IL FORO BOARIO SOSPESO TRA COCCI E MUSEI [ADRIANO SITZIA]

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A Oristano per meglio definire e distinguere le opere pubbliche caratterizzate da un iter “chilometrico” e da una destinazione mai esattamente assegnata, si è soliti utilizzare l’attributo “sfortunate”. In questa particolare categoria rientra a pieno titolo anche il Foro Boario, sa “Pratz’e bois” della Sagra di Santa Croce di antica memoria, intestata nel 2001 a Giorgio Luigi Pintus, bella figura di architetto ed artista oristanese (in realtà, se non ricordo male, originario di Milis), al quale si devono, tra l’altro, il progetto del grande Palazzo Falchi di via Dritta, il primo edificio in cemento armato realizzato in città, e quell’elegante villa liberty nella svolta da via Cagliari a viale San Martino. Nella piazza, in particolare fa – nonostante tutto! – ancora bella mostra di sé il grosso edificio che del mercato, negli anni che furono, era il fulcro, e che è stato recuperato ormai parecchi anni fa, senza però nessuna particolare destinazione (in questi casi, per non sbagliare, si parla sempre di “strutture polivalenti”!) e, conseguentemente, nessun “particolare uso” effettivo. E tale è rimasto fino ad oggi, abbandonato, senza sorveglianza alcuna e, dunque, oggetto delle solite attenzioni di vandali ed affini, che lo stanno progressivamente ruderizzando. Tutto ciò, nonostante qualche sporadica apertura “inaugurale” e, soprattutto, l’inserimento nel progetto “Oristano est”, che peraltro prevede nell’adiacente ampio incrocio anche la realizzazione di una grande rotonda, l’ennesima della serie “rondò oristanese”!
Questo fino a pochi mesi, quando, improvvisamente, all’ingresso del mesto edificio è apparso un messianico cartello annunciante imminenti lavori e, soprattutto, una sua destinazione finale. Infatti in bella vista si poteva e si può ancora leggere: “… Realizzazione Museo della Sartiglia e Centro di documentazione studi sulla Sartiglia”. La data della consegna lavori indicata è il 18 febbraio 2019 con la previsione di ultimazione degli stessi in tre mesi, ossia il 18 maggio scorso.
Dunque, per curiosità, nei giorni scorsi – ossia un mese e mezzo dopo la fatidica data del 18 maggio – sono andato a vedere come stessero procedendo le cose. Sorpresa! L’edificio, sbarrato, all’esterno si presentava (v. foto) esattamente come prima: un disastro!
Domanda banale: e i lavori? La risposta non può che essere l’ormai classico “Boh!”. Tuttavia una cosa appare confermata: appunto la “sfortuna” del Foro Boario.

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