MERAVIGLIOSI SCONCI CITTADINI! [ADRIANO SITZIA]

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Oristano, capitale giudicale ormai recuperata a tutti gli effetti alla storia non solo sarda ma addirittura euro-mediterranea, e che fra non molto tempo – una volta tanto perché non essere ottimisti, dato che non costa niente? – dedicherà una pi(a)zza a quello che è il suo lascito storico più importante, cioè la “Carta de Logu”, è una città che, modestamente, nasconde alla vista di residenti e visitatori angoli misconosciuti del suo splendido passato, antico e recente. E’ questo il caso di un pezzo di cinta muraria, che soltanto qualche decennio fa delimitava e proteggeva dalle incursioni nemiche una piccola fabbrica ceramica in quel del Sacro Cuore, quartiere periferico meglio noto come “Corea”. Esattamente siamo nell’antica via Olbia – aggettivo greco che significa, non a caso, “felice”, “prospero” – che mostra ancora nel suo devastato asfalto e nei suoi impraticabili trottoirs i fasti di un fiorente vissuto – ahinoi! – ormai lontano. Chi poi dovesse giungervi dalla via Carloforte, altra strada meritevole di essere percorsa, soprattutto in auto o, se vogliamo unire al dilettevole anche l’utile, in bici, avrà occasione di ammirare questo monumento in tutto il suo cadente fascino. Infatti, come ben si evince dalle foto, siamo di fronte ai resti di quello che fu un importante ed articolato sistema murario, purtroppo dimenticato dagli studiosi, storici o archeologi che siano. Un vero peccato, anche perché non c’è neppure bisogno di scavare: i reperti sono già in superficie!

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