FONDAZIONE ORISTANO: UN SI’ POCO … PARTECIPATO [ADRIANO SITZIA]

0
580
dav_vivid

Allora vorrei dire solo una cosa: io faccio parte di questa maggioranza. Nonostante la cosa non mi vada bene, perché ci sono delle cose che non vanno, però per spirito di maggioranza voterò a favore. Altro non devo dire”. Questa lapidaria dichiarazione di voto del capogruppo dei “Riformatori sardi” in Consiglio comunale spiega meglio di mille parole l’andamento della seduta di ieri sera in cui l’aula ha dato il via libera alla strategica operazione “Fondazione Oristano”, che da oggi sarà chiamata non solo a fare la Sartiglia e a gestire tutte le strutture museali, espositive ed archivistiche presenti e future del Comune ma a dar corpo alle ambiziose ma tuttora misteriose politiche culturali e turistiche dell’Amministrazione in carica.
Una seduta tesa, nervosa quella di ieri, in cui, di fronte al primo vero, originale ed importante progetto portato in aula dalla Giunta Lutzu – in sella ormai da 24 mesi – sono venuti a galla tutti i dissidi, i contrasti che, sicuramente dal fatidico 24 febbraio scorso, stanno scuotendo una maggioranza uscita dai dati delle Regionali ridimensionata e ridisegnata. Così a soli due anni dalla sua elezione il Sindaco si trova già a fare i conti con numeri precari e, soprattutto, “mobili”: 13/14 consiglieri. Ieri la consigliera Cabras dei “Riformatori” ha votato in difformità dal suo Gruppo – o viceversa! – mentre ha votato a favore della fondazione la consigliera pentastellata Cadau. Ieri. In futuro chissà che cosa potrà accadere.
Va dato atto alla Giunta di aver avuto il grande coraggio di rischiare, ostinandosi a non ritirare il provvedimento nonostante le pressanti e, persino, accorate richieste in tal senso fatte praticamente da tutti gli intervenuti, Riformatori inclusi. Da una parte si chiedeva il confronto con gli opportuni tempi e occasioni, dall’altra si è fatto appello al coraggio di cambiare davvero le cose e di cambiarle “insieme” (parola che, come ben si sa, in politica assume significati e sfumature ben diverse da quelle codificate). E tutto ciò nonostante nessuno – o quasi – si sia mostrato pregiudizialmente ostile alla soluzione della “Fondazione”. Sì perché gli interventi hanno sottolineato in special modo tutta una serie di importanti criticità insite nelle scelte statutarie, societarie ed organizzative fatte da chi l’ha pensata e progettata – si tratta di una sorta di ircocervina società di “in house providing” sotto mentite spoglie – ma anche nella gestione della vecchia Fondazione “Sa Sartiglia”, che vi si riverserà insieme al suo patrimonio umano ed ai suoi bilanci, l’ultimo dei quali, peraltro, non ancora disponibile. Perché questa prova di forza? Apparentemente perché c’è l’urgenza di assicurare una continuità lavorativa ai dipendenti de “La Memoria Storica”, la cooperativa che da oltre vent’anni gestisce museo e archivio, e il cui appalto, più volte prorogato, andrà a terminare il prossimo 30 giugno. Apparentemente …
Nonostante la cosa non mi vada bene, perché ci sono delle cose che non vanno, però per spirito di maggioranza voterò a favore”, appunto!