno al passato, che, però, non vuol necessariamente dire un ritorno ai non esaltati risultati della destra del passato. A volte l’esperienza è ottima docente. Del resto per l’ing. Lutzu c’è ancora da superare lo scoglio del ballottaggio, anche se …
Quanto al Piddinistra (3656 voti al Sindaco e 3703 alla coalizione) ha raccolto ciò ha seminato: staticità, claustrazione, estromissione degli elementi meno favorevoli alla “religione di partito (a quella di GT)”, divisioni, mancanza di prospettive politiche. Ormai a quelle che di una militanza politica sono le ragioni più vere, è stata sostituita la “religione del potere”! Anche ad Oristano. A via Canepa lo sanno bene, ma gli sta altrettanto bene così!
Ottimo risultato invece quello dell’ex PD Annamaria Uras e del gruppo che, nonostante tutto, ha deciso di sostenerla: 1565 voti al Sindaco (9,35 %) e 1248 voti (7,86 %) alla lista! Un tentativo coraggioso, di vera, sincera e gioiosa militanza, dal sapore antico, portato avanti da diversi candidati, sindaco in testa, con una passione politica e civica davvero encomiabili! Domanda: a che è servito? Un segnale al Partito Democratico locale, acusticamente isolato? L’inizio di una nuova fase della sinistra oristanese? Altro? Boh, staremo a vedere.
Anche Filippo Martinez (2506 voti, circa il 15 % al sindaco; 2074 voti e circa il 13 % alle liste) ha raggiunto un risultato onorevole. Io non sono tra quelli che subito – quasi come una liberazione – hanno parlato di delusione. Quello del poliedrico artista oristanese è stato un ben studiato esperimento politico, un vero e proprio “format” rivolto in prima battuta ad un certo tipo di cittadinanza, la stessa che, prima tranquilla e “garantita”, oggi spaventata da una situazione locale e sarda, in eterna crisi e priva di prospettive, ha deciso di reagire in prima persona, rinunciando all’intermediazione politica dei partiti di tradizionale riferimento. Un format che però, a meno di eventi particolari, non sembra aver futuro.
Anche M5S, il cui effetto “novità” ormai sta un po’ dappertutto svanendo, ha fatto ciò che ha potuto, partendo, come si dice “da zero”, senza personaggi noti, ma puntando su persone “nuove”, anche se selezionate con metodi “rivedibili”, che fra l’altro non hanno certo facilitato la coesione interna. Comunque 1200 voti sono un importante punto di partenza per costruire qualcosa. Ne sentiremo parlare.
E vengo così alla coalizione civico-identitaria: 2854 voti (17,05 %) al candidato sindaco, dott. Pecoraro, e 3085 voti (19,43 %) alle liste, sono un risultato comunque lo si valuti, considerevole. Un risultato addirittura buono se si considerano le condizioni di partenza: una coalizione “instabile” fino all’ultimo momento; un candidato a sindaco subentrato “in corsa”; un partito, il PdS, ancora in fase di (lenta) costruzione e, soprattutto, senza classe dirigente cittadina; un altro, l’UDC, in lento ma forse inesorabile declino; una campagna elettorale incolore, senza una sua precisa caratterizzazione, e, per certi versi, scoordinata.
D’altro canto, il distacco dai principali competitori è ancora troppo importante, se davvero il PdS ha – come credo che abbia – l’intenzione e l’ambizione di essere soggetto politico di “prima fascia”, tale cioè da ambire alla guida della Sardegna. Infatti la destra, quando si presenta compatta, è sempre forte, nonostante la sua anchilosi ideologica e programmatica. In più ha ampi margini di “straripamento” anche nel mondo cosiddetto “moderato”. E il centrosinistra, seppur sempre diviso e borghesizzato, dispone comunque di un bacino ancora ampio e profondo, di un “popolo” che, quando occorre, sa fare blocco!!! Ecco allora che è necessario mettere su un lavoro innanzitutto e nel vero senso della parola, “politico”, di radicamento e di divulgazione e circolazione di un’idea forte, da presentare però con il giusto mix tra concretezza del realmente possibile e magia del sogno. Un lavoro non facile, anzi di questi tempi – e con questa società anonima e frammentata! – davvero complesso e impegnativo, e che deve trovare non solo nella leadership, indiscutibilmente una delle migliori nel panorama politico sardo, ma anche negli interpreti locali e territoriali, i giusti, efficaci tramiti per trasformarsi in vasto consenso. Ma servono tempo, mezzi, organizzazione, risorse e generose disponibilità umane. Ci saranno? Le politiche sono vicine e anche alle regionali ormai non manca molto!
Allora come si dice “in bocca al lupo”! E “in bocca al lupo” anche ad Oristano, nonostante … stop!