FATTI PIU’ IN LA’ UH UH (ADRIANO SITZIA)

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I partiti – disse qualche tempo fa un leader politico tuttora in auge – si stanno liquefando … Si stanno liquefando in questa diarrea politica“. Ora, a parte il gerundio e l’infelice riferimento alla cacaiola, proprio alla luce di diversi recenti accadimenti politici europei, romani e anche cagliaritani, quel vulcanico leader tutti i torti non aveva. D’altronde un altro venerando leader politico, anch’egli nonostante tutto sempre in sella, definì ormai molti anni addietro la politica come un teatrino, espressione che indica in modo particolare lo spettacolo di marionette e burattini.
Certo, in assenza di veri soggetti politici democratici, con una democrazia sempre più formale e sempre meno sostanziale, con una società anestetizzata dalle tante chiacchiere a vanvera propinatele ora dopo ora dai mass media e, soprattutto, presa dai mille problemi e difficoltà quotidiane, non si può certo pretendere grande qualità e grandi novità da chi viene eletto o, meglio, cooptato nelle assemblee legislative e amministrative o a reggere le braghe sfondate di quegli ectoplasmi che qualcuno chiama ancora “partiti”.
La vicenda tragicomica dell’ennesima nuova legge elettorale nazionale è la conferma di tale disastro. Ma non scherzano neppure i travagliatissimi iter di alcune “riforme” che l’attuale maggioranza in Regione sta tentando di portare al traguardo: quella urbanistica, quella della rete ospedaliera ma anche quella elettorale per l’introduzione della doppia preferenza di genere in vista dell’appuntamento col voto del 2019.
Su questa presunta grande “innovazione” che peraltro reintroduce surrettiziamente la preferenza multipla, tanto avversata da coloro che vi avevano visto la causa principe della scarsa qualità etico-morale della nostra politica, mi sono già espresso negativamente a proposito delle recenti Comunali. Da inguaribile democratico continuo a sostenere la totale libertà dell’elettrice/elettore nell’esercizio del voto. Diverso è il discorso riguardo alla selezione della classe dirigente in base a impegno, merito e qualità: per arrivarci realmente servono risposte legislative di vera, concreta riforma dei partiti, puntando per esempio all’effettiva “contendibilità” delle cariche e delle candidature più importanti. Riforme che con l’attuale gestione della politica sono e resteranno solo utopie.
Invece per qualcuno, anzi qualcuna, l’introduzione della preferenza di genere pare essere la madre di tutte le battaglie democratiche, la svolta palingenesiaca, la rivoluzione copernicana del XXI secolo per quanto riguarda la politica. Sentite questo passaggio: “
La via della libertà e della partecipazione si respira difficilmente con i polmoni atrofizzati. Ma, d’altra parte, per ridare ai polmoni uno sviluppo normale e una piena funzionalità, non è stato mai trovato altro mezzo che far loro respirare quell’aria“. Questo è forse il passaggio più efficace di un articolo pubblicato ieri proprio a proposito dell’indispensabilità per tutte le donne di questa riforma, traguardo finale delle loro grandi – e sacrosante!!! – battaglie combattute per l’emancipazione. Eppure, basterebbe vedere il pesante quanto crescente aumento dell’astensionismo dal voto e lo stesso crollo della militanza partitica oltre che dell’interesse verso la politica, per capire che ad essere atrofizzati sono i polmoni della democrazia occidentale, intesa proprio come modello, e non solo quelli delle donne. La “cittadinanza attiva” femminile, alla quale si fa riferimento nell’articolo e che non può essere ridotta al solo “elettorato attivo”, andrebbe esercitata per difendere anzi per accrescere gli spazi di democrazia e di effettiva ed efficace partecipazione, non solo – e non tanto – per favorire l’ascesa di qualche aspirante o rampante “onorevola”.
Un giorno chiesero a Lauzi perché tutte le canzoni che scriveva erano tristi: “perché quando sono allegro esco”, rispose il bravo cantautore genovese. Ecco, più o meno allo stesso modo si comportano in numero crescente i cittadini: perché guastarsi l’umore andando a votare i soliti noti o le solite note (stonate)!?