I TRE ANNI DELLA GIUNTA LUTZU: IL GIUDIZIO DI ANGELA LOI (PS D’AZ.)

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La Giunta guidata dall’ing. Lutzu sta per tagliare il traguardo dei tre anni di attività, un periodo più che sufficiente per iniziare ad esprimere qualche compiuta valutazione sulla portata e sull’efficacia della sua azione amministrativa. Per questo Appunti Oristanesi ha deciso di dare spazio ad alcuni esponenti della politica oristanese, che hanno cortesemente accettato l’invito ad esprimere qualche loro considerazione  sull’operato di questa Giunta e della sua maggioranza. La parola oggi va ad ANGELA LOI, ex segretaria della Federazione sardista di Oristano, che per prima ci ha inviato il suo interessante contributo. Buona lettura.

Per valutare correttamente l’azione di un’amministrazione, secondo me, occorre muovere da ciò che ci si attende dalla stessa sulla base dei bisogni individuati e noti e delle richieste espresse dalla cittadinanza e dalle categorie sociali ed imprenditoriali. Nel caso di Oristano, città e capoluogo di un territorio con grande ma inespresso potenziale economico e turistico, sono evidentemente necessarie:
una politica effettivamente finalizzata al richiamo e all’accoglienza di nuovi visitatori;
una politica culturale per il recupero, la valorizzazione ed eventualmente l’implementazione del patrimonio storico, artistico, culturale e naturale presente e delle strutture dedicate, in sinergia con tutti gli altri attori interessati, primariamente i comuni viciniori;
una politica di attenta cura, miglioramento ed arricchimento dell’arredo urbano e della viabilità;
una politica di difesa e anzi di incremento e miglioramento dei servizi ancora presenti in città, innanzitutto di quelli sanitari, necessaria premessa per la sopravvivenza stessa del territorio oristanese.
Accanto a queste indispensabili azioni non possono però essere dimenticati altri due fattori che incidono pesantemente sullo stato della nostra realtà: uno sociale, la disoccupazione e la cronica mancanza di prospettive occupazionali; l’altro insieme urbanistico e sociale, e cioè la finora mancata integrazione nella città di borgate, frazioni e, perfino, quartieri periferici.
Domanda: in questi tre anni che cosa è stato fatto in questo senso? Da semplice osservatrice esterna posso dire che, ad ora, molte sono state le intenzioni annunciate, pochi però i fatti, come dire, tangibili. Anzi ho avuto la netta impressione che il primo cittadino sia stato impegnato soprattutto in un estenuante, spossante lavoro di mediazione per tenere assieme una maggioranza tanto grande quanto variegata e frammentata, bilanciando di volta in volta le attribuzioni per evitare per quanto possibile “paturnie” eccessive. Da qui i numerosi avvicendamenti negli assessorati che, oltre a rallentare il lavoro dell’Amministrazione, hanno certamente impedito agli “uscenti” di portare avanti azioni intraprese o comunque di incidere con le loro idee e proposte.
A questa già di per sé complessa situazione si è aggiunto lo sconvolgimento del quadro politico cittadino in seguito alle Regionali 2019, con conseguenti cambi di casacca da parte di diversi consiglieri ed assessori, nascita e scomparsa di gruppi, passaggi dalla maggioranza alla minoranza e viceversa. Infine il Covid19. Ma questo è un capitolo a parte.
In sintesi, questi tre anni ci hanno regalato solo un’onesta ordinaria amministrazione. Voto? Insufficiente.
Infine, da ex segretaria del PS d’az oristanese non posso non dire qualcosa sul ritorno sardista nell’Aula degli Scolopi. Un ritorno avvenuto in modi e circostanze “particolari” e che finora all’azione amministrativa non ha portato niente più che confusione. Questo soprattutto perché è mancata completamente la condivisione e la collaborazione tra i novelli consiglieri sardisti e gli iscritti oristanesi al partito. Questi ultimi non sono mai stati tenuti nella dovuta considerazione, anzi sono stati mortificati proprio nel loro essere militanti. Ne è scaturita una situazione di forte conflittualità interna di difficile risoluzione e che ha di fatto paralizzato l’attività del partito proprio in un momento importante e favorevole per tentare di rilanciare anche ad Oristano il Sardismo e le sue battaglie, rinnovando la classe dirigente e difendendo gli interessi della città e del suo territorio. Spero che non si perda anche questo treno. Rischia di essere l’ultimo!