NUMERO CHIUSO A MEDICINA: ANCORA PER MOLTO? APPELLO DEL TDMe

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Nuovo intervento-sfogo del Segretario Nazionale del Tribunale dei Diritti e dei Doveri del Medico Bruno Palmas. Questa volta la sua attenzione è rivolta al progressivo impoverimento degli organici della medicina territoriale e di quella ospedaliera, erosi dalla massiccia ondata di pensionamenti in atto nel SSN. “I medici – esordisce Palmas nel suo intervento – stanno resistendo stoicamente dentro la trincea del SSN devastata dalla pandemia, ma la politica continua a sottovalutare il grido di dolore che arriva dalla gente e dai professionisti”.
Secondo Palmas “le gravi carenze d’organico stanno destabilizzando servizi sanitari consolidati e funzionanti col risultato che in diverse regioni non si trovano medici di famiglia per coprire le zone carenti e specialisti per rimpiazzare gli esodi dalle corsie ospedaliere. Le ovvie, inevitabili conseguenze non possono che essere, per chi lavora, turni massacranti e magari pure la voglia di mollare tutto per qualcosa di meno logorante, e, per i pazienti, tempi d’attesa moltiplicati talvolta all’infinito e standard assistenziali sempre più bassi”.
Ma il fatto più grave – sottolinea Palmas – è che tutto ciò era stato ampiamente e precocemente previsto e segnalato, fin dall’inizio di questo secolo, quando i più attenti s’erano resi conto che, anche solo per ragioni anagrafiche, proprio intorno al 2020 ci sarebbe stato un esodo pensionistico di migliaia di medici. Ovviamente la politica stava pensando ad altro, così come anche i vari ministri, viceministri, sottosegretari, assessori alla salute ecc. succedutisi in questo lungo spazio temporale. “Eppure una delle soluzioni era – e ancora è! – la più banale possibile: aprire la Facoltà di medicina, renderne libero l’accesso per un periodo ragionevole e aumentare in modo ampio l’accesso alle scuole di specializzazione. Oggi non saremmo a questo punto! Noi già da subito – conclude Palmas – facciamo un appello forte alla politica che ne ha la responsabilità: liberalizzate l’accesso a Medicina per i prossimi 10 anni e forse riusciremo a salvare il SSN. Poi si potrà anche pensare a tutte le riforme necessarie, sulle quali siamo pronti a confrontarci. Ma se non ci saranno medici e operatori sanitari disponibili, questo SSN inevitabilmente morirà. E allora si rimpiangeranno i tempi in cui si diventava medici per scelta libera, senza sbarramento d’ingresso ma con corsi di laurea difficili e selettivi, quei medici che hanno contribuito a fare del nostro Servizio Sanitario uno dei migliori al mondo. C’eravamo anche noi tra quei medici. Altri tempi, ahinoi!”.