NAZIONALE DI CALCIO E PAESE ITALIA: MOLTE ANALOGIE (ADRIANO SITZIA)

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FIFA World Cup 2018 qualification playoff: Italy vs SwedenSecondo alcuni, il calcio in quanto sport nazionale italiano, può essere considerato anche specchio del Paese e della sua condizione. Ebbene, dopo aver visto i 180 minuti dello spareggio mondiale con la Svezia – certo non una grande squadra! – ed il loro nefasto verdetto, ne dovremmo trarre la conclusione che l’Italia tutta proprio bene non sta, nonostante gli annunci, invero sempre meno convinti, di ripresine varie.
In effetti, a ben guardare, le analogie tra lo stato (comatoso) del nostro calcio e quello (anestetizzato) del Paese non mancano. Pensiamo a calcio e politica, non a caso da sempre molto interessata allo sport pedatorio: grande confusione, poca qualità per di più utilizzata male, troppi (ta)vecchi, tanti sopravvalutati, tanti “montati”, supponenza ed arroganza a iosa. Così come nella politica anche nel calcio sempre più persone, incluso qualche addetto ai lavori, sostengono che mancano buone scuole, che bisogna ripartire dalle scuole, che bisogna tornare alla formazione di giocatori, ai fondamentali, che occorre rifondare i settori giovanili e valorizzare le “periferie”. Del resto, nel calcio come nella politica, non ci sono più quei luoghi – campetti e sedi di partito – dove, come si faceva una volta “quando gli uomini avevano la coda”, si andava a giocare o a fare politica per passione e piacere, dove il ragazzino, magari con due barattoli sfondati come porte e palloni sgonfi e rovinati dal troppo uso, scaricava la propria esuberanza giovanile in interminabili partite. Oggi anche i campi devono essere politically correct, come le divise, le scarpe, le mutande … E guai a steccare! Infatti le maestrine del “non mi toccheti che mi cagheti” sono lì pronte con l’indice teso a censurare ogni suono sgradito!
Pensate al povero Pochesci e al lancinante scandalo da lui causato nei delicati animi dei nostri benpensanti “sans frontieres”. Nessuno ha giudicato ciò che ha detto, ma come lo ha detto! Eppure le cose che dice in maniera poco raffinata il tecnico della Ternana, tanti le pensano!!! Forse sbagliando, perché il problema della crisi del nostro calcio è quello della crisi dell’atletica, del basket, del ciclismo, del tennis ecc., perché in Italia lo sport – così come la stessa cultura – rischia di non essere più materia scolastica, ecc. ecc.
Anche il limite degli atleti non all’altezza e poco combattivi non è di oggi. Una sola domanda: ve la ricordate Italia-Svezia degli ultimi Europei? Una partita bruttissima, risolta solo sul finale da un gol mi pare di Eder. Beh, avete visto differenze tra la qualità e il carattere dell’Italia di questo spareggio e quella di un anno fa? Credo di no, anzi la rappresentativa azzurra vista ieri a San Siro qualche giocata e giocatore decenti li ha pure fatti vedere. Ma un anno fa tutti a lodare il carattere di quella Nazionale, paurosamente scarsa, e del suo tecnico!!! Gli stessi che poi hanno fatto le barricate contro la Germania.
Senza entrare nel discorso tecnico, che non mi compete, quale potrebbe essere stato l’errore principale di Ventura? Secondo me quello di aver tentato di far giocare l’Italia da grande del calcio! Ma per essere “grandi” occorre prima crescere.