IL DEGRADO DELL’EX LAVATOIO [ADRIANO SITZIA]

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Ad Oristano si parla tanto e spesso di decoro urbano e, soprattutto, della valorizzazione del patrimonio storico, o, almeno, di quanto è sopravvissuto all’offensiva del tempo e dell’uomo. Se ne parla, è vero, ma quando si tratta di agire, le cose … cambiano. In questo senso un caso esemplare è quello dell’ex lavatoio di piazza San Martino, a ridosso del muro di cinta dell’ospedale civile. Si tratta di un edificio dal grande valore identitario, ma da tempo trascurato. In anni passati si è più volte parlato di una permuta con la ASL in cambio della parte (due piani) di quest’ultima nel Palazzo Paderi (angolo via Ciutadela de Menorca-via Carmine). Poi però non se n’è fatto niente, anche perché, nel frattempo, oggetto di permuta tra le due parti è diventato l’Hospice per malati terminali realizzato dal Comune su un terreno di proprietà ASL in viale Cimitero. Hospice, costato complessivamente oltre un milione di euro, ma ancora chiuso.
Alla fine del 2018 il Comune ha messo in cantiere, nell’ambito del programma regionale “LavoRas”, una serie di progetti di bonifica e/o riqualificazione di alcune aree verdi cittadine, tra cui il parco di San Martino e, con esso, proprio l’ex lavatoio (progetto “Giardini di Eleonora”). La speranza è che quanto prima si possa realizzare il programmato intervento per risolvere almeno parzialmente una situazione di grave ed annoso degrado in questa parte importante della città. Sempre in attesa di anni migliori.