PIZZAROTTI AD ORISTANO PRESENTA “SARDEGNA IN COMUNE” [ADRIANO SITZIA]

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L’Emilia, come si sa, è la regione dei bolidi a quattro e due ruote, dei prelibati insaccati e dei … progressisti (una volta anche dei fascisti, ma questa ormai è solo storia). Uno di loro, uno dei più giovani, oggi ha portato voce e idee qui ad Oristano, nella sala di via Mariano IV: si è trattato del quarantacinquenne Federico Pizzarotti, primo sindaco pentastellato di un capoluogo di provincia, Parma, poi sospeso dal suo partito in seguito ad un avviso di garanzia per la vicenda delle nomine al Teatro Regio, dalla quale ne è uscito pulito. Vicenda questa che però lo ha portato, nel 2016,  ad abbandonare polemicamente il Movimento di Casaleggio e Grillo, a motivo della scarsa trasparenza dello stesso quanto a disciplina e democrazia interne.
Da allora Pizzarotti si è mosso autonomamente guadagnandosi la rielezione a Sindaco con una larga maggioranza di suffragi, e poi fondando un nuovo movimento politico “Italia in Comune”, uno dei molti cespugli che oggi vegetano nel podere progressista. Qui in Sardegna il partito pizzarottiano ha dato vita, insieme ai bersaniani, ai civatiani e ai radicali – i radicali!? – ad una civica regionale denominata “Sardegna in Comune” e schierata a sostegno di Massimo Zedda.
Di fronte ad una platea non particolarmente numerosa ma molto attenta, Pizzarotti, dopo la presentazione del responsabile regionale del suo partito, Maurizio Sirca, e gli interventi dei candidati oristanesi di “Sardegna in Comune” Annamaria Uras, Emanuele Cauli, Roberta Zaru e Francesco Federico (assenti Daniela Pintor e Umberto Cocco, al cui posto ha parlato il suo compaesano Peppino Canu), ha esposto il progetto di “Italia in Comune”: un progetto che contempera i tre diversi livelli, locale, nazionale ed europeo, perché “il discorso civico, per essere efficace e condizionare positivamente le politiche e le grandi scelte non può rimanere confinato entro il limes comunale, ma deve essere rappresentato in tutti i livelli istituzionali”. E la sua rappresentanza deve essere di qualità, facendo tornare dentro la politica tutte quelle persone – e sono davvero tante -, oggi schifate dalla “politica politicante”, che però la buona politica la fanno tutti i giorni, con i fatti, con il loro lavoro e con il loro impegno dentro le proprie comunità, nel volontariato, nell’assistenza, nello sport. Ecco perché occorre riaprire le sezioni, vero punto di contatto tra politica e territorio, tra azione amministrativa ed esigenze delle comunità. Ma occorre anche evitare il rischio di chiudersi nel proprio piccolo mondo, negli individualismi o nei nazionalismi, aprendosi invece alle relazioni, sentendosi europei.
Pizzarotti ha fatto riferimento anche alla vertenza latte, che in questi giorni sta infiammando il dibattito e le polemiche politiche sarde. Lo ha fatto ricordando la necessità di una seria ed efficace programmazione perché i nuovi mercati devono essere cercati e conquistati, per poi concludere citando il premio Nobel San Suu Kyi, secondo cui per costruire una società migliore servono innanzitutto persone corrette e responsabili in tutto ciò che fanno.
Ha poi fatto seguito l’intervento del coordinatore nazionale di “Italia in Comune”, Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri. Con uno stile davvero brillante questo trentacinquenne ingegnere informatico ha attaccato quella politica che ci ha portato a tale stato di cose ed alla scelta sempre più diffusa dell’antipolitica, chiedendo ai cittadini di non rinunciare ad esprimersi ma anzi di indignarsi di fronte allo spettacolo – effettivamente – indecente che la politica giorno dopo giorno ci offre. La politica ma in particolare l’attuale governo nazionale ed il suo maggiore azionista, M5S, i suoi rappresentanti ed i suoi improvvisati parlamentari. Il primo esempio citato da Pascucci è stata la nomina di Banfi all’Unesco, peraltro pare in seguito ad un fraintendimento – Banfi infatti era destinato all’Unicef – . Ma che c’azzecca il simpatico Pasquale Zagaria con l’Unesco o con l’Unicef?, s’è chiesto Pascucci. Risposta: niente! E così via con gli esempi (il parlamentare velista, le frescacce in buona fede, il ministro con le giubbe dei corpi di sicurezza dello Stato ecc.).
Il Sindaco di Cerveteri si è anche soffermato sulla tanto esibita battaglia – in particolare dei Grillini – contro i costi della politica (stipendi e vitalizi dei parlamentari ecc. ecc.): se uno fa un lavoro o porta avanti un ufficio deve essere retribuito per quello che fa, ancor di più se quel lavoro, compito, incarico ha dei costi importanti, come per esempio essere Sindaco di un Comune. Ma davvero i costi della politica si combattono eliminando i consigli provinciali o magari riducendo le indennità dei Sindaci, che già ora non sono un granché? Magari – ha continuato Pascucci – se invece di far eleggere in Parlamento uno che voleva continuare ad andare in barca a vela, fosse stata candidata una persona intenzionata e preparata a fare davvero il deputato, si sarebbero risparmiati due milioni di euro per rifare le elezioni sei mesi dopo!!! Questi sarebbero dei concreti tagli agli sprechi della politica!
Mi permetto una battuta e due righe di commento a ciò che ho sentito: ok Banfi con l’Unesco c’entra come le cipolle nel creme caramel. Io però vorrei porre una domanda: ma tutte queste sigle internazionali Unesco, ecc. ecc., dove tra l’altro transita un bel po’ di moneta con annessi stipendi, servono davvero? E la loro utilità giustifica il loro costo pagato da tutti noi?
Ho sentito anche stamattina accenni alla Costituzione (ma non allo Statuto sardo: un caso?): beh, dove sono le proposte “italcomunali” in materia di riforme dello Stato, delle Regioni, della macchina amministrativa, burocratica, sanitaria, giudiziaria, ecc.? Oppure questi giovani virgulti del nostrano new deal progressista pensano per davvero che tutto si risolva solo con oculate gestioni, presunte buone pratiche, ecc. ecc., lasciando tutto il resto (sic!) com’è sempre stato!?
Per crescere e guardare al futuro la Sardegna – a mio avviso – ha assoluta necessità di maggiori margini di manovra e dunque di più ampi poteri. Il problema sta nel come averli. Ma stamane di tutto ciò non ho sentito nulla. Purtroppo.