CALCIO E POLITICA TRA MUNUS ED EROS [ LUCA PERDISCI]

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La nobile ed antica storia della Polisportiva Tharros anche questa volta sembra essere uscita indenne dall’ennesima crisi societaria che, riverberandosi nella carenza di risultati sportivi, ha fatto sprofondare nell’ultimo posto in classifica della Prima categoria – già di per se di bassissimo livello – una società che si è sempre collocata al vertice del calcio dilettantistico sardo. Oggi, come in altre circostanze, si esce da una situazione molto difficile, attraverso le risorse economiche messe a disposizione da un imprenditore locale che, peraltro, mi dicono essere affidabile e seriamente intenzionato a prendersi cura della Tharros. Rimane, purtroppo, il fatto che ci si trova di fronte alla oramai conclamata impossibilità per qualsiasi sodalizio sportivo di reggersi attraverso il contributo diffuso di un sistema locale di professionisti, imprenditori e sostenitori appassionati, come accadeva sino a qualche decennio fa, e che consentiva di coltivare con continuità e stabilità le intraprese sportive. Questo fenomeno connota non solo lo sport oristanese ma più in generale quello nazionale, e pur essendo già stato sociologicamente studiato ed anche censurato, la sua forza inerziale è tale che niente sembra poterlo sovvertire. Allora in queste poche righe preferisco rivolgere lo sguardo tra le pieghe di questa vicenda dove ritroviamo figure di sportivi autentici, e mi viene da dire, di uomini autentici, capaci proprio per questo di stimolare una riflessione che va al di là del fenomeno strettamente sportivo.
Chi negli ultimi tempi ha seguito le cronache locali sa che dell’ultima crisi della Tharros si è occupato il Comune di Oristano, il quale con una iniziativa, direi, poco ortodossa sul piano giuridico, ma certo efficace nella sostanza, ha attribuito ad un noto dirigente sportivo oristanese, Bruno Corona, le funzioni di Commissario straordinario della società, con il compito di reggerla ad interim e di individuare nuovi soci finanziatori a cui affidarla, non prima di avere elaborato un nuovo testo statutario. Incarico che egli ha, da par suo, diligentemente e tempestivamente svolto rinvenendo il nuovo socio finanziatore di cui si è detto. La solida amicizia che mi lega a Bruno mi ha portato a domandargli cosa lo inducesse, alla soglia degli ottantanni, a farsi carico di questa ennesima “grana”. La sua risposta pur non sorprendendomi non mi è scivolata addosso: “lo faccio per la Tharros” mi ha detto, soggiungendo “anche tuo padre in una situazione come questa si sarebbe comportato nello stesso modo”. Ed in effetti è proprio così. Anche mio padre, Giorgio, o altri dirigenti sportivi oristanesi di un epoca oramai al tramonto, penso con affetto ad Ottavio Lombardi o ad Egidio Mulas, scomparso pochi giorni fa, lo avrebbero fatto, e non in quanto indotti ad immolarsi eroicamente per un ideale, o perché succubi di una passione che, come tale, conduce a patire e cioè a soggiacere al cospetto di qualcosa che coarta e sovrasta, ma in quanto avvinti in una vera e propria relazione amorosa con lo sport, con il calcio e con la propria città. A costoro, credo, si debba qualcosa di più che la semplice gratitudine poiché le loro condotte sono tra i pochi antidoti di fronte ad un nichilismo imperante, in forza del quale tutto ciò che si relaziona a noi, comprese le società sportive, i partiti politici, le associazioni e le istituzioni quali che siano, è visto come mero strumento da impiegare e piegare per il soddisfacimento di un nostro cinico e personale interesse. Le mie considerazioni, non possono in questi tempi di campagna elettorale non estendersi alla politica ed alle folte schiere di politici che si contendono il seggio nel Consiglio Regionale. A questi, in fondo, sarebbe già banalmente sufficiente ricordare che la meta agognata è un munus pubblico, vale a dire un incarico da svolgere non nel loro interesse ma nell’interesse generale dei cittadini. E tuttavia voglio spingermi oltre e, muovendo dagli esempi che ho inanzi portato, spero e auguro che a guidare ed ispirare la loro azione politica sia soprattutto Eros !