AMMINISTRATIVE SARDEGNA: CAGLIARI E ALGHERO AL CENTRODESTRA, SASSARI NO! VISTOSO CALO DELLA PARTECIPAZIONE AL VOTO [ADRIANO SITZIA]

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Quando si ha a che fare con i risultati delle Comunali, non è mai facile raggruppare con leggerezza i dati, per il peso preponderante degli aspetti locali su tutto il resto. Tuttavia un dato comune salta subito agli occhi ed è una conferma: la crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della partecipazione al voto, ossia della politica. Eloquenti i numeri delle due principali città sarde: a Cagliari hanno votato 69282 cittadini su 133969 iscritti alle liste elettorali (51,71 %), mentre nel 2016 erano stati 80917 su 134408 (60,2 %); a Sassari 59363 su 108510 aventi diritto (54,71 %) con un calo di oltre 9 punti rispetto al 2014, quando aveva votato il 63,8 % degli iscritti. Meno vistoso ma ugualmente importante il calo dei votanti anche ad Alghero, mentre a Monserrato hanno votato poco più di 9000 elettori su 17697. E la politica che dice? Niente, preferisce leggere le percentuali, più facilmente “addomesticabili”.
Per quanto riguarda invece i risultati, il Centrodestra si riprende, senza ballottaggio, Cagliari con Paolo Truzzu, che ottiene quasi 34000 preferenze (50,12 %) rispetto alle 25300 prese da Massidda nel 2016. Va ancora meglio la sua coalizione che ottiene 34114 voti: 7597 Fratelli d’Italia, 6238 il Partito Sardo d’Azione (erano 5007 nel 2016), 5186 i Riformatori, 3539 la Lega, 3441 FI (nel 2016 Forza Cagliari ne prese 5823).
Tuttavia il Centrosinistra, pur perdendo le elezioni, non crolla: Francesca Ghirra infatti ha preso 32351 voti (47,78 %), mentre le tre liste che l’hanno sostenuta, hanno portato a casa 29689 voti: il Partito Democratico ne ha ottenuto 10595 (16,3 %), Sardegna in Comune 5474, Campo Progressista 4726. Certo nel 2016 la musica era stata meno cupa: Zedda, oggi consigliere regionale, prese quasi 40000 voti ed il PD 13735 (19,25 %). Ma era un’altra epoca. Oggi i soggetti politici progressisti stanno tentando di (ri?)generare un settore del quadro politico che, solo un anno fa, era ridotto a pezzi, per cui il risultato cagliaritano – ed ancor più quello sassarese! – sono salutari boccate d’ossigeno.
Vale la pena di ricordare che nel 2016 anche M5S era presente con un suo candidato a Sindaco, Maria Antonietta Martinez, che ottenne 7278 voti (9,28 %), un migliaio in più della sua lista.
A Sassari, città dove invece tra due settimane ci sarà il ballottaggio, il candidato a Sindaco del Centrosinistra, Brianda, vince questo primo turno, avendo ottenuto 19570 consensi (34,00 %), 2000 in più (17555, 30,5 %) del professor Campus, stavolta alla testa di una coalizione civica e che sarà il suo competitor fra 14 giorni. Ennesimo tonfo invece per il centrodestra sassarese, il cui candidato, Mariolino Andria, si è fermato a 9376 voti. Evidentemente il ricompattamento delle sue sigle ufficiali, che nel 2014 s’erano presentate in ordine sparso (almeno tre candidati), è servito a poco.
Vede crescere i suoi consensi il Movimento 5 Stelle, che ripresentava lo stesso candidato di cinque anni fa, Maurilio Murru. Murru ha avuto quasi 8300 voti (14,4 %), rispetto agli 8042 del 2014, quando la sua lista ne ottenne 7472 (11,33 %), mentre ieri ne ha preso 7708 (13,8 %).
Gli altri tre candidati a Sindaco presenti a queste Comunali, insieme hanno ottenuto oltre 2700 consensi.
Ovviamente impietoso, soprattutto per alcune forze politiche, è il confronto con il 2014, allorché per esempio il candidato a Sindaco PD Nicola Sanna ottenne 43833 voti ed il suo partito 19205 (ieri sono stati 10917)!!! In questo senso è addirittura rumorosamente impressionante il crollo di Forza Italia, passata da 5140 voti a … 694 (pericolo d’estinzione)!!! La Lega ottiene un discreto ma non eclatante 6,3 %, mentre il PS d’Az raggranella 1599 (2,87 %), in leggera crescita (313 voti) rispetto al 2014, allorché aveva presentato un suo candidato a Palazzo Ducale, Antonio Cardin.
