“ORISTANO E OLTRE” PARLA DI “ORISTANO EST”: PREOCCUPAZIONI PER I RITARDI DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE (ADRIANO SITZIA)

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Ieri sera, nella saletta di via Carlo Meloni 2a (scuole elementari di via Solferino), si è svolto, a cura dell’Associazione “Oristano e oltre”, un incontro-dibattito sul progetto “Oristano est”. Un appuntamento interessante soprattutto per sapere e capire qualcosa in più riguardo a questa grossa iniziativa, che, forse per la prima volta ad Oristano, mira ad affrontare con una pianificata riqualificazione urbana ad ampio raggio e respiro le problematiche relative ad una parte della città, fino ad oggi marginalizzata se non proprio dimenticata.
Dopo l’introduzione  dell’ex presidente del Consorzio industriale e del SIL-Patto territoriale Antonio Ladu, attuale presidente di “Oristano e oltre”, è stato il socio Gianni Pernarella, ex funzionario del Banco di Sardegna, ad entrare nel merito di “Oristano est” con particolare attenzione agli aspetti finanziari e del fondo Cre.O.
Il 5 settembre scorso – ha esordito Pernarella – ho presenziato alla riunione delle commissioni comunali competenti sulla materia, rimanendo in certo qual modo deluso. Credevo infatti che a oltre due mesi dall’entrata in carica, i nuovi amministratori avessero avuto tempo e modo per acquisire un’adeguata conoscenza della pur complessa materia. Invece da questa riunione ho tratto l’impressione che, soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti, si fosse ancora in una fase preliminare. E questo, anche per l’incombere delle scadenze, non può non preoccupare”. Da qui il suo appello perché “i cittadini stiano col fiato sul collo di chi gli amministra”, perché questa è una grande opportunità per la città, un’opportunità che non si può perdere.
Pernarella ha poi riassunto quelli che sono gli aspetti tecnici e, soprattutto, finanziari alla base di “Oristano est”, sottolineando lo sforzo fatto dalla precedente Amministrazione per partecipare in tempo utile al bando nazionale, proponendo caratteristiche innovative tali da consentire ad Oristano di entrare nei primi 24 progetti a finanziamento immediato.
Le cifre in ballo per quanto riguarda gli investimenti nei lotti funzionali sono di circa 34,5 milioni di euro, di cui oltre 17 milioni statali e 16,5 privati. Ad essi vanno sommati gli investimenti produttivi attivabili attraverso il fondo Cre.O, stimabili in addirittura 8 milioni di euro. Su quest’ultimo aspetto Pernarella ha dedicato buona parte del suo intervento, sviscerando i passaggi finanziari – in particolare il credito “rotativo” – di questo sistema di piccolo finanziamento per imprese, start-up, interessate a operare in questa parte della città, ma anche esponendo i suoi dubbi sulle modalità di utilizzo previste.
Dal punto di vista delle opere in progetto, vale la pena ricordare che sono previsti 23 lotti funzionali, 10 interamente finanziati con fondi pubblici, 10 privati e 3 “misti”. Tra essi risaltano la “sistemazione a parco urbano e rigenerazione dell’area RFI-FS”, per la quale sarebbero disponibili 6 milioni e l’ormai famoso “social housing” di via Lepanto, per il quale l’investimento sarebbe di circa 6,5 milioni.
Concludendo il suo intervento Pernarella ha ribadito le sue preoccupazioni per lo stallo in cui è oggi il progetto “Oristano est”: le carte sono pronte, i progetti pure, ma sono ancora ad Oristano, che rischia così di perdere una grande occasione.
Simile preoccupazione è stata espressa un po’ da tutti gli altri intervenuti. Tra essi Luisa Corriga, Giuseppe Puddu, Francesco Federico, Roberta Manca e Alessio Putzu. L’invito conclusivo è stato quello di attivarsi per sensibilizzare amministrazione e cittadini sull’importanza di “Oristano est” e dunque sulla necessità di fare in fretta – prima, fondamentale scadenza la prossima settimana! – per non perdere anche questo autobus. Gli altri non aspettano!
Una riflessione finale: sulla rilevantissima portata di questo progetto credo che nulla si possa obiettare. E’ stato certamente il lascito più rilevante della precedente Amministrazione di sinistra, e può dare alla città davvero nuova linfa. Ma, d’altro canto, non si possono tacere gli aspetti più controversi di questo progetto, invero rimasti ieri un po’ ai margini della discussione, alcuni dei quali forse imputabili ai tempi stretti imposti dal bando nazionale, che potrebbero aver impedito quell’approfondimento con e nella città necessario per giungere a soluzioni il più possibile partecipate e condivise. Tra essi proprio il già citato
social housing di via Lepanto, un progetto di “corposo” insediamento a dir poco incomprensibile in quel contesto e che nella stessa allora maggioranza di sinistra aveva suscitato non poche posizioni contrarie. Ma anche altri pezzi di questo puzzle (recupero ex Ente Risi, recupero ex mattatoio, ecc. ecc.) soprattutto per l’indeterminatezza delle destinazioni finali – e quindi dei gestori – e l’insufficienza dei capitali disponibili, fanno temere l’allungamento dell’elenco delle incompiute oristanesi.
Quesito conclusivo: vogliamo gettare via l’acqua sporca con il bambino? La risposta più logica dovrebbe essere “no”. Speraus.