IL SALUTO ROMANO E LA CRISI ITALIANA (ADRIANO SITZIA)

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Il già complesso ed intricato panorama dei reati previsti nel nostro Paese a breve potrebbe arricchirsi di una new entry. Infatti ieri sera la Camera ha approvato la proposta di legge Fiano e più relativa alla “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. Questa, nel suo unico articolo, prevede di aggiungere “nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 … il seguente: « ART. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici ».
In particolare questi nostri legislatori intenderebbero ampliare le fattispecie già previste dalle leggi Scelba e Mancino – che fanno riferimento solo alle possibilità di riorganizzazione del partito fascista mediante associazioni di individui – adeguandole all’evolversi delle tecnologie e quindi degli strumenti di propaganda, e colmando una “lacuna” del codice penale, dove non si prevede nessun reato di questo specifico genere. Infatti – scrivono tra l’altro i proponenti – “sembrano sfuggire alle maglie di queste fattispecie di reato comportamenti talvolta più semplici o estemporanei, come ad esempio può essere il cosiddetto saluto romano che, non essendo volti necessariamente a costituire un’associazione o a perseguire le finalità antidemocratiche proprie del disciolto partito fascista, finiscono per non essere di per sé solo sanzionabili”.
Gli stessi proponenti vogliono colpire anche “tutta la complessa attività commerciale che ruota intorno alla vendita e al commercio di gadget o, ad esempio, a bottiglie di vino riproducenti immagini, simboli o slogan esplicitamente rievocativi dell’ideologia del regime fascista o nazifascista”, a loro dire “altrettanto grave e non derubricabile a un mero fatto di folklore”.
Da “liberaloide” non posso che essere d’accordo con la frase di Matteotti spesso citata da primo firmatario della legge, on. Fiano: “il fascismo non è un’idea, è un crimine”. E gli Italiani che conobbero i tragici esiti della disfatta bellica nel 1943 – comunque la si voglia leggere ed interpretare, responsabilità del fascismo – e la sanguinosa guerra civile che insanguinò parte del Paese dopo l’8 settembre, ne sono inequivocabili testimoni.
Tuttavia credo che il retroterra motivazionale su cui si fonda questa proposta legislativa, firmata da oltre sessanta deputati, mi sembra ben altro! Faccio riferimento per esempio ad un’intervista rilasciata il 10 luglio di quest’anno dallo stesso Emanuele Fiano a Repubblica-tv, e visionabile su youtube. Tra le motivazioni che il parlamentare piddì adduce (ahi!, devo stare attento alle parole che uso!) ce n’è una piuttosto interessante e, insieme, inquietante: “nell’attuale situazione economica, sociale, che – dice Fiano – ha aumentato le diseguaglianze, che ha prodotto disagio sociale, e contemporaneamente a questo, negli stessi dieci anni, l’aumento e la sovrapposizione del fenomeno dell’emigrazione di massa, noi abbiamo costruito un formidabile terreno di coltura per idee discriminatorie, per idee razziste, per idee fasciste, per idee di estrema destra, per idee neo-fasciste o neo naziste”. Avete inteso bene!? Prosegue il deputato: “Noi dobbiamo porre un freno alla possibilità che questo terreno di coltura di queste ideologie trovi nella diffusione di queste idee ed ideologie senza filtro, come succede su internet, la possibilità (sic!) di costruzione di personalità e di persone che si abbeverano a quella fonte sbagliata”.
Dunque, noi – politici, politica, partiti antifascisti, anti-populisti, anti-razzisti, democratici, progressisti, europeisti, “vitaliziosi” – abbiamo governato così male, abbiamo fatto un tale disastro che sempre più cittadini corrono il rischio di (ri)diventare fascisti o nazisti!?
E che facciamo noi – politici, politica, partiti antifascisti, anti-populisti, anti-razzisti, democratici, progressisti, europeisti, “vitaliziosi” – responsabili di questo malgoverno, delle mancate riforme, del pauroso declino qualitativo e morale della politica, della scomparsa dei stessi partiti, sostituiti da strutture oligocratiche, quando non monocratiche in qualche caso non troppo distanti dal PDF-PFR, del sempre crescente distacco dei cittadini dalla politica e dalle stesse urne? Facciamo, facciamo! Facciamo nientepopodimeno che una legge che … che punisce il saluto romano!!! Bene, bravi, bis!
E allora perché non riproporre anche i tribunali speciali – sì, proprio quelli del Ventennio! – o, addirittura, l’inquisizione, occhi e orecchie ben aperti, pronti a mettere al rogo chi canticchia “Giovinezza” mentre si sta radendo la mattina, oppure alza il braccio ad altezze non consentite!?
Ma il rischio di operazioni di questo tipo, che non dovrebbe sfuggire persino ai nostri onorevoli notoriamente “con gli occhi chiusi”, sta altrove. L’anno prossimo ci saranno le elezioni generali. Probabilmente cambierà il colore politico di parlamento e governo. E negli scranni di Camera o Senato potrebbe sedersi un “gemello diverso” dell’architetto Fiano, anch’egli preoccupato del perdurare di altre ideologie, secondo il suo giudizio, pericolosamente liberticide ed anti-italiane, in grado di traviare la gioventù. E magari gli gira pure di proporre, insieme ad altri sessanta suoi pari, l’introduzione nel Codice penale dell’articolo 293 ter: (Propaganda del marxismo-leninismo-comunismo). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri dell’ideologia marxista o dei partiti comunisti del Novecento, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito … ». Così un altro ben noto gesto “inequivocabilmente legato alla retorica” (utilizzo le parole di Fiano) di altra ben nota ideologia, potrebbe diventare anch’esso oggetto delle attenzioni della legge, per non parlare poi delle magliette con i volti di Lenin o del Che, dei gadget ecc.! E che dire di “Fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andare, a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell’avvenir”!?
Quando si sfondano certi muri, poi mai si sa dove si andrà a finire o a sbattere!
Le pericolose ideologie illiberali, cari politici, non si combattono con il Codice penale, ma con una buona, partecipata e, per quanto possibile, virtuosa politica, con la corretta conoscenza e diffusione della storia “senza se e senza ma” e con la cultura, una cultura aperta al confronto e non presuntuosamente di parte.
Quasi sicuramente in un Paese davvero efficiente, ben governato, e – perché no? – anche realmente, convintamente e non retoricamente solidale, i rigurgiti fascisti sarebbero confinati a quattro nostalgici e qualche ultras. Invece, in questa nostra malridotta Italia, così anche grazie alla sua politica “democratica”, siamo tornati, proprio secondo Fiano, alle condizioni del 1919!!!
Mi scusi, Presidente, ma ha in mente il fanatismo delle camicie nere al tempo del fascismo, da cui un bel giorno nacque questa democrazia che a farle i complimenti ci vuole fantasia?”, cantava il grande Gaber! Non aveva torto.