PIZZUTO (ARTICOLO UNO): “CORONA VIRUS E FASE 2: APRIRE SI’ MA IN SICUREZZA”.

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Nel giorno in cui il Comitato scientifico sardo incaricato di affiancare la Giunta regionale nella gestione dell’epidemia da Covid-19, pare aver perso uno dei suoi componenti più prestigiosi, il prof. Luca Pani, attuale direttore generale dell’AIFA, si registra anche l’ennesima dura presa di posizione del segretario regionale di Articolo Uno Luca Pizzuto, stavolta in risposta alle recenti dichiarazioni del Governatore Solinas sulla Fase 2. “Il grande senso civico dei Sardi – esordisce Pizzuto – che ha consentito fino ad oggi di resistere alla Covid-19, può e deve essere premiato. Ma nessuno pensi di cavalcare il desiderio di normalità dei Sardi con proposte irresponsabili e populiste: prima viene il rispetto delle salute dei nostri cittadini, e quindi ogni apertura va fatta con senso di responsabilità”.
Secondo il segretario di Articolo Uno, non possono essere ignorate o dimenticate le gravi carenze e responsabilità di questa Giunta nell’approccio all’epidemia (mancanza di linee guida, di mascherine, di tute e di altri presidi di protezione individuale ecc.), che hanno causato, tra l’altro, molti lutti altrimenti evitabili.
Quale può essere la strada della ripartenza? Per l’esponente politico sulcitano è necessario dare subito “il via libera alle attività produttive in modo razionale, non solo per tipologia di attività. Oltre alle categorie indicate dal Governo, tutte le professioni o attività esercitate in modo individuale o con pochi dipendenti totali, devono riaprire subito, nel rispetto delle distanze individuali e dell’uso delle mascherine, mentre l’uso dei guanti deve essere riservato all’interno delle strutture di vendita e dunque messo a disposizione dai negozi, ove non fornito dallo Stato o dalla Regione. In secondo luogo deve essere dato il via alle attività collegate direttamente e indirettamente all’industria turistica regionale e con specifica attenzione ed incentivi al mercato turistico interno”.
Pizzuto dice la sua anche sulla questione, particolarmente sentita ed importante, dei tamponi e dei test, chiedendo alla Regione di non indugiare oltre nell’investire cospicuamente “per certificare la situazione dei Sardi e scommettere sul prossimo futuro nel massimo della sicurezza possibile”. Ciò si deve tradurre nel fare subito tamponi e test su tutti gli operatori sanitari, sulle forze dell’ordine e sul personale di supporto alle attività di emergenza (volontari, ecc.); poi nel fare i tamponi, anche in serie nel tempo se necessario, “su tutte le persone che rientrano nel contesto produttivo, in modo da garantire in sicurezza la continuità delle filiere” e, quindi, eseguire i test immunologici su siero a tutti i cittadini sardi così da poter disporre di una mappatura della popolazione regionale relativamente a questo pericolosissimo virus.