MONUMENTO A SU COMPONIDORI: SUGGERIMENTI DAL NOSTRO PASSATO [GIGI PIREDDA]

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante contributo dell’amico Gigi Piredda, appassionato cultore della storia politica, economica e culturale di Oristano nell’Ottocento. Un intervento, questo di Gigi, che, attraverso la ricostruzione storica del complesso iter che portò all’erezione del monumento ad Eleonora, fornisce diversi interessanti elementi e spunti di riflessione al dibattito, che speriamo superi le angustie del presente difficile momento, sulla proposta di un omaggio artistico della città a Su Componidori.
Buona lettura.

Carissimo Adriano, faccio molta fatica a capire la ratio di queste comunicazioni apparse sui media che riguarderebbero un bozzetto di monumento a: Su Componidori? Alla Sartiglia? Ai tamburini e trombettieri? O a tutti i partecipanti alla nostra antica giostra equestre, in un pirotecnico calderone nel quale mancano solamente i coriandoli e i cotillons?
Qualche tempo fa mi avevi proposto di far parte di un gruppo di amici con l’intento di creare un comitato di appassionati, che verificasse tutte le problematiche relative ad una intrapresa così complessa. L’idea mi era piaciuta e ti avevo dato l’adesione. Ma non ne ho mai fatto parte effettiva perché mi è sembrato che fosse finalizzato all’esclusivo supporto di un artista che, con provvido tempismo, nel frattempo si era proposto. Credo che quel tuo cortese invito fosse collegato alla memoria di una conferenza dal titolo ‘Inediti per il monumento ad Eleonora d’Arborea – Nuove prospettive di ricerca‘ svoltasi presso l’aula del Consiglio comunale di Oristano il 5 ottobre 2017. In tale occasione ebbi modo di ripercorrere le vicissitudini, durate 23 anni, che portarono al compimento della tanto agognata opera. L’intento di quella ricerca archivistica, durata oltre un anno, era di capire, dal punto di vista documentario, quale fosse stato il ruolo degli amministratori del tempo. Ebbene, sull’argomento si contano 54 deliberazioni consiliari per tutto l’arco di tempo che riguarda l’ideazione ed il lunghissimo iter che portò all’innalzamento del monumento. Telegraficamente qui sotto riporto i principali momenti della vicenda:

1858: proposta del consigliere Polla di erigere un monumento alla “sarda eroina”, approvata all’unanimità;

1860: riproposizione del consigliere Enna Floris, anch’essa votata all’unanimità;

1862: nomina di una commissione di dieci membri (9 consiglieri comunali più il canonico De Castro con funzione di presidente) per l’erezione del monumento ad Eleonora;

1863: invio al Consiglio comunale del manifesto elaborato dal De Castro, che darà avvio ad una raccolta fondi;

1871: il Giurì, presieduto dal Canonico Giovanni Spano, padre dell’archeologia sarda, dopo aver indetto un concorso, esaminato i bozzetti ricevuti e proclamato vincitore quello dello scultore fiorentino prof. Ulisse Cambi, pubblica una relazione nella quale sono motivate le scelte artistiche e puntualizzati i canoni culturali ed estetici ai quali scultore fiorentino si doveva attenere;

1871: su richiesta del Cambi viene composta una commissione di esperti con il compito di individuare la piazza nella quale far sorgere il monumento;

1872: lettera del De Castro che sconsiglia i siti di piazza Mercato (ora piazza Roma) e dell’allora piazza Eleonora (l’attuale piazza Manno);

1873: il Consiglio comunale, senza attendere il parere degli esperti, sceglie la piazza Mariano;

1873: petizione di cittadini che richiedono la collocazione della statua nell’allora piazza Eleonora, oggi piazza Manno;

1874: scartate le opzioni già proposte il Consiglio comunale delibera di acquistare parte delle proprietà Paderi, in piazza Pietro Martini, meglio nota come piazzetta Tre palme, con lo scopo di ampliarla e collocarvi la statua;

1875: arrivo della statua ad Oristano e suo deposito in un locale del Comune (attuale Ufficio tecnico);

1879: la Contessa di San Martino dona parte del suo giardino di piazza della Città, permettendo l’ampliamento del piazzale degli scolopi, attuale piazza eleonora. Eseguiti i lavori, il 21 maggio 1881 verrà finalmente inaugurato il monumento all’illustre donna arborense nel luogo ove attualmente si trova.

Ritengo impossibile proporre similitudini con l’attuale proposta, perché ben altre furono le motivazioni alla base di quelle scelte politiche, storiche e culturali che, convintamente ed unitariamente, i nostri padri fecero proprie. Ma ricordare la metodologia usata 160 anni fa potrebbe servire ad una pacata e non superficiale riflessione che auspico possa coinvolgere il maggior numero di persone. Molto umilmente propongo quindi d’interrogarsi innanzitutto sulle quattro basilari questioni che gli amministratori di allora dovettero affrontare: perché farlo; come farlo; dove farlo; quando farlo.