PALMAS (ARTICOLO UNO): PRESIDENTE SOLINAS, BASTA CON LE INTENZIONI, ORA I FATTI! IL CASO DEI BAMBINI DEL CENTRO AUSONIA.

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Pochi giorni fa la denuncia della persistente ed inspiegabile chiusura dei Poliambulatori pubblici. Oggi Articolo Uno ritorna alla carica contro la gestione della sanità da parte dell’Amministrazione Solinas, portando all’attenzione dell’opinione pubblica l’altrettanto inaccettabile vicenda dei piccoli pazienti del Centro Riabilitazione Ausonia di Cagliari. Lo fa con un nuovo pesante comunicato, firmato da Bruno Palmas, Responsabile del Dipartimento Sanità Regionale del partito. Palmas definisce “assurda e tanto grave da dover essere presa in considerazione dalle autorità competenti” la situazione di questi bambini e ragazzi che “hanno patologie neuro-motorie per le quali hanno praticato fino al 9 marzo nel Centro Ausonia, terapie specifiche e irrinunciabili (come le iniezioni periodiche di Botulino)”, e che poi, per decisione delle istituzioni competenti, si sono visti interrompere queste terapie, nonostante le richieste, anche con procedura di priorità, prescritte dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta. “Abbiamo ricevuto – prosegue Palmas – segnalazioni formali sulla gravità della situazione, sul fatto che in Sardegna si siano fatti figli e figliastri, dato che a Iglesias le stesse terapie vengono praticate”. Ma l’aspetto più grave, secondo il medico oristanese, è il fatto che sia il Presidente della Giunta, sia l’Assessore alla sanità Nieddu già da due settimane erano a conoscenza del grave problema – fra l’altro l’interruzione di alcune terapie, come quella a base di Botulino, produce una regressione dei progressi riabilitativi già ottenuti, con evidente nocumento ai pazienti in cura – ma, evidentemente, non hanno trovato modo o tempo di fare qualcosa!
Il tempo dell’attesa – conclude Palmas – ormai è finito, così come quello dei proponimenti enfaticamente annunciati: ora servono i fatti! Il Presidente Solinas e l’Assessore Nieddu dicano subito a questi malati ed ai loro genitori che cosa faranno domani! Cosa faranno, non cosa abbiano intenzione di fare. O i cittadini dovranno mettere in atto altre iniziative legittimamente più serie ”.