CAMBIARE IDEA ASSOLUTAMENTE SI’, MA … [ADRIANO SITZIA]

0
423

Un uomo non farebbe mai niente se aspettasse fino a poterlo fare così bene che nessuno possa trovarvi difetti”. Così si espresse John Henry Newman, in un certo senso riportando quel famoso modo di dire per cui chi fa sbaglia o, meglio, può sbagliare. E chi meglio di questo alto prelato inglese dell’Ottocento, prima sacerdote anglicano poi sacerdote e cardinale cattolico, può testimoniare il labirintico cammino dell’uomo che, pellegrino in questo mondo, affronta l’avventuroso viaggio della vita, che, per molti, è anche ricerca e, quando va bene, scoperta!?
Ecco perché cambiare idea, soprattutto quando si è constatato che la propria non era quella … migliore, di per sé è un fatto molto positivo. Così come, pur tenendo fermi alcuni punti fondamentali, è assolutamente necessario – come fece il nostro card. Newman – non fermarsi ma continuare nel proprio percorso di crescita, che spesso porta all’acquisizione di nuove conoscenze, di esperienze e di vissuto tali da condurre anche all’abbandono o ad una profonda revisione delle proprie idee di partenza, delle loro basi e dei loro riferimenti (ideologici, culturali e affini). Del resto George Bernard Shaw sosteneva che chi non può cambiare idea, non può cambiare niente. E cambiare equivale spesso a muovere le cose, uscire dal ristagno, togliere tappi, scuotersi e scuotere, rivitalizzarsi e rivitalizzare. Non a caso una mente indubbiamente brillante come Einstein sosteneva che la misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare, almeno quando è necessario.
Dunque in questo senso niente da eccepire, anzi!
Purtroppo però certi mutamenti, diciamo così, ideologici, soprattutto se e quando sono repentini o se o quando dipendono dall’occasione, dall’obiettivo o dal ruolo che in un determinato dato lasso di tempo si (o non si) ricopre, persino in questi nostri tempi di conformismo eclettico, in tante persone lasciano ancora qualche … dubbio. In effetti, nel dizionario italiano, nonostante tutto, si può ancora trovare l’aggettivo “coerente” (dal lat.
cohaerere, “essere strettamente unito”), che, in senso figurato, significa persona fedele ai suoi principi oppure persona che si comporta e agisce conformemente al proprio pensiero, alle proprie idee.
Direte certamente che se uno cambia idea su una determinata cosa, ciò non significa necessariamente essere contraddittorio. Assolutamente d’accordo, purché però appunto queste “inversioni ad u” non siano troppo frequenti, improvvise e inattese. Nel qual caso non si tratta più di un “cambiare idea” ma di vero e proprio fregolismo.