TERMODINAMICO: A CHE GIOCO STIAMO GIOCANDO? (ADRIANO SITZIA)

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davCredibilità: la politica deve riacquistare credibilità! Già, quante volte abbiamo sentito e magari pronunciato questo auspicio. Purtroppo senza grandi risultati. Perché la politica è prima di tutto un’arte, un mestiere, per alcuni – i più addentro – un gioco d’abilità, in cui un ruolo decisivo lo “gioca” – appunto! – l’astuzia, la scaltrezza, la furberia. Poi per arrivare ad essere dei “campioni”, dei “fuoriclasse”, bisogna eccellere anche nel funambolismo. Il tutto a scapito ovviamente della tanto agognata – ma da chi? – credibilità.
Ora stamattina, scorrendo le pagine locali della “Nuova” mi imbatto in un’intervista di Roberto Petretto all’ad della società titolare del progetto “San Quirico”, Hans Peter Hochkofler. In essa il dirigente altoatesino naturalmente non fa altro che difendere a spada tratta il suo progetto contro le (presunte) speculazioni e la (presunta) disinformazione. “Una centrale a biomasse – dice tra l’altro – è come una pala eolica da 3 megawatt. Piccolissima che più piccola non si può“. Poi accenna ai posti di lavoro “in un territorio dove c’è grande disoccupazione” ecc. ecc. …. Insomma avete capito: tutte cose già sentite, anche se non con accento absburgico.
C’è però un passaggio (v. foto) virgolettato – attenzione! – a proposito dell’attuale Sindaco e quindi della sua amministrazione, che ha lasciato me e non soltanto me di stucco mettendoci di fronte al difficile quesito: sarà mica un barbatrucco!? In sostanza, Lutzu, avrebbe una posizione ufficiale molto critica nei confronti del progetto soltanto perché,  quando venne siglato l’accordo con il Comune, era all’opposizione. Ma in privato, a quattr’occhi – lenti escluse – “mi ha detto che non ha nulla contro il progetto“, ha affermato Hochkofler!!!
Eh!? Cioè? E’ uno scherzo, vero?
Vi faccio solo una domanda: di fronte ad una persona che vi tira in ballo in questo modo voi come avreste reagito?  Io tento di rispondere mettendomi nei panni di un Sindaco, che, oltretutto all’indomani di un pronunciamento ufficiale (chiaro anche se non proprio forte forte come avrebbe dovuto essere) del suo Consiglio comunale, per di più fatto assieme ad un altro Sindaco e ad un altro Consiglio comunale, viene così clamorosamente messo … in difficoltà dalla controparte! Cosa avrei fatto? Io, appena lette queste dichiarazioni, avrei senza indugio convocato una conferenza stampa oppure avrei pubblicato una nota ufficiale per smentire tutto e preannunciare ulteriori azioni a tutela dell’immagine mia, dell’Amministrazione e dell’ente (tanto più di fronte a chi a sua volta minaccia ricorsi giudiziari per danni in caso di esito negativo della sua – e sottolineo “sua” – intrapresa). Questo – almeno fino alle 17.59 – mi consta non essere ancora avvenuto. L’ing. Lutzu è persona notoriamente calma, cauta e prudente nelle reazioni. Magari attende di consultare la propria maggioranza e quindi di agire sulla base delle indicazioni che da essa riceverà. Attendiamo.
Restano però inequivocabili queste parole di Hochkofler. Parole che peraltro traducono perfettamente quella che, in fondo, è un’idea molto diffusa della politica: che la stessa sia un qualcosa di duttile, di semiserio, alla “tarallucci e vino” per intenderci, dove perfino il codificato significato delle parole viene sofisticamente sfumato, artatamente reso evanescente, o, come dicono quelli del settore, “contestualizzato”. Del tipo appunto “sì, sì, è vero l’ha detto, ma non parlava sul serio dai: era in campagna elettorale, doveva prendere voti!”.
Speriamo che almeno in questo caso la politica oristanese smentisca tale opinione e chi la sostiene. Speriamo davvero!