UN MOMENTO DI DOVEROSO SILENZIO [ADRIANO SITZIA]

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Diverse persone mi hanno chiesto a voce o con messaggi come mai, in questo mese di emergenza sanitaria, “Appunti Oristanesi” è rimasto in completo silenzio. La risposta è semplice: di informazioni siamo bombardati, giorno dopo giorno, dall’alba alla notte, mentre per esaminare, capire, criticare ciò che è accaduto, sta accadendo e accadrà, occorre, almeno secondo il mio modesto parere, attendere la fine quanto meno della fase più difficile, più critica dell’emergenza. In questo momento, il pensiero deve andare solo alla speranza – ed alla preghiera – di uscirne quanto prima, e, insieme, alle persone che non ci sono più, a quelle che con questo virus stanno duramente lottando, a chi – e sono davvero molti – continua a fare il suo lavoro, spesso a grosso rischio di contagio, nelle strutture sanitarie, ma anche in tutti quei servizi che non possono in nessun caso essere interrotti. Per tutto il resto – ripeto – ci sarà tempo e, sperabilmente, anche spazio.
Un breve passaggio però vorrei dedicarlo a tutti coloro che, maitres a penser, opinion makers, accademici, cattedratici, ricercatori e/o semplici cittadini, da alcune settimane continuano a sostenere e a dirci che il “dopo-coronavirus” non potrà in nessun modo essere uguale al “prima”, a quell’Italia ed a quel mondo così come finora li abbiamo conosciuti, belli o brutti che fossero. Alcuni pensano a questa come ad una grande, irrinunciabile occasione per cambiare in meglio (?) le cose – spesso però riproponendo ricette “vecchie” -, mentre altri più prudentemente non si sbilanciano né verso il segno “+” né verso il “-”. Io, soprattutto per evitare l’ennesima facussa in … quel posto, auspicherei, almeno nella nostra Sardegna, l’inizio di un serio confronto muovendo da tutto ciò che questo tragico, funesto, doloroso evento mondiale ci sta insegnando, e sui nodi che ha fatto e sta facendo venire al pettine. Una riflessione individuale e collettiva onesta, intransigente e profonda che poi possa essere tradotta in soluzioni davvero radicali ed efficaci. Sì, perché una cosa ormai è assolutamente evidente: aicci non andada, aicci non podidi prus andai!
Intanto, però, cerchiamo di dare e di fare il massimo per uscire dall’emergenza!!! Coraggio!!!