“GIOVANI E IMPRESA” NELLE SCUOLE DI ORISTANO [ADRIANO SITZIA]

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Ieri ed oggi, presso gli istituti superiori “Mossa” e “De Castro” di Oristano si è tenuta la prima – e speriamo non ultima – edizione di “Giovani e impresa”, una “due giorni” di incontri dedicata ai ragazzi delle superiori che si accingono a fare scelte determinanti per il futuro, che non è né può essere soltanto il loro. Infatti dagli studenti di oggi verrà la classe dirigente oristanese del futuro, chiamata a dare un po’ di speranza alla realtà locale sempre più depressa.
Per fare un bilancio della manifestazione non potevamo non sentire il suo ideatore, Umberto Marcoli.

– Sembra che questi incontri abbiano raggiunto lo scopo: aprire ai ragazzi una finestra sul complesso, difficile mondo dell’impresa e sulle possibilità che esso apre.
Sono molto soddisfatto perché ho visto i ragazzi attenti durante tutte le relazioni, alcune delle quali non facili da seguire, perché tecniche. Colgo l’occasione di ringraziare i dirigenti scolastici, professori Tilocca e Meloni, che hanno voluto, accolto e reso possibile questa iniziativa, i docenti che l’hanno sostenuta, gli amici che con me l’hanno organizzata, i relatori, bravissimi, e tutti gli studenti, che sono stati molto partecipi. Non c’è miglior incoraggiamento di questo per proseguire.

– Ok. Ma a parte le doverose sviolinate, dici qualcosa di più sul significato di un’iniziativa come questa.
Come ben sai, il grande problema sardo e oristanese in particolare, è quello dello sviluppo, di cui però si parla sempre in termini generici e quasi che debba cadere come la manna dal cielo. Ma non funziona così! Bisogna mettere lo sviluppo al centro dell’attenzione, per capire perché qui non ci si riesce, trovare le opportune soluzioni e nel contempo stimolare le persone, ad iniziare proprio dai ragazzi a guardarvi con molto interesse ed attenzione, perché senza sviluppo non può esserci futuro, né per Oristano né per i suoi ragazzi.

– E quali sarebbero le cure, gli ormoni della crescita da usare?
Intanto ci vuole una politica che metta al primo posto lo sviluppo, puntando tutto su di esso e innanzitutto facendo funzionare ciò che c’è a cominciare dalla macchina amministrativa. Bisogna saper spendere, spendere per ciò che serve, finanziare i progetti togliendosi le bende e aprendo bene tutti gli occhi, stimolare e incentivare le proposte imprenditoriali locali che puntino sulla valorizzazione delle risorse del territorio o su una vera innovazione, non sulle solite patacche della serie “pinta la legna e portala in Sardegna”, che ci vengono puntualmente rifilate.

– E i giovani?
I giovani, i ragazzi devono essere i protagonisti di questa lotta per lo sviluppo. Ma per poterlo essere devono prima di tutto conoscere, accedere a tutte le informazioni, conoscere quello che fanno gli altri. Conoscere le lingue straniere, confrontarsi con il mondo esterno. Ecco il perché di un’iniziativa come questa. Bisogna stimolare tutto questo.

– I giovani saranno anche i politici del domani …
Appunto. A maggior ragione bisogna farlo. Se oggi i ragazzi si confrontano a mente aperta con questo fondamentale tema, lo sviscerano, lo approfondiscono, stai tranquillo che domani i risultati ci saranno!!! E avremo una classe dirigente ben diversa dall’attuale!

– Scusa, ma, secondo te, la classe politica di oggi non conosce la situazione?
Non farmi parlare!!!

– In conclusione, ci sarà una seconda edizione di “Giovani e impresa”?
Penso proprio di sì e spero di riuscire a fare anche altro! Solo così qui da noi le cose possono cambiare. Ma diamoci da fare tutti quanti.