ANCHE AD ORISTANO UNO SPAZIO PUBBLICO INTITOLATO A FALCONE E BORSELLINO [ADRIANO SITZIA]

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Anche Oristano avrà uno spazio pubblico dedicato agli eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nel 1992, a poche settimane di distanza l’uno dall’altro, per mano mafiosa insieme agli uomini e donne delle loro scorte, tra cui l’agente cagliaritana Emanuela Loi, nelle stragi di Capaci e di via d’Amelio. Lo ha stabilito ieri la Giunta comunale di Oristano, su proposta dell’assessore Licheri. Lo spazio individuato è, come recita la deliberazione di giunta, “l’area pubblica pavimentata ubicata in Silì, che si affaccia sulla via Martiri del Congo, e che immette a sua volta ai Giardini comunali della frazione”. A ricordare i due uomini dello Stato e le vittime di tutte le mafie, ci sarà anche una targa, che verrà sistemata su apposito piedistallo.
Un atto questo insieme doveroso e importante, a quasi trent’anni da quel drammatico e insanguinato 1992. Un atto che fa seguito alla recente intitolazione ad Umberto Erriu dei giardini tra via Messina e via Venezia e che potrebbe essere seguito da altre consimili azioni per esempio ricordando la figura di un altro magistrato, sardo, tragicamente scomparso ed oggi solo marginalmente ricordato: Francesco Coco. Procuratore generale della Repubblica di Genova, ma originario di Terralba, dove era nato nel 1908, l’alto magistrato fu assassinato l’8 giugno del 1976, a Genova, all’ora di pranzo mentre stava rincasando. Con lui caddero sotto il fuoco dei brigatisti rossi un altro nostro corregionale, l’appuntato dei carabinieri Antioco Deiana, 40 anni, nativo di Ardauli, e il brigadiere di PS Giovanni Saponara, 42 anni, originario di Salandra (Matera), entrambi assegnati alla sua scorta.
Una carriera prestigiosa quella di Francesco Coco, spesso definito personaggio scomodo in quanto magistrato inflessibile oltre che profondo ed acuto giurista. In occasione del sequestro del collega Mario Sossi (aprile – maggio 1974), si oppose in ogni modo allo scambio tra lo stesso Sossi e otto terroristi del Gruppo “XXII ottobre”, all’epoca detenuti. E questo gli costò la vita. Ancora oggi non è chiaro chi abbia portato a termine l’agguato terroristico.