Per quanto riguarda Alghero netta è stata la vittoria del ricompattato Centrodestra, il cui candidato a Sindaco, Mario Conoci del PS d’Az., ha ottenuto 12000 voti (53,1 %), per cui non ci sarà bisogno del turno di ballottaggio. Le liste moderate hanno addirittura fatto meglio: 12600 voti, con Forza Italia che, in controtendenza rispetto all’andamento generale, vince la gara interna con le sue 2766 preferenze (12,5 %), precedendo Lega, Noi con Alghero, UDC e PS d’Az., fermatosi al 5,42 % (1196 preferenze), con un leggero incremento rispetto al 2014 (allora i voti furono 996, 4,2 %). Ma il vero grande sconfitto è il candidato progressista Mario Bruno, sindaco uscente, fermo a 7216 consensi, quasi mille in meno del 2014, allorché però era stato sostenuto da una coalizione centrista imperniata sull’UPC e l’UDC! Questa volta a “portarlo” oltre alla sua civica e a Sinistra in Comune c’era pure il PD, che ha ottenuto 1782 voti e l’8,07 %. Nel 2014 il candidato democratico Enrico Daga prese 3185 voti pari al 13,45 %.
Infine il candidato a Sindaco per i grillini, Ferrara – il consigliere pentastellato più votato alle scorse Comunali – ha ottenuto 3384 voti, sfiorando il 15 %, mentre nel 2014 l’allora aspirante primo cittadino Graziano Porcu si era fermato a 3224 (13,4 %). Dunque una lusinghiera affermazione personale, quella di Ferrara, evidenziata dai 929 voti in meno presi dalla sua lista (percentuale dell’11,12), in calo anche rispetto a cinque anni fa, quando ne prese 2860 (12,08 %).
Uno sguardo a Monserrato, dove, pur non ottenendo l’elezione diretta, il Sindaco uscente Tomaso Antonio Locci ha comunque preso un notevolissimo 48,8 % (4293 voti), doppiando la seconda della graduatoria, la democratica Valentina Picciau fermatasi al 23,65 % (2081 voti). Un risultato questo ancor più eclatante se si pensa che, nonostante il calo della partecipazione al voto (quasi 1300 elettori in meno rispetto al 2014), Locci ha ottenuto 400 voti in più, e la sua civica Monserrato Libera addirittura 900!
Male invece il Centrodestra la cui candidata, Maria Caterina Argiolas, strappa il 15,06 % (1325 voti), mentre Gian Franco Vacca di M5S ottiene 1099 preferenze (12,49 %), 250 in meno rispetto al candidato 2014 Adriano Cossa.
Tirando qualche somma di queste Amministrative sarde, si può affermare con qualche ragione che l’onda lunga del Centrodestra non sembra avere lo stesso impeto di quattro mesi fa; che la frana del Centrosinistra sta rallentando; che M5S, dove riesce a presentarsi, non sfonda, attestandosi sempre attorno ad un non proprio esaltante 10 %. Dei partiti identitari, almeno a livello locale, e con l’eccezione del Partito Sardo d’Azione, non c’è traccia!
Infine eccoci ai quattro Comuni della nostra provincia, i cui cittadini sono stati chiamati a rinnovare le loro Amministrazioni. Iniziamo da Bosa, dove è stato eletto Sindaco Pier Franco Casula – un ritorno il suo, essendo già stato eletto primo cittadino nel 2009 -, che ha ottenuto 1931 voti (43,10 %). Casula, sostenuto dal Consigliere regionale dei “Riformatori” Alfonso Marras, ha distanziato nettamente i suoi tre avversari, nessuno dei quali ha superato la soglia “psicologica” del 30 %. Da segnalare qui l’assenza del Centrosinistra, di cui era espressione l’Amministrazione uscente, guidata dal democratico Luigi Mastino.
A Sorradile c’è stata l’ennesima riconferma dell’unico candidato, l’inossidabile Pietro Arca – tra l’altro anche ultimo sindaco DC di Oristano -, con una buona affluenza elettorale, oltre 70 %, che di questi tempi fa pure “strano”.
Molto più combattuta è stata la partita elettorale di Sini, dove Biagino Atzori ha prevalso di soli tre (!!!) voti su Alice Serra. Probabilmente determinanti sono state proprio quelle quattro schede nulle e la stessa scheda bianca, venute fuori dallo spoglio elettorale.
Contro l’astensionismo ha invece dovuto lottare Emanuele Cauli, unico candidato a Sindaco per il Comune di Magomadas, da diversi anni commissariato. Il risultato è stato positivo, con l’affluenza che ha superato il 60 %.