“CASETTE” DI VIA LACONI: UN PO’ DI CHIAREZZA [ADRIANO SITZIA]

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Dunque, quella “periferia strana” – così l’ha definita un organo di stampa – di Corea ce l’ha, secondo qualcuno, con le persone in difficoltà, con chi ha perso la casa, “dorme in auto o in edifici diroccati”; con chi ha urgente bisogno di aiuto. Insomma c’è l’ha con il suo prossimo! Davvero?
Tutta questa sicumera interpretativa, implementata da interviste, pistolotti e il conforto di vip locali che “inorridiscono” di fronte a cotale insensibilità e agli egoisti quanto anonimi “fomentatori d’odio” (sic!) che scrivono e recapitano a domicilio oscuri volantini, traduce così il fatto che un’intera zona, appunto quella “periferia strana”, sta – legittimamente!!! – dicendo che non gradisce avere dei prefabbricati, delle amovibili casettine di legno – di legno!!! – in una posizione non certo invidiabile, a prescindere dalla loro destinazione d’uso. Anzi, per essere più chiari, i famigerati “vicini stanziali” – una delle “brillanti” definizioni utilizzate – non dicono che non vogliono strutture per accogliere chi ha bisogno; dicono che non vogliono soluzioni precarie, come le tre “casettine in legno”, infilate e impilate in un lotto “particolare” – vedere per credere – e piuttosto angusto (i 18 metri di “prospetto” sono più teorici che reali). Dicono “no” a soluzioni “emergenziali” dettate solo dalla disponibilità di un finanziamento – dai bandi annuali del cosiddetto fondo UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) – di qualche decina di migliaia di euro, che altrimenti andrebbe perduto.
Tale finanziamento è stato ottenuto attraverso un progetto della precedente Amministrazione, che – vale la pena ricordarlo – aveva altri scopi e altra destinazione, e che ora è stato rimodulato dall’attuale Giunta, con tutte le problematiche insite nei cambiamenti, nelle rimodulazioni per così dire, in corso d’opera.
Last but not least (!!!), questa soluzione, che prevede le casettine prefabbricate lignee di 28 mq, rischia di lasciare in eredità ai “vicini stanziali”, nemmeno tra molti anni, l’ennesima “porcheria” urbanistica; una porcheria che andrebbe ad aggiungersi al già ricco campionario attualmente ben visibile a chiunque interessi vederlo.
Allora, si vuole realizzare una casa-alloggio, si vuole mettere a disposizione di chi ha bisogno un alloggio temporaneo, appartamenti o locali idonei??? Perfetto!!! Si realizzi. Anzi, proprio in “Corea” ci sono diverse case da tempo disabitate, che magari potrebbero essere recuperate ed utilizzate a questo scopo, creando una cosa fatta bene e in grado di rimanere valida nel tempo. Perché non pensarci? E perché non cominciare – questa Amministrazione, che sta iniziando il suo percorso, oggi può farlo molto bene – ad impostare una politica a medio-lungo termine che affronti questo problema, innegabilmente serio ed importante